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amore

Scrivo d'Amore che vivo - San Valentino 2012

Le emozioni si posano su di noi come fossero note all'orecchio e incuranti di ogni impedimento scendono giù fino al cuore, anche per un attimo. Poi, lasciando un solco profondo quanto il tempo di starvi, riprendono il viaggio per risuonare nel cuore di un altro.
 

l'amore

L’amore è un angelo
che vive dentro di te
l’emozione della vita
che bussa di continuo al cuore
e non puoi trattenerlo per sempre
il suo volo è nel cielo
nell’innamoramento
che hai conosciuto
nel suo mistero
senza volare.
 

Forse ti troverò....

Forse ti troverò seduto
sulla nostra panchina ,
in fondo al molo del porto di Marsiglia.
Ti troverò seduto,
un pomeriggio ,sul tardi,
mentre  il cielo si arrossa.
mentre le barche e i mercantili carichi 
tornano,

Bacio sottile

Ogni disgiungersi, caduta
ogni bocca, ventre
corre da me a te, Luna
 
meandri argentei
bacio sottile di carbonio
ragnatela

Nella pozzanghera

pozzanghera.jpg
Come un piccolo serpente nero. Un serpente nero, piccolo e velenoso, che gli scivolava nel cuore. Era così che si sentiva. Era questa la sensazione che provava nell'assaporare il gusto, rancido e freddo, della solitudine.Una solitudine mai provata prima.

A riva del mare

Non andare più: la luna stromba
la vista, cieca, pur amando
quel pensiero dolce che del mare
mi giungeva. E’ acida, l’onda
che naufraga in petto, dove ormai
non posso, dove più non racconto
che storie ammuffite e di vetro.
Questa era l’attesa – una ferita
di tramontana, che gela ogni

Nel buio di una stalla

Un puledro fra le catene di uno stabbio

Nei miei domani

 
Apri i tuoi occhi e guardami
ora che il mondo tace,
ora che il mondo è assente,
ora che il mondo è niente

Johann Wolfgang Goethe - Im Herbst 1775 / Nell'autunno 1775

 
Fetter grüne, du Laub.

Dialogo tra Giullare ed Oleandro

Al Palazzo di re Artù, nel nord della Cornovaglia, si esibiva, tra una portata e l’altra sul tavolo dei dodici Cavalieri, un giullare dalle vesti cangianti e con un grosso campanaccio attaccato al collo. A lato della sua esibizione, rannicchiato su stesso, se ne stava, piangendo, Oleandro, il figlio della cuoca Circe.

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