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introspettiva

L’imperio del tuo eloquio

Parlare con te è come rimestare l’arcobaleno.
Le parole sai far roteare come coriandoli

solitudine

 
Una foglia cade senza rumore
è sola nella sua agonia
così è la solitudine

Antinomie

Mani che “ci si può abbeverare” 
e mani che ti prosciugano
 
Mani che sigillano cuori 

Sguardi e il tracimare

sguardi e il tracimare
di palpiti 
alle rive del cuore
 
aria dolce come 
di labbra
incanutire di fronde

Fragile finale

Fatue interferenze
di frivoli fraseggi
si fondono al falsetto
di un suono in fa minore
Sfiorito fiore inerte
si spegne al finto fuoco

Un cielo interiore

immagine web
Viaggio lungo fiumi di silenzio
senza mai vera pace,
sbattono ali uccelli neri
osservandomi da un cielo interiore.
 

Angolo di febbraio.4.

photo by Livia
 
Non sono stata una candela fiorita
blu notte coi lustrini d’argento
e la neve ricamata a mano
con le casette alpine e i fiordalisi

Tra pelle e cuore

S’insinua sottotraccia, come spia s’accuccia -poi-
deflagra come tuono di temporale d’agosto.

Isola amara

Lenta scorre questa vita e
duri frammenti lascia nelle vene
sono come fragile canna
piegata dalla brezza della sera
prima che una scura notte

le parole non servono

 
Pesa il giorno
con le sue ore gravide
l’eterna illusione giace inerma
in un mondo di parole.

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