![]() Questo fatto di cronaca rinascimentale viene riproposto in teatro a Lariano, vicino Velletri, dalla Compagnia Teatrale della Luce e dell’Ombra per la regia di Gennaro Duccilli il 26 e 27 giugno 2010, nel Centro Polifunzionale Tiberio Bartoli. “La Duchessa di Amalfi” di John Webster, per la regia di Gennaro Duccilli è un testo anticipatorio degli eventi attuali di cronaca nera. È forse che dalla decadenza risulta più agevole la rinascita dei valori dell’esistenza? Gennaro Duccilli dispiega nell’arricchimento del testo di Webster questioni di etica e di bioetica, questioni che partendo dall’osservazione sistematica della natura entrano a far parte del gene umano, alterandolo e modificandolo. Mostruosità nella “benevola” flora si sposano con la fauna dando così origine ad inquietanti esseri che troppo spesso rientrano a far parte del nostro abituale menu! La modificazione del genoma, la cattiva istruzione, la superficialità d’intenti, la violenza sulla donna, sul più debole, portano inevitabilmente ad una decadenza tragica del genere umano! Risulta quasi naturale inebriarsi per non sottostare ai lati oscuri della realtà, gli accenti di una vertiginosa incursione nell’ambiguità dell’esistenza portano ad assaporare, a provare strane ed ambigue miscele che ti portano inesorabilmente nell’abisso della dimenticanza proprio per non soffrire. Tutto viene circondato da una fitta oscurità di cui il densissimo e magnifico linguaggio poetico si fa portavoce propagando brividi di angoscia e disgregazione. Tutto questo nell’attualità dell’opera sanguinaria di John Webster messo in scena da Gennaro Duccilli che ha integrato il testo con un sapiente e radicale lavoro di ricerca letteraria e psicologica che mira al cuore di questa vicenda svelandone l’essenza: al luogo della narrazione è affiancato un Luogo Altro, un non-luogo in cui i personaggi, svelati, mostrano il loro potenziale mitico, la loro forza evocativa. Lo spettacolo si divide in quattro Abissi temporali e spaziali che fanno da introduzione alle varie fasi della vicenda. Ma questi due aspetti della narrazione, luogo altro e luogo della vicenda, non sono totalmente estranei; c’è chi riesce a scorgere i segni di ciò che è celato. Nella dimensione senza tempo, tutto è già avvenuto ma tutto sta ancora accadendo nel viaggio vorticoso tra le rovine dell’anima. Giuseppe Lorin, per Rosso Venexiano -Teatro
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- Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano
- Direttore di Frammenti: Manuela Verbasi - Editing: Anna de Vivo |
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