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Fatti a mare

Invito per la Corale “Fatti a mare”
a: iscritti a Rossovenexiano e non; Ospiti o passeggiatori del lungocalle;
come: legandosi ad un verso tra quelli già presenti e inserendo il proprio post in coda al post che ha sollecitato la composizione;
è importante: il verso scelto o il gruppo di versi dovranno essere in testa al proprio testo;
è indispensabile: poesia o tentativo di farne (lo dico per me) ;
lunghezza: non eccessiva né sparagnina;
qualità: non sta a me giudicare il vostro meglio né altri possono sentirsi in dovere di farlo;
stile: nel rispetto delle regole della Casa che ci ospita;
perché: è un gioco, forse (per tutti), in cui non c’è competizione ma contaminazione;
quindi: se non sei un montato/a e sei svitato/a abbastanza questo esercizio creativo un po’ ci rimette a posto (e giusto per tirare la volata ai buoni corridori, apro con un verso di Manu).
 
1
Muove appena il labbro il sorriso del sole(*)
qualche strada si apre ma non si capisce dove
il cielo prenda tanto colore
Forse perché a guardarlo ancora e ancora e ancora
tutti gli occhi vi hanno lasciato tinta
e passione. O forse è la crisocolla
che cola dal cosmo e prima di Rayleigh
prima del mondo contaminato di stupori
per tutta al Terra l’azzurro è una cotta
più che un’armatura.
 
(*)da: “Sui fianchi delle case e le chiome del crespino” di Manuela Verbasi
 

ritratto di Antonella Iurilli Duhamel
 #
 

Tinta di passione avvizzita

Esclusa regale da ogni possibile Paradiso
Era all’Inferno senza averci fatto mai caso.
 

Non  udì il suo vecchio amore  bussare alla porta!

 

Puntuale la sua  supponente  indifferenza

Spense  senza saperlo  un leggero rossore d’amore.

 

A tradimento aveva osato incendiare delle  povere gote sbiancate da bugie  protratte oramai solo per dispetto.

 

ritratto di Winston
 #
l’azzurro è una cotta
più che un’armatura.
Una cotta, qualunque cosa esso voglia dire, azzurra. Così io/tu rovesciati in quel Lago d'Averno che a cieli liquidi balza dalle teste. Come tale torna al letto del giorno ogni tempo.
Furori degli dei: Kore dallo splendido viso che soggiacque al petto dei cavalli nella favolosa pianura e segnò l'inizio alle stagioni; né ci fu chi vinse quell'impeto che divenne dolori ed inganni sepolti nel seme. Ancora oggi si vede si sentono gli animi schiudersi opposti a indovinare se il fulmine appartenne al re o al fratello o se un'unica stirpe in onore ai Titani. Kore, che volente di azzurre primavere, presa di fiori e profumi, pretese e avvinse a sé un quarto delle proprie vite. Kore accogliente.
 

ritratto di taglioavvenuto
 #

Hai ricordo di Potosì, di San Rafael? Mia Kore dalle belle braccia?
Rammenta i fiumi come immacolati miracolanti scendevano da coltri di gelo.Ora, da picchi devastati come le membra che si sono spese scendono veleni di ghiaccio. I re di qua delle nubi soddisfatti del sacrificio umano
Di eserciti sterminati che ti hanno fecondato il ventre come Ade lo ha fatto ricordi? Stuprata dal fratello di Zeus. Stuprata dagli uomini.
Fossi tu rimasta oltre lo Stige, regina minore dei morti, a segnarne gli occidui confini.
Non Adone è riuscito a consolarti, nelle lussuriose dorate sere d'estate, Adone dalle splendide membra, dalle dolci labbra, prostituto di Afrodite.
..........................................................................................................................................
"In base alle stime…nel corso del 2013, il mercato globale dello stagno beneficerà di un forte supporto, in scia al calo della disponibilità sul mercato e all’aumento delle vendite di prodotti... Sempre in base a quanto stimato, la produzione di metallo proveniente da Indonesia, Peru e Cina che producono circa l’80% della produzione complessiva di metallo registreranno nuovi cali. La produzione del metallo raffinato di matrice cinese è prevista invece in discesa del 3% a 151.000 tonnellate. La produzione proveniente dalla miniera peruviana di San Rafael …"
Un'occhiata ora al mercato dell'argento...a quella dell'oro...del titanio...del carbone...del petro...energia energia ener ener energia.
 
Dove passammo per il Ponto, quale fu il passaggio, il prato dello stupro?
Gli occhi grigi, cristallini dei primi generati di Urano disseppelliti, smarriti che lui, il figlio di Prometeo, proprio lui fosse tornato a recuperarli: Titani Titani ribollenti di schiume perenni, macigni di rabbie sulfuree rivoltose mai sopite.
Gea, Kore. Io vivide orbite di lassù, ultimo asteroide, di stellanti solitudini stanco memoro l'avvicinarsi, e giù nell'Inferno muraglie si snodavano e riproducono. Serpente piumato di formiche, d'imperi.
Kore dai solchi profondi.
 
 

 #
 il mercato globale dello stagno beneficerà di un forte supporto
così che nessuna pozzanghera starà più in terra
e non si potrà dopo la pioggia, dopo ogni sacrosanta
ricomposizione dell'acqua sull'asfalto,
calpestare il cielo o le luci del cosmo
per accendere il fango supplente.
 

ritratto di taglioavvenuto
 #
calpestare il cielo o le luci del cosmo per accendere il fango supplente; puro e folle Centro acqua da sola che ti accendi, colora di sé quanto tocca. Tu muori nelle mani dei colori acqua riflessa tu impotente hai scelto il morire tra le dita, mani incapaci di rivolgerti di nuovo a un sole, una manciata di gratitudine.
 

ritratto di Winston
 #
Una manciata di gratitudine. Dai solchi profondi come le ferite che non un dio qualsiasi, né la natura questa volta t'infligge. Ma il tuo innominato prediletto, Babilonia.
-: Ma io ricordo, di Babilonia, la gestualità focomelica di Bice Valori, dell'operaio di Giorgio Gaber; non ricordo altro che Serafino; non il crollo della torre, se non la tomba di Sammuramat: come avessero a digrignare i sorrisi tra quelle labbra nel colpo fulminante. Ricordo la bocca di Sylvia Kristel che scompare sulla linea di fondo del telo di un cinematografo. Non paesaggi, non il verde dei celebri giardini, non il giallo polveroso dei fiumi sotto i ponti che eressero la tua fama. Non le cattività disoneste, Ištar. Solo la festa, il dolore, e il tempo che li dissolve. Per questo le parole eternandosi non hanno subito alcuna trasformazione, Babilonia dell'incontro, Babilonia dell'Eden".
 

 #
Non le cattività disoneste, Ištar. Solo la festa, il dolore, e il tempo
che conta davvero e non conta per te: come è possibile
il miracolo della meridiana che ha fermato l'ombra
sulla tua schiena per un mese intero?
E come sei passata per tanti nomi prima di acclamarti vergine?
Veniamo da così vicino che la lontananza
dalla terra iniziale ci rende la morte più stretta. 
 
 

ritratto di Winston
 #
La renderà a te più stretta, la morte; io dovrei
farcela e, come nuovo Pegaso, fratello sorto dalle stesse ceneri
dopo aver udito, ed aver riso delle stesse fonti, dopo aver ucciso
Chimera, noi trarremo alla fine nei luoghi, e solo allora  
ove le nuvole non sono più le stesse.
 
 

ritratto di giuliano leandro loy
 #
"immense latitudini, le mani"
Portatrice di speranza la vela tesa
tra zaffiri e respiri in affanno
donde soffiarne come dentro
la cornamusa, per emetter suono
e melodia maldestra nell'improvvisar
di vita nostra l'opera teatrale.
 

ritratto di Sara Cristofori
 #
"Portatrice di speranza la vela tesa"

oh quella vela
di pelle bambina
ignuda ed esposta
all’immane vuoto d’azzurro...
 

ritratto di erremmeccì
 #
"tra zaffiri e respiri in affanno"
corre il vento e la voglia e il dispetto
urla il sole come lama tagliente
insultante affiora uno sguardo
è la fine dei sogni
degli inganni soavi.
 

ritratto di Sara Cristofori
 #
“è la fine dei sogni
degli inganni soavi.”
di tutti quei viaggi
millantati e perduti
nella pozza di un’acqua
neanche sorgiva
che del mare
conserva ricordi
di vecchie leggende.
 

ritratto di erremmeccì
 #
"nella pozza di un'acqua"
-acqua nera e profonda-s'agitano insonni
i tormenti
creature d'incubo 
e di desiderio
 
un muto addio
oh, un breve, muto addio
li risucchiasse... 
 

ritratto di Sara Cristofori
 #
“oh, un breve, muto addio
li risucchiasse... “
portandoli lontano
liberando anima e mente
da inutili recessi
ombrosi e muffiti
vittime sacrali di ricordi stantii
da lasciare al limbo immutato dei giorni.
 

 

 

ritratto di erremmeccì
 #
"ombrosi e muffiti"
sorgono antri battuti dai venti
da flutti di mille tempeste
 
nelle notti d'inverno
risuona il muggito del mare
fra le pareti primordiali
 
e l'urlo di fantasmi senza nome.
 

ritratto di Sara Cristofori
 #
“nelle notti d'inverno”
 

cento lune scandagliano
abissi di morti coralli
tra ermafrodite spugne
schiantandosi quindi
con l’ultima onda
sui fianchi di un reef
 

 

ritratto di ComPensAzione
 #
...e l'urlo di fantasmi senza nome
che chiamano una vita ormai perduta
lasciata tra tempeste
e bonacce
in viaggi a cavallo delle onde
sospinti dall'illusione
verso un nuovo suolo ...
 
 
 

ritratto di Sara Cristofori
 #
"sospinti dall'illusione
verso un nuovo suolo ..."
 

si scheggiano perduti
su crepe colmate di spuma
a nascondere orrore
di sangue innocente
di fiati distorti da ninfe crudeli
nell'infido canto
di mille sirene

 
 

ritratto di ComPensAzione
 #
"nell'infido canto di mille sirene"
di seduzione in seduzione
struggono
stridenti artifici
 
 
 
 
 
 

 #
"immense latitudini, le mani"
 
...ove s'avvolgono, in anelli d'argento
pensieri perduti e parole stanche;
poi, come fosse una coltre, è bassa marea..
 

 #
"eppure ogni capello è un'onda
e muove di salsedine e vento..."
 
...e quando sui crinali si spegne l'ultima luce
come se un rullar di tamburi coprisse
il tramestio dei battiti
sperduto senza argini e reti
l'ultimo guizzo è un grido
un sospiro, un fiato flebile...
 
 
 

ritratto di baluba
 #
da: matris
"alvei tracimano immani la vita"
alle pietre inani
portatrici del mistero
delle fiamme portate al collo che non si vedono
 

ritratto di Stefania Stravato
 #
portatrici del mistero
potremmo offrirvi
il sangue vergine che sgorga dalle vigne  
ma consolate la sconfitta dei corsari
con una profezia
che riaffiori imprevista
dalle profondità delle ferite
 
cantando  
le acque dolci che la luna irrora
 

 #
delle fiamme portate al collo che non si vedono
e poggiano sul dorso della sua storia
come vestali dolorose. E il seno. E il sasso
appena sotto che sanguina. 
E il sangue che non può spegnerle.
 
 

ritratto di Stefania Stravato
 #

 

E l'ultima aria è sale primitivo del cielo.

La sua eco si sparge

dalle ferite di martirii remoti

 

le sconfitte dissepolte dai venti

che giacciono 

nelle buche dove si svuota ogni marea

 

 

 

 
 

ritratto di Sara Cristofori
 #
"nelle buche dove si svuota ogni marea"
portando di mille naufragi
accumulati i relitti
bruciati sugli altari
di indifferenti dèi
nell’urna serbando
ceneri di una vita
perduta a cercare
la linea d’orizzonte
 

 #
Eppure quella linea d’orizzonte,perduta
ancora non muore.
Solenne alla festa delle ciglia chiuse
il ricordo del principio.
 
 

 #
il ricordo del principio
non può essere che venire.
Sembra una battuta questa, in realtà è
quanto appartiene al sole. Quanto la stella
dice all'occhio prima che si chiuda.
E' la frase più consona a manifestare
la concezione dell'orma prima dell'orizzonte.
 

ritratto di erremmeccì
 #
"la stella
dice all'occhio prima che si chiuda"
l'infinità di mondi
e di clessidre capovolte
                           raddrizzate
impazzite
 
e di sciami d'attimi
                          battiti
          intersiderali
di palpebre.
 

ritratto di Winston
 #
Il sangue che non può spegnerle
perché imperturbabili
tenute in vita dal germoglio
che nasce eterno
e non sa dove l'appoggio e la fine.
 

ritratto di Stefania Stravato
 #
tenute in vita dal germoglio
qualunque cosa accada
perchè non sia rimpianto
volgersi ad un mare che tace ogni sua onda
 

ritratto di Raggiodiluna
 #
... e non sa dove l'appoggio è la fine
su quei lidi
su onde che s'increspano
là, dove la madreperla muore.
Silenzi di respiri 
e braccia forti,
ancore come colonne portanti
sostegno di promesse
e vecchie preghiere.
 
 
 

ritratto di Sara Cristofori
 #
“sostegno di promesse e vecchie preghiere”
ingannano fede trascinando
corpo morto su avversi fondali
in cerca di ormeggio
sperdute tra flutti e colori diversi

 

 

 #
corpo morto su avversi fondali
che non risale
Ha cambiato l'ultima aria con il sale
e l'ultima aria è sale primitivo del cielo.
Cielo grata di stelle
su colui che vorrebbe emergere
uscito dalla terra, dall'angelo e dalla pelle.
Colui che aspetta ancora un cenno. 
 

ritratto di Sara Cristofori
 #
“Colui che aspetta ancora un cenno.  “
ma è solo silenzio 
giammai un ritorno
gli scrigni coi tesori
come tante chimere
affondati nel buio
di acque che sono
condanna
 
 

ritratto di Raggiodiluna
 #
"acque che sono condanna"
perché in esse
si sono addormentati anche i sogni.
Rive paludose, spiagge deserte
dove il filo si contorce  
non non abbandona la presa
e tra fanghi e sabbie aride
emerge un respiro.
 
 
 

 #
"...e tra fanghi e sabbie aride
emerge un respiro."
 
Tu coglilo senza timore alcuno.
Sarai schiava e regina
signora del Tempo.
I levrieri hanno perso la pista
e il mare si gonfia 
scalpitando e mugghiando.
Solo il tuo canto risuona nel vento
quasi un lamento
che si perde
nella pallida scia dei ricordi.
 
 

ritratto di erremmeccì
 #
"i levrieri hanno perso la pista"
e più non torna il calcolo
delle nubi e dei sassi
e dei segni nel cielo
e sull'acqua
di morte paludi.
 
A vuoto
girano i giorni.
 

ritratto di Stefania Stravato
 #

A vuoto

girano i giorni

sostenuti dall'azzurro di giugno
 
e si fugge
imperfetti
il ricco bagliore
in bocca la dura sostanza di una salina
 
 

ritratto di erremmeccì
 #
"in bocca la dura sostanza di una salina"
fra le mani carte di vento
(volano via
      e con sè trascinano
                la coscienza del segreto)
 
i castelli sull'altra riva
i palazzi, i bastioni turriti
sono solo magici inganni
di una Fata Morgana
annoiata.
 

ritratto di Stefania Stravato
 #

Quasi un lamento.

Lo lascerò morire senza cercare ancora di dargli un nome.

Da notte a notte è insostenibile la sua eco
che rivolta le zolle di sabbia nei fondali
e distorce la luminanza del faro.
 

ritratto di amara
 #
 
‘Da notte a notte è insostenibile la sua eco’:
quel latrare che torna da estati lontane
dalle finestre aperte di una stanza rosa
a fare paura
 
Allora una voce cara sbriciolava i denti
del mostro immaginato
 
Chi può dirmi oggi: -dormi, è solo un cane- ?
 
 

ritratto di Stefania Stravato
 #

dalle finestre aperte di una stanza rosa

si avvia nella notte
 
quel che resta delle ore d'amore
 
è il mare che invoca
il ritorno al suo fondo
 
 

ritratto di selly
 #
quel che resta delle ore d'amore (*)
 
sarà seta sul ciglio dell'onda
un velo salato su cui scrivere muti
un ricamo che ride, corrode
e un ponte di preghiere
fra la musica delle tue carezze
e il canto dei miei baci
 
 

ritratto di Raggiodiluna
 #
"nella pallida scia dei ricordi"
dove il tempo muta anche il pensiero
e ti vedo come il mio cuore vede.
Non più ciprie di falsità e bugie
ma piccole luci necessarie
con la forza di un sole nascente
sotto rocciosa speranza.
 
 
 

ritratto di erremmeccì
 #
"sotto rocciosa speranza"
strisciano giorni senza luce
senza battito profondo
 
in assenza di vento
ammaina le vele
con un singulto violaceo
la sera.
 

ritratto di Sara Cristofori
 #
“un singulto violaceo”
 

un breve muto addio
portando i sospiri di pace
lontani da rotte errabonde
trascinate alla deriva
su battigie d’illusione

 
 

ritratto di baluba
 #
un respiro. Respiri che contano i numeri.
Il bosco ne piange sommesso lo splendore
 
 

ritratto di Sara Cristofori
 #
quello "splendore" di sole a sfaccettare raggi
e sovrano trionfare
genuflettendo pagani
 

ritratto di Stefania Stravato
 #

e sovrano trionfare

l'infinitudine di notti

colme di volti che hanno perduto i nomi 

 

così ci sorprendono gli dèi all'alba:

immemori, erranti tra gli scogli

 

 

 

 
 

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