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D'estate
Da settentrione
è sbuffo bianco dei cirri a perdersi. Un fronte caldo preannuncia scimitarra d'invisibile sudato che l'azzurro svanisce tra monti a verde pascolo e schiuma di sapori l'essenze d'oli vegetali i tronchi colanti. Qua e là nel frenetico riscriversi dell'alveare, api tra millefoglie, castagni, acacie, a precisione il polline trasportano. Io, invece, sono come distratto, l'asse degli occhi violando, tolgo l'orizzonte del viso antico e mi raccolgo nella speranza feroce questa bellezza: alle cetonie imperlate nuovi colori aggiungo all'Ordine che mi scolpisce e rovente mi ricalcano, a bianco sale per l'Inverno, un destino. Ricopro il mio bastone di battiti nell'infinito sentiero le vasche d'acqua a cercare, di fresca sorgente m'inzuppo e gli domando se prima o poi saremo di nuovo insieme nascosta luce nel torrente delle radici a perdersi e come linfa infine evaporata la prossima Estate. ©Sulphur |
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Tracce
Quando bambina
correvo nel sole il cielo sfioravo con mani incantate. Un universo ondeggiante di rugiada salata mi dissetava la pelle e cullava i miei giochi. Ora affondo i miei passi in quest'oro flessuoso cercando i ricordi dei miei piedi bambini. Son tracce bagnate son gioie passate vissute e svanite in un giorno d'estate. ©inchiostroblu |
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Cose Così [estate]
Ardente l'estate
mordeva il viso Crepitio vermiglio immobile fra le spighe Fu fuoco rosso tra timide labbra ©Manuela Verbasi |
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Stra-nesse
raggi-ri di sole ellissi di pian(e)ti
autori vari cercano fortuna militi saggi o amanti morti in timor di serpi persi nel seno sono se l'uscio si oltrepassa amore avanza o avanzo d'amore amore ostenta o stantio amore donna rapita nei sensi dal turbante oblio stretta fu-ne in-colli-mano ai sogni croci d'amore muta-no epitaffi ad ogni verso stanchi di r-esistere al servo suoni di trombe trombano il cuore o secca d'amore o-barca de-borda il mio cuore. ©matris |
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Estate 2008
Dell’ombra d’un pino mi tingo
scrutando la valle ed il piano, profumi di paglie e di foglie mi portan in un sogno divino volando in un cielo lontano. Un grillo d’incanto m’avvista e balzando s’appoggia alla mano, poi serio fa un salto d’artista lanciando un grido a richiamo. Un filo di vento mi fruga la testa, m’arruffa i capelli ormai bianchi, un dardo di sole m’allieta giocando tra tronchi silenti mentre il cuore di colpo s’accende: è il segnale ch’è giunta l’Estate! Qui io T’attendo ad ogni giro del cielo nel sorriso del sole che splende e negli occhi ammaliati d’amante Ti rivedo vestita da stella per magia della vita che attende. - “Ti prego Regina del tempo migliore, ancor che m’appari più bella, allontana anche me dagli affanni, accendi il cuore a chi anela amore nell’avaro tempo che mi donano gli anni!” -o ©Alexnovo |
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Stagione
"Le cavallette sole
sorridono in mezzo alla gramigna gialla. I moscerini danzano al sole trema uno stelo sotto una farfalla" è solstizio sul sagrato caldo nel grano arrotolato in ombre viola in bambole in vetrina sono curve indolenti colline dolci argini smussati canne pigre di golena in una calma di tempo che ha ossa di fragole , ciliege e melograni lemmi tra le dita assenti di battigia è l'estate fluttuante tra le carni di fili d'erba di infiniti soli e' un liuto che canta controvento sussurrando stille umide di pianto. In questa estate di amori nudi china di nebbia di ibis e calabroni. ©neraorchidea |
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-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano
-Direttore di Frammenti: Manuela Verbasi -Supervisione: Manuela Verbasi -Selezione testi a cura della:Redazione -Segreteria: Eddy Braune -Autori di Rosso Venexiano -Editing: Manuela Verbasi. Rita Foldi, Emy Coratti -Immagine grafica di Emy Coratti |








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