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Invito per la Corale
 
A: WEBstoppisti e liberi viaggiatori internettiani, iscritti a Rossovenexiano e non (ma se siete Soci, vi offro da bere...).
Come: scegliendo un verso tra quelli già presenti e inserendo il proprio post in coda al post che vi ha ispirato.
Importante: il verso scelto o il gruppo di versi dovranno essere in ‘testa al proprio testo’ e racchiusi tra virgolette.
Indispensabile: poesia o tentativo di scrittura (lo dico per me).
Lunghezza: non eccessiva né sparagnina.
Qualità: nessuno giudichi, giacché nessuno è sopra o sotto (biblico, forse, non so, ma davvero saggio),
Stile: il vostro, ma con la variante che se state pensando ad un verso mare-cuore-amore-ecc., usiate queste parole correlate nel modo più creativo possibile. Ricordatevi che utilizziamo solo 500 parole al giorno e ne abbiamo a disposizione oltre 100.000 di pari dignità e che se anche dovessero essere solo quelle cinquecento, i significanti offrono varianti infinite, ancorché usati con cura e attinenza.
Perché: è un gioco, forse (per tutti), in cui non c’è competizione ma contaminazione (questa è vecchia, però efficace).
Quindi: se non sei montato/a e sei svitato/a abbastanza, questo esercizio un po’ ci porta più avanti (e poiché occorre dare l’avvio, mi arrogo il diritto di farlo con un verso di Franca Figliolini, che ringraziio per non aver denunciato il furto).
Si cerca: anima buona e generosa disponibile a fare raccolta ed impaginazione coerente dei testi.
“questo amore, dico, [...] è quello che resta di questo vago viaggio.
o anche, è il viaggio in sé, la cosità,
l'essenza. questo penso.”

Si avventa come dovuto in questa epoca (nesso
tra arrivo e congendo, praticamente peccato)
entra nelle fibre e accade più per la defezione
del moto che come allegoria della spinta.
É fuorviante legarsi al cielo, intontite le ali dallo
sbattimento congenito nei nomi, in quei nomi
fatiscenti:  quante crepe le sillabe!

ritratto di Antonella Iurilli Duhamel
 #
"dodici figli"

 

 

Dodici figli per dodici notti d’amore

Questo doveva bastarti.

Nei patti impliciti,

di impudici sconti non 

si era convenuto.

Hai  voluto  figli fruttuosi come cambiali,

passaporti per la  tua codarda ottusità.

Non affliggerti se ogni notte il tuo l’amore latitante

chiede ospitalità lì dove il  calore non fu mai peccato.

 

 #
"La sfida del richiamo è sulla carta un suono bianco"
Prendine comunque un lembo, tira
cosa ti può venir di male se da una sala
preparata muta nasce uno scricchiolio
se ti si avvicina alle caviglie il senso
del frastuono, "bum, bum, bum" dell'organismo
che, per il prezzo esoso del biglietto
ha lasciato fuori?
 
 

ritratto di taglioavvenuto
 #
"Si avventa come dovuto in questa epoca (nesso
tra arrivo e congendo, praticamente peccato)"
Egli non s'accorse mai, potrebbe addursi o
U es zen nell'orientale cosmo.
Polita da ogni distinzione
la terra ebbe ad (rima interna) accettarne
il pungolo - viandante, colui che non passando
guarda.
L'allorché di cui le stelle parlano.
 

ritratto di Winston
 #
"se non ad esser deriso ed oggi riconosciuto
solo in nome dell'accaduto."
Accaduto quando forse ero nel sonno più leggero
prima del risveglio; fior fiore da portarsi nel taschino
non più in uso o nel fondo di una borsetta abbandonata
una goccia d'acqua souvenir di una gita al lago
un ritorno in autostrada con un incidente da spettacolo
noi che si correva, correva sperando di arrivare in tempo
noi spezzati dall'ultimo che distrattamente (stava litigando con
la moglie,i bambini, era preso da un bacio?) non aveva veduto
per tempo l'altern-azionamento delle luci.
Eccoci santi, ordunque, per l'intenzionalità, mostrata
a mani alzate
 
 

 #
“Ho urlato un silenzio di meraviglia” (Selly)
nel passo dei giorni, tra le lente pagine
sotto la pioggia di sottili emozioni
in quelle stanze senza dove
dalle murate maniche a vento
lungo la pista dei perché
 
Ho sudato notti africane
abbandonato in silenzi inquieti
tra il vento e il colore del buio
nelle pieghe dove scorre la linfa
che fa vibrare una foglia
dalla storia affranta e interrotta
 
C'è una pausa nell'esistere
che cancella ombre inquiete
e soffia il ricordo
lungo il suono di un arco
mentre annega nel fremito
delle tue ciglia
 
 

ritratto di Raggiodiluna
 #
"C'è una pausa nell'esistere
che cancella ombre inquiete"( Rinaldo Ambrosia )
forse è il sonno
forse l'oblio dei perchè...
Scelgo d'incontrare il giorno
anche se lo temo,
la verità di luce non perdona
acceca gli occhi timidi
e non proclama  bugie.
Spegni quel pensiero
prima di accendere il lume
e getta le ultime parole 
come fossero dadi.
 
 

 #
Dadi a cinque facce.
Schiacciata sul verde panno
l'ultima non vedo!
 

 #
“Un punto sempre un punto c'è bisogno”
a saltare periodi di discorsi vani
tra labbra che recitano algoritmi di parole
 
voglio seguire il volo dell'alicanto
lungo i crepacci dei versi abbandonati
dove il soffio è vita
che il pensiero arresta inutilmente
 
sono parole vuote
parabole di una ronda di silenzi
ma già il verso tarda e si arresta
sul margine della pagina
sognatore del proprio sogno
 
 
 

ritratto di Manuela Verbasi
 #
"sono parole vuote
parabole di una ronda di silenzi"
 
nelle stanchezze i dolori
da far brillare più lontano
 
inganni nel non pianto
d'aurora dentro gli occhi
 

ritratto di selly
 #
"nelle stanchezze i dolori"
eruttano lenti
e magma la tua voce invece
quando le mie corde gemono in gola
senza fiato
 

ritratto di Winston
 #
“inganni nel non pianto
d'aurora dentro gli occhi”
 
Anche se a volte non si vede
io sono un albero, una foto, un mare
è solo la pelle che mi rende umano
schioccare la mia luce oltre la persiana
 

 

 

ritratto di selly
 #
"è solo la pelle che mi rende umano"
un poro aperto al sogno
e un pelo d'anima piegato all'attesa
Poi sarà un taglio al sangue
il pasto fugace
la merenda degli occhi sul bello
un dannato sfogo sul ramo proteso
e la luce concessa per leggere red
 
 

 #
"un dannato sfogo sul ramo proteso
e la luce concessa per leggere red"
Solo qua io mi sento usignuolo
ascolto nell'assoluto i miei tre canti
il peccato non formato ancora
red è un fuoco della mente
il fatuo del battito incuneato
stabilmente su una spiaggia
 
 

 #
“inganni nel non pianto
d'aurora dentro gli occhi”
 
Lo speculare, arrendevole giorno dopo giorno
tarda la sera.
Suoi gli sguardi tra le punte, vetro e cieli
baci.
L'insperato che gli addita.
 
 

ritratto di Raggiodiluna
 #
"Suoi gli sguardi tra le punte, vetro e cieli"   ( 'O Malament' )
come cupole di cattedrali.
E non basta l'aurora,
serve altro per la sua luce.
Come vascelli che il vento
non riesce a fermare
avanzano le sue risa
e tutto si adorna il mio pensiero
 
 
 
 
 

ritratto di selly
 #
"avanzano le sue risa"
sbordando dai denti
roccaforti innocenti sul fiume
dove la parola non serve
e il silenzio allaga
 

ritratto di Raggiodiluna
 #
"dove la parola non serve
e il silenzio allaga".(selly)
E lì che mi fermo spesso,
e non comprendo 
e cerco impronte riflesse
e scavo...e scavo ancora.
 
 
 

ritratto di morena
 #
'e scavo...e scavo ancora' (Raggiodiluna)
dentro al viola di un livido
nella giostra notturna del senno
che sale e discende le vette del buio
aggrappato agghiacciato al perchè
 
 
 

ritratto di selly
 #
"dove il soffio è vita"
ti posso dire di aver perlustrato le cavità
andando via di traverso
di corsa nell'esofago delle negazioni
raschiando un colpo di tosse
con le corde inzuppate 
e la voce persa
Ho urlato un silenzio di meraviglia
raccogliendo il sole
e cioccolato a gocce dagli occhi
 

 #
"É fuorviante legarsi al cielo, intontite le ali dallo
sbattimento congenito nei nomi, in quei nomi
fatiscenti:  quante crepe le sillabe!"
screpolature d'immagini
sovrastano i giardini della mente
rannicchiandosi la notte, tremanti
per la tramontana che lacera
sabbia fine s'insinua
e al giorno si offre il rattoppo del buio
fino allo sfinimento
allo svilimento del pensiero
in un destarsi brusco
scrollandosi di dosso la vergogna dei sogni
 
 

ritratto di erremmeccì
 #
"scrollandosi di dosso la vergogna dei sogni"
affondò le caviglie nel viaggio
la testa nella prospettiva di strade
infinite
bagaglio da pezzente ai piedi
vortici di polvere e foglie
fra ciglia e pensieri
 

ritratto di Raggiodiluna
 #
"vortici di polvere e foglie
fra ciglia e pensieri" (erremmeccì)
si, un turbine
che portava dentro
gli appunti dimenticati
un risveglio
di vecchi desideri.
Fece in tempo 
a segnare la strada,
una brutta salita
e le gambe cedevano
alla vecchia fatica
di quel viaggio, 
con l'odore oddosso
che sentivo ancora
anche nel mio cappotto
 

ritratto di amara
 #
'scrollandosi di dosso la vergogna dei sogni'
indossato il nero stretto alla vita
sul passo coerente si muove
verso il non dire
 
la cura delle lenti scure
a zittire un tradimento
di luce
 
 
 
 

ritratto di selly
 #
"indossato il nero stretto alla vita"
sfilano i fianchi alle nudità delle mani
 
la pace viene 
si racconta a colori
e del ventre trattiene luce
e ambra pelle 
 
 
 

ritratto di morena
 #
"Si avventa come dovuto in questa epoca (nesso
tra arrivo e congendo, praticamente peccato)
entra nelle fibre e accade più per la defezione
del moto che come allegoria della spinta.
É fuorviante legarsi al cielo, intontite le ali dallo
sbattimento congenito nei nomi, in quei nomi
fatiscenti:  quante crepe le sillabe!" (ferdigiordano)
 
Ma non nel nome mio soltanto, anche nel tuo... 
precipitano ali di crisalidi nel vuoto,
prodotte in schizofrenici passaggi 
di vorticosi abbracci o aperte fughe.
E' confortante l'astrazione di quel viaggio
dall'umana dimensione del cimento
l'esproprio dal padrone di quel nome
dell'etimo che origina l'essenza.
Ma se resto il nome mio soltanto,
dico, che cosa sono? (morena)
 
 
 

 #
"l'esproprio dal padrone di quel nome
dell'etimo che origina l'essenza."
Così l'ombra improvvisa il profilo e lo perde,
diventa macchia, profondo informe, congettura.
La fluidità della voce, ora, è un motore
e appena il suo viaggio comincia nella gola
i denti del rimorso cigolano
per non averla fermata
prima che trovasse il vuoto. 
 
 
 
 

ritratto di erremmeccì
 #
"prima che trovasse il vuoto"
passarono anni
e abbacinanti estati
 
mattinate d'autunno,
fatte per morire dentro,
 
e notti,
sulle quali scrivere
con frammenti di gesso
storie intime e crudeli.
 
Perenne l'anelito alla levità
di semplici gioie.
 

ritratto di Sara Cristofori
 #
"Perenne l'anelito alla levità
di semplici gioie." (erremmeccì)
come sperare che ancora fioriranno
gelsomini
salirà il profumo a quello
squarcio azzurro
portandosi appresso
languori sopiti
di sogni mai stati.
 
 
 
 

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