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introspettiva

Piuma d'angelo

Alzati, prendi la sua mano
porgila all'infinito, verso le dita degli uomini.
Cammina...l'orizzonte arriverà. Raccogliamo gli ultimi.

Ancòra e ancòra nel rinnovato succedersi

universi.jpg
Quei cieli che sfidammo e segnarono i tempi nostri
quelle onde di piena siderale
che ci portarono
quell'andare imperioso
il disperato cercare
nel sopravvivere ai naufragi
di universali diluvi
cui fummo dannati
quel peregrinare

lazo lasco nel dehor

 
 
spiegano l’anello imperfetto
tutte le parole a perdere
che sforzano ancora comprensione
 
seguono le movenze della corda
arrestandosi sul nodo
 
a tirare e stringere si avrebbe poi

Di un figlio e metafore d'albe

aspetterò qui,
che ti soffro e sulle labbra 
il verde di germogli,
che ancora ghermisce
presagio di primavera
 
mi è memoria 
la voce,
nell'oblio di un urlo 

azzurre profondità

la testa affondata nel cielo (azzurre
profondità rivelano ombre
essere i corpi) -il foglio la mano un
vuoto-
            mi levo dal sogno bagnato

di luce

 

Tratturo

del Tratturo.jpg
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Rustica via antica transumanza
di mandrie che ritornano a svernare
dopo stagione in pascolo solare

Cavalcando sull'onda dell'emotività

Abbracciare, contenere, gestire o, forse meglio, convivere. Convivere con quell'onda chiamata emotività che si alza improvvisa, come un temporale estivo, e che mi travolge nel suo percorso.

Mi perdo

 
 
Mi perdo
per non trovarmi
e fatico a ritrovare la strada
Torno...
a volte resto
e cerco
quel che vorrei trovare.
 

 

Il faveliere

La sola cosa che non desta invidia è la miseria

recitava, a sé stesso, il faveliere.

Dava, cioé, all'inferno muto, spento

quel che arguiva l'essere.

 

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