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racconto



Never, never, never give up

Finally qualche cosa anche per il mio spirito mondano: un vernissage in centro citta’ in una galleria d’arte storica dove conosciamo la proprietaria! Leggi tutto »


L’uomo che non sapeva prendere

NB: Ragazzi, ve lo dico prima: quel che segue è quasi autobiografia pura. Il mio cuore è messo a nudo: non infierite.
  

 

“Prendimi!”, disse lei. Sentii il suo bel corpo fremere e agitarsi sotto di me. Eravamo soli in casa, distesi sul mio letto, posto accanto a quello di mio fratello, nella nostra angusta cameretta, munita solo di una specie di oblò che dava su un cortile affogato nel quadrato delle quattro pareti del grattacielo, sporco e senz’aria - che non valeva neanche la pena di aprirlo, quel finestrino, col rischio di incamerare polvere invece che ossigeno.



La scomparsa

Primo capitolo
 
La scomparsa
 
Sebbene fossero passati molti anni di quel giorno ricordava ogni piccolo particolare. Aveva studiato, fatto sacrifici impegnandosi a fondo per giungere a quel traguardo. Le memorie, quella mattina, s’erano concretate improvvisamente con forza, avevano preso spazio nella mente come nuvole che mosaicano un cielo terso. Elena Ancis sedeva davanti al portatile del suo ufficio di facoltà e il pensiero di quel ricordo, mai obliato, la fece sorridere con nostalgia. Quella reminiscenza fu percepita come un evidente segno che avrebbe in qualche modo cambiato il corso della sua vita. 

 



The buskers

     Si spartivano qualche applauso e molte spine. Come tutti gli artisti di strada.
Lui, ormai in età, avrebbe rinunciato da tempo a esibirsi, ma continuava a farlo per lei. Peraltro era lei ad attrarre quel poco pubblico con la sua voce melodiosa. Una voce che ammaliava anche lui che, a volte, quasi non respirava per starla a sentire. Leggi tutto »


La saetta

Era l’estate dell’anno 1952  e Angelino,  ragazzo  robusto e di buon carattere doveva salire  tutte le mattine faticosamente il sentiero che portava alla sommità del monte dove i boscaioli segavano gli alberi. Il suo compito era  quello di portare il pane per la colazione dei  taglialegna  arrivando fino alla baracca fatta di assi e pietra dove gli uomini dormivano. Leggi tutto »


Liliana

Eri la piccola di casa e te ne sei andata prima di noi quattro.
Sei nata subito dopo la guerra, nel millenovecentoquarantaquattro e sei arrivata come una benedizione del Signore.
Il Novembre del quarantatrè segnò l’ingresso degli alleati e per noi la fine della guerra, mentre per il nord cominciava il peggio.
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Traviata today

Viola cantava sempre una canzonetta di qualche anno addietro, che recitava così:
 
A chi la dò stasera... la mia felicità.
Figuratevi un po’ a che tipo di “consumatori” poteva mai indirizzarsi questa... felicità. La cantava in un Night, quasi ogni sera, e quasi ogni sera usciva di lì con qualcuno, per dargliela, la felicità. Certo, non è proprio il caso di mettersi a fare i puritani.
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L' angelo

Caterina aprì gli occhi sbadigliando, rivolse lo sguardo assonnato verso la finestra della sua stanza da letto.    - C’è il sole pensò –
Era domenica mattina, una meravigliosa mattinata d’aprile.    Il cielo era azzurro e i profumi della primavera si spargevano nell’aria.   
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Le cosce di mia zia di Fulvio

.

lettura di Ezio Falcomer

 
  Allora dormivo solo in una specie di magazzino. Era una grande stanza buia e forse c’erano i topi o chissà che cosa mi metteva una gran paura:
«Zia! I ladri! Zia!»
E arrivavano le cosce di mia zia attorno a uno slip rosa: Leggi tutto »


La rabbia, il desiderio, la lucenotte (Storia di un bipolare)

(versione riveduta e arricchita rispetto alle precedenti)
 
Era l'ideale per divenire un ragazzo di strada (o Leggi tutto »

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