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Danila Corlando

Poesie di   Danila Corlando

 

 

Vaso di Glicini

 

Consuetitudine

Toccare il cielo
Con dita leggere.
Poi scivolare giù
Per scale di fuoco.

 

La corazza

Quali purezze porto dentro il cuore
Mentre nel labirinto dei pensieri
Cerco sempre la strada più bianca.
Ingenua la fiducia nel vivere,
lucente la corazza,
costruita negli anni,
con palpiti e sudori.
Per conservare dentro
Santificanti litanie,
per mantenere intatto
il gusto della rabbia,
per non venire meno,
spezzata dal dolore,
dissolta nella noia.
 
Bello il suono metallico
Della mia difesa,
dove l’anima riposa
lietamente con sé.
 
 

In fondo al cuore

In fondo al cuore
i tuoi occhi.
Scorrono i giorni
distesi nel tuo sguardo,
puro.
Mio oro.
Mia preziosa,
perla di vita.
Tu
mi inondi.,
imbrattaanime.
Sono ormai colorata,
canterina sognante,
come piace a te.
Ed è nel buio
che sento più forte
la tua luce
di gemma..
         
           

Come quel canto

Come quel canto Andaluso
Che strugge, nell’angolo d’ombra
Di un vicolo del Barrio della Cruz,
come quel canto
è la mia dolcezza nascosta
tanto profonda e oscura
che nessuno l’ha mai vista,
che nessuno ne ha mai sentito
profumi e intensità.
Come quel canto di passione
Così tenero e pacato
È il mio languore,
sconosciuto all’animo
vivace e buffoncello
che si diletta ai giochi
della vita e del cuore                                                     
come un piccolo acrobata
teso fra il bene e il male.
Vorrei sciogliermi in te,
bruno cantore,
dentro la luna.
 

La delicata ebrezza della vita

Il succo di una fragola
Fra labbra dischiuse,
Quel mio maglione giallo
Sotto i fanali opachi.
Un profumo di agrumi
Fra i tuoi capelli chiari:
La delicata ebrezza della vita.
 
Tu che guardi e sorridi,
io che intreccio perplessa
fili di giada e d’oro
senza dire parole.
Negli occhi l’aria fredda
di una sera d’inverno’
l’allegria trattenuta
nei miei passi decisi.
Una musica calda
che risveglia ricordi,
che rintocca vibrante
nel tuo cuore gentile:
La delicata ebrezza della vita.
 
Il respiro di un bimbo
che riposa innocente,
il mio cane festoso,
un rumore di porte,
io che trattengo un libro
poggiato sopra il petto
ora assorta svagata
già distante, sommersa
dal verde dei miei sogni:
la delicata ebrezza della vita.
 
E’ tutto questo amore che mi inonda
ed il tempo che voglio dilatare,
nell’infinita voglia di creare,
nell’inesausta sete di cammino,
nello stupore, nella meraviglia
di una piccola foglia trasparente
che si allarga nel sole,
dolcemente,
la delicata ebrezza della vita.
 

 

 

Un respiro

Facile e dolce come un respiro,
stare con te.
Come essere al mare
con l’aria tra i capelli
e il cuore sprofondato
nella sabbia dorata.
 
Quel sapore di festa.
di gioia e libertà,
denso di vita
pieno di limpidezze,
che ti sgorga dagli occhi.
 
E l’espressione forte
Di vivace stanchezza
Da ragazzo ribelle:
un volo di gabbiano
 
Immagini a colori
Quelle che trovo in te,
nel film dei tuoi pensieri;
te le regalo adesso,
prima che la memoria
le ributti nel nulla.
 

Osservando le stelle

La mia strada si allarga
Verso la collina,
mentre il sole si accascia
molle,
fra nuvole di sangue.
 
La mia strada è deserta,
solo io vi cammino,
guardando all’insù.
Inciampo su piccoli sassi,
mi graffio un po’ il cuore
con spine sottili,
sospinta dall’aria.
 
La mia strada va avanti,
si vede dai monti.
Non finisce nel nulla di un prato fiorito,
non si schianta su un masso
che impedisce l’uscita.
 
La mia strada è lucente,
sotto i raggi lunari,
io cammino da sola,
osservando le stelle.
 

Sul cuscino

Sul cuscino spargo fiori di lavanda
Per profumare il nero dei miei dolori.
Annego nel sensuale glicine
La spirale dei miei desideri.
Respiro erba cedrina e timo
Per raccogliere forze
Ed affrontare il cammino.
Succhio lenta
Gocce di limone,
aspro come la realtà,
penetrante come la passione,
frizzante come l’alba marina.
Nei gusti e nelle essenze
La mia anima affranta
Si crogiola
Come un cucciolo al sole.
 
Ramo in fiore

Piccoli incontri

Piccoli incontri,

lievi alchimie,
luce battente e bianca
di un’aula senza bimbi
e noi
noi,
con anime appese a un filo,
come panni chiari
sciorinati al sole,
cantiamo la vita.
 

Poesia

Ed è il bianco di un verso,
strappo irreale,
che esplode luminoso,
fra le ceneri fioche
di un mondo ormai sommerso.
 
Voglia di urlar parole
in un tempo di vecchi,
nel travaglio di sogni
cancellati e riemersi
 
Gli squarci dentro l’anima
che nessuno guarisce,
gridati al vento,
vive voragini d’amore.
 
Rintocchi a festa,
scorribande infantili
e trilli di allegria
nelle tante parole
che mi affollano,
premono,
aggrappate al chiarore
 
 

Noi ragazze dagli occhi di vento

Noi ragazze dagli occhi di vento
Avevamo fiori rossi tra i capelli.
Correvamo sfiorando farfalle
E spargevamo lucciole intorno.
Avevamo mani lunghe e sottili
E le braccia fragili e forti
Che stringevano il mondo.
Contro il petto ansante
Molle d’emozioni e rugiada
Portavamo cesti d’albicocche
Profumate di sole.
Noi ragazze dagli occhi di vento
Piangevamo lacrime amare
Che si asciugavano all’aria
E bruciavano come sconfitte.
 

Ad un poeta

Poeta, uomo di pace,
fanciullo occhi- ridenti.
 
Ti regalo la mia piccola voce,
gorgogliante d’erba,
tremante di paura, azzurra di pensieri
chè te ne cinga il capo,
bianco e solenne,
come di un gelsomino
 

La fiaccola

E’ dentro noi
Questa fiaccola accecante
D’amore per la vita.
Riemerge sempre
Nel dubbio, nell’ansia
E toglie il respiro
La gioia profonda
Del suo chiarore.

La prendiamo così tra le mani
Calda come il nostro cuore trascurato
E la portiamo insieme,
con cura, con allegria,
con dolce fiducia,
silenziosi.

 

Azzurrità

E’ quella tua azzurra voglia di vivere
Negli occhi brillanti,
nei gesti veloci, precisi,
taglienti.
Così fendi il tempo
lo spazio,
con forza.
Lo sguardo già intenso
si fa più profondo,
piegato, all’ascolto,
poi lieto si sposta
ridente, fanciullo,
rincorre già un sogno
nell’aria, nel vento.

 

Le parole

Ho vomitato fiumi di parole
Che scorrono via come perle lucenti,
che mi ricoprono di ghiacci perenni,
che mi riscaldano come fiamme rosse.
Ho vomitato fiumi di parole,
il ponte sottile
fra il mio cuore
ed altri spazi

 

 

 

 

-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano
-Direttore di Frammenti: Manuela Verbasi
-Autori dell'Unitre di Rivoli in Rosso Venexiano
-Selezione opere di Maria Dulbecco [maria34]
-Editing Manuela Verbasi
-Opere pittoriche dell'Artista Graziella Romeo

 

 

 

 

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