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Poesia

La Matrice delle Cose

Imbevo i giorni
le diverse stagioni
crocifisse sulla mensola del pensiero
hanno ricordo
come oggetti invisibili

Tutto il dolore del mondo

Tutto il dolore del mondo
riluce sul manto
asciutto delle mie occhiaie
come il sorriso si rabbuia
sotto la tensione tra le forze,

Luciferina

Cosa mai non ho fatto
per non somigliarti più
di tanto nel sopore
dell'arrocco livido.
 

Respiro...

Lascio sempre 
un colore al respiro
e quel che vedo
non è.
Abbagli 
e coni d'ombra

Ritorno a Pietrelcina (*)

“Passai più volte... Dalla vuota casa
anzi... vi ero davanti,
ma non avrei voluto... Disturbavi.”
 

Stelle mobili

Rendere mobili le cose
È compito del cielo
 
È compito della testa
Che trascina il corpo

Ho solo un grumo di silenzio

Ho solo un grumo di silenzio
e nient'altro.
Un campo di solitudine
e aridità.
Un cuore in ascolto e pochi spiccioli.
Non lo stancano più

immaginarie stelle

 
Di un tramonto
sei il respiro
di sepolte speranze.
Lo sguardo vagabondo
di anni vissuti

Giorni contati

Il loro scricchiolio
tentenna nei primi
refoli di vento.
Giorni contati
nel nuovo risveglio
reduci di passata 

Nel buio dei tuoi pensieri

immagine del web
E' per sottrazione
che la tua storia va avanti,
lungo un giorno di pioggia
baciata da un vento umido
che sa di Francia.

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