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Invito per la Corale: Se questo fosse un gioco di verso

Invito per la Corale
 
A: WEBstoppisti e liberi viaggiatori internettiani, iscritti a Rossovenexiano e non (ma se avete versato la quota di sostegno, avrete di che godere...).
Come: componendo dei versi che abbiano al loro interno il concetto di “gioco” riferito a qualsiasi aspetto della vita o oggetto che viene a contatto con noi.
Importante: come per tutti i giochi, ci occorrerà rispettare delle regole di seguito riportate:
                a) tranne per il titolo della composizione, al suo interno è vietato l’uso dello stesso lemma o forma sintagmatica;
                b) è vietato l’uso di verbi all’infinito o gerundi;
                c) è vietato l’uso del complento di termine (dativo) come da es.: “sfilano i fianchi alle nudità delle mani”   (non dirò da chi è preso, giacché è un luogo comune e piuttosto abusato, intanto però mi scuso con chi lo ha usato);
                d) potete aggiungerne altre se coerenti con la finalità del gioco (diventare un po’ tutti più vari ed ariosi... Credo, ma non ci giurerei)!
Indispensabile: l’uso di tutte le forme retoriche in poesia, o tentativo di scrittura (lo dico per me), quanto più azzardate è possibile, ma non per questo incoerenti. In poche parole, siate più vicini a Chomsky, di quanto questi lo è stato a voi (La teoria di Chomsky, nell'affermare che la grammatica è una competenza mentale posseduta dal parlante che gli permette di formare infinite frasi e si basa quindi sulla conoscenza innata dei principi universali che regolano la creazione del linguaggio. Cfr. Wikipedia). 
Lunghezza: non eccessiva né sparagnina.
Qualità: nessuno giudichi, giacché nessuno è sopra o sotto (biblico, forse, non so, ma davvero saggio),
Stile: il vostro, ma con la variante che se state pensando ad un verso mare-cuore-amore-ecc., usiate queste parole correlate nel modo più creativo possibile.
Perché: è un gioco, forse (per tutti), in cui non c’è competizione ma contaminazione (questa è vecchia, però efficace).
Quindi: se ritenete che sia piuttosto complicato e non adatto a Voi, smettela di pensarVi Autori, ma dedicate più tempo alla cucina o ai giardini comunali. Nulla Vi è impossibile se scrivete tanto e commentate poco (o molto, a seconda dei casi).
Piuttosto: se a qualcuno venisse in mente di ironizzare su quanto sopra descritto, risponderò per le rime (anche versi sciolti) e, nei casi più gravi, bucherò le scarpe dei malcapitati perchè non sfuggano alla giusta ira degli dei attraverso raffreddori e febbri terrribbbili.
Salvo errori e/o missioni.
Ferdi
 
Pies: more solito, comincerò io non appena mi sarò reso conto di quanto è complicata la faccenda...
Pies2: sono anche disposto a portarla avanti da solo, ma la minaccia Vi coglierà da lontano!
 

 #
Per come lo sbadiglio interpreta il mattino,
conviene che sia la notte a svegliarci. Scese le scale
con la paura nelle scarpe. All'inizio era un millennio
di certezze e plastiche avvenenti, ma nessuna pace
smette di avere fardelli di battaglie segrete. Gli oggetti
combattono con lo spazio cui appartengono e,
tanto la fame quanto il desiderio di pelle nuova,
spingono la folla verso il mare. Questa notizia
non fa presa, me ne accorgo da come ti alzi
dal letto. Da come ti consegni al caffè bollente.
Questa notizia non può essere oggetto:
non trova spazio adatto per appartenerti. Vai al mare
per ricevere salgemma. Vai, perchè il nero,
- vituperato, osteggiato -, è un colore a tempo
debito. In un modo o in un altro, ci rifaremo attenti.
 

ritratto di Winston
 #
Il passato remoto sarebbe d'obbligo, l'artefice sono sempre io; anche il passato sarebbe rappresentativo, ma il presente oh il presente. E il futuro sta lì, di fronte, a guardarmi e ride, ride.
- Di chi ridi, di me?
- Certo. Non sono il tuo futuro?
- Ti ho sempre visto più come angelo, scusami
- Smettila. Mi fai male a parlarmi in questo modo
- Non posso nemmeno scaricarti. Vedi l'affetto, che tomba?
- Qualcosa però ho fatto. Non ti ho mai lasciato solo: il tuo soldato; ingenuo, una vera sentinella
- Mi hai impedito di allontanarmi, di perderti di vista
- Non potevi perdermi di vista e non avrei potuto io. Chiunque sia chi mi ha destinato a tale funzione
 
Non sono libero
Non sono mai stato libero
Non sono solo
Un'ombra è sempre stata
Con me o dentro
Soltanto io avrei
Potuto scambiarla per uno spazio o il tempo
Solamente io avrei dovuto
...Non sono libero
Non sono mai stato libero
Non sono solo
Questa presenza immane
Avanti e indietro
Un'orologeria a pendolo
...Non sono libero
 
 
 
 

ritratto di Raggiodiluna
 #
 
 
 
Libero le pause
e le parole non dette
si staccano
come nodi secchi
di un tronco fedele ai suoi rami.
Serpi e allodole...
siamo l'uno e l'altro
nel rotolante desiderio 
di valere qualcosa.
Tu che ti schiudi
come gemma 
di  tardiva Primavera,
dimentica le buie stagioni,
versa il mosto nuovo nei tini.
 
 
 

 #
Wild Side Of A Man
 
Cavalco il momento. In un attimo
una brigata di atomi superelettrici
raggiungono il pelo. Sono carrozze
in viaggio tra pupille e pelle, ma da casa
a scuola le nozioni rimangono a pagina tot.
Ero cotto della lingua di Gemma, le guardavo
la schiena, soprattutto i glutei. Odiavo
la scuola per quel vizio di essere chiesa.
Seduti e in silenzio, anche se il cielo
interroga continuamente. Ero appollaiato
all’ultimo banco, dove arrivano i suggerimenti
delle nuche. Aveva capelli sciolti, con un forte
accento da sole. Una stella intoccabile e cieca.
È un millepiedi la storia, o la letteratura,
le materie in genere solidificano a stento,
la memoria ha gambe insufficienti e resta
indietro con tutta la ghisa depositata
dalle parole. Io, però, cavalco. Se oggi ho un filo
di voce è perché quel nodo scorsoio
mi ha fatto prendere al lazo l’ascolto scosso,
ammaestrato e lasciato nel recinto aperto.
Non parlo dal lato vero della specie.
 
 
 

ritratto di erremmeccì
 #
i raggi si trastullano
con specchi per le allodole
e gli occhi si gingillano
con sguardi duplicati
- due, quattro, otto
nel vetro rotto-
 
pupille s'ingioiellano
di nuvole arrossate
e labbra rinverdiscono
l'eco di stelle accese
 
nell'ombra della sera.
 
 
( era o non era un gioco di verso?)
 

ritratto di Raggiodiluna
 #
*
 

 #
brava, raggio... 
 

ritratto di Raggiodiluna
 #
 
 
La tua fretta
 
Fretta assassina
che uccidi il tempo
nel suo nascente desiderio
e non consoli nessuno.
Spingi verso scogliere
e sei la sola senza braccia.
Mi nascondo,
cancello ogni numero in successione.
nei labirinti
dove l'ostacolo è permesso
ma tutto rimbalza
e torna alla sua gravità.
Cerco ancora l'ozio dell'attesa
tra le ore rubate
messe lì
nei canestri sicuri.
 
 

ritratto di Raggiodiluna
 #
giocare con le parole... ma è anche bello sentirne la musica
 
puoi cancellare sopra...
 

 #
Hai ragione... adesso ti aiuto. Guarda sopra e sotto.
 

 #
...
 
 
 
 

 #
Fra te e me
 
Non c’è modo di uscirne: una porta
a lungo aperta diventa strada.
Per una porta autentica, il servizio è problematico,
misterioso  –  entrata o uscita? I cardini
lo sanno. I cardini affliggono l’azzurro.
Scivola ferito sul vetro, si regge
volentieri ai cirri. I cirri lo bendano in fretta.
                        La fretta è un diversivo;
come ogni uccello sa, anche in picchiata
si generano avvitamenti.
Soprattutto, una soglia avverte
che sei al sicuro.
                        Oltrepassami senza usare
le labbra, il peggio è passato.
I fantasmi si accalcano solo nelle fotografie.
Sono celebri per le catene, pagano con timori antichi
ancora in corso. Ci abitano come mucillagini
                        o poesie di scuola.
Non sono cattivo, ma come faccio a dirtelo
se non mi attraversi? E vai e torni e siedi,
rimani alzata contro l’incubo
frequente. La guerra siamo noi,
non le armi; mi colpisce ancora l’azzurro,
e la voce tremula. 
 

ritratto di Sara Cristofori
 #
Tende
 
 
 
Caligine soffoca la città
cielo grigio come una tenda floscia
                                      
                                      verrà soffiata via
                                                 rivelerà lo spazio oscuro
 
dietro la tenda di pizzo
lei attende chi mai arriva
                                   
                                     nuova collera
                                               vecchia disperazione
 
lacrime asciugate col dorso della mano
da tempo sono ormai
un’incrostazione di sale
su un’emozione da anni svanita.
                     
 
 

 #
Sapevo che queste ragazze sono le migliori: duttili, creative, capaci: attente a non esagerare! Avete il dono, trattatelo come per darne.
Abbr'ave: Sara, Sally, Comp, Raggio: in rigoroso ordine confuso. Non vi fermate.
Ferdi
 

 #
Pesca
 
Nell'amo deriva il pensiero
disdegna la pelle
che prude la lingua
di nocciolo in nocciolo
disteso 
sul fondo dello scafo ritorto
tatto morbido
sulla lisca che preme
una corda sottile
le labbra
tagliate di rosso
profumo... profumo ?
E' la freschezza 
di albero e mare
di foglie e di onde
 
(userai il tirabouchon ? per la suola, intendo)
 
 
 
 
 
 
 

 #
Compensa: per l'abbucamento de le suole, basta il chiodo.
 
Abbr'ava, comunque.
Ferdi
 

ritratto di selly
 #
se metti in atto non sempre azioni
- dipende la propensione al moto
 
delle leve al comando
che se ne dica, serve la presa.
la mano salda stuzzica  funzioni
aeree, fatali
(terrene potrebbero bastare)
 
sciolta nei salti,
congelata per il volo
esce in platea avvolta al palo
 
balla, serena balla
 
in un saliscendi di gambe
ferma il girovita 
meraviglia i sé stanti
 
sopra il palco muta
fa leva e sparisce
 
 
 
 
 

 #
piccola selly!
 
Ti voglio bene.
Ferdi 
 

ritratto di selly
 #
besos Ferdy
appena rientro porto in portorosso un carico di versi
;)
 

ritratto di leopold bloom
 #
                                                         La fionda
Quello che scavalla il pezzo di legno, nonostante tutto, non è lo stesso che penzolerà la lingua aldifuori dei denti, per il fatto che è altro e non mi dite che è lapalissiano, almeno sinché non ne potrete dare prova.
 
Svolgimento:
si parte da un capo e si arriva a un estremo.
 
All'inizio eravamo raccogliticci, frutti della terra,
scalpicciavamo le foglie nelle macchie e tutto ci serviva;
il meccanico culo di gomma era l'icona.
 
2) La costruzione di un dolore spezza le vene delle mani,
     anche le reni e un numero circa di giunture, 
     misura la flessione dei rami.
 
Ritornello:
la finzione è sempre vera, assioma per intimi.
     
Le camere d'aria negli occhi dei bambini, 
    occhi uccellini,
     un fischio lungo decine di metri.
     
Adesso non importa il come e il quando,
     ma il mestiere.
 
Risultato:
      due corpi che incocciano nell'aria:
      uno dolente, l'altro indifferente.
 
L'artefice:
       Socrate che pensa, che mena, menato
       Leonardo spalmato sul pino.
 
Morale:
       quanto può essere morale un bambino, all'incirca.
 

 #
Abbr'avo il funanbolo: possiedi creatività ad alzo totale, una vera manna per chi cerca stimoli.
Non c'è dubbio, sei l'uomo giusto per la cabina di comando.
Ferdi
 
Pies: intervengo io o fai tu?
 

ritratto di leopold bloom
 #
Facci lei, a piacere, io intanto mando gli inviti.
 

 #
Fatto.
Le cosse più belle sonssue, lossà nevvero?
 

ritratto di leopold bloom
 #
A volerci credere, non ci crederei, ma faccio finta di sì.
 

ritratto di Raggiodiluna
 #
*
 

 #
*
 

ritratto di Raggiodiluna
 #
 
 
 
Pensi sempre che 
i pensieri dei "Grandi"
siano grandi pensieri
e poi ti accorgi
che quel certo pensiero 
l'hai avuto anche tu,
nel dubbio di un sogno
o seduto in panchina
vicino alla Metrò.
Siamo in potenza 
grandi pensatori
e intellettuali capaci
nel rovescio di ogni teoria...
ma trova prima
una forza capace
che trasformi frottole
in saggi desideri.
 
 
 

 #
Ice cream
 
Ora pensa al gelato, forma tra amigdala e pupilla
la crema di ghiaccio. Mettila sul palmo. Sia questo
una cialda: oh-o, la mano ti tema!
Hai la mente malferma. In fondo,
l’afa scioglie i blocchi, invochi
il freddo al cubo. Non puoi altro.
Sei un uomo, bello! Sei un trasvolatore
da deserto a neve. Passi per l’aereo
ma ci sei arrivato prima a piedi.
Possiedi questo e quello: il sorbetto vero
e la voglia di fresco. Se fai in fretta
puoi arrivare dal desiderio al “preso!”
Se fai in fretta, tra pupilla e mani
l’amigdala non serve. E’ come quando
prepari la valigia: avrò portato tutto?
Intanto è partito il treno.
All’alba pensavo a Socrate, alla sua
attitudine al cabaret. L’ho persa.
 
 

 #
Sarei curiosa di vedere come ti industri al bucamento delle scarpe...
 

ritratto di Sara Cristofori
 #
comincia tu Ferdi, che già mi sono persa nelle regole...
 
 

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