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Maria Cuomo

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♦Le opere pittoriche di Maria Cuomo sono visibili a tutto schermo cliccando sulle stesse♦

 

 

Maria Cuomo è nata a Napoli, dove risiede ed opera. Allieva della pittrice Angela Carugati, ha prodotto negli anni numerosi lavori con varie tecniche: olio, tempera, acquerello. Nell’Accademia di belle arti di Napoli ha avuto modo di dedicarsi all’incisione (acquaforte, acquatinta, punta secca) e al nudo.
Ha partecipato a numerose mostre collettive ottenendo premi e lusinghieri apprezzamenti, ed ha esposto in mostre personali a Napoli, Ponza, Scalea, Boiano. Molti suoi quadri sono di proprietà di famiglie napoletane, alcuni si trovano all’estero presso suoi estimatori. E’ inserita nel Catalogo Mondadori 1998, oltre che nel catalogo Nazionale Arte Contemporanea “TOP ARS” e nel Catalogo Regionale d’arte Moderna e Contemporanea della Campania e della Calabria, entrambi della “Rossano Massaccesi Editore”. Il suo quadro “Il chiostro delle Clarisse” è stato prescelto dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Napoli per presentare, a mezzo stampa e su Internet, il Programma del “Cultural Event” organizzato nell’ambito del “ Combustion Meeting”, Congresso mondiale svoltosi a Napoli nel 1995. Ha animato la vita culturale della città di Napoli aderendo alle iniziative di numerose associazioni culturali dagli anni ’60 in poi (“Archeoclub Marahels”, “Napoli Nostra”, “Napoli 2000”, “ANAOC” Circolo artistico “G. Caggiano”, Centro artistico culturale Provveditorato studi di Napoli) e partecipando spesso ad eventi artistici rilevanti (come cinque edizioni di “Marzo donna” su invito dell’Assessorato alla educazione e Dignità del Comune di Napoli o mostre nell’ambito della “Primavera musicale napoletana”).

 

 

 
“Sia che rievochi atmosfere lontane, sia che l’impatto si emozioni e renda, in vibratile tattilità visiva, la poesia d’un brano di natura o di un palpito sentimentale, l’arte di Maria Cuomo privilegia la costante dell’istantaneità e dell’illuminazione: l’evento-immagine è intuito e reso tra
   
   
armonia spaziale e suggestione dell’insondabile che, appunto, è sinonimo di sincerità ispirativa. L’occhio esperto, prima ancora di orientarsi e dipanare il filo che raccorda una vasta produzione, ben documentata per tecniche sapientemente dominate, avverte la connaturata vocazione alla quale l’artista è rimasta fedele (…)
Spontaneità, autenticità e vissuto si coniugano quindi nella resa naturalistica e nella ricerca interiore, con tutta la sensibilità dei colori che nascono dalla pittura...
   
   
Il mondo artistico di Maria Cuomo è complesso: è vero, perché dominato dalla sua presenza che rifiuta la resa impersonale. E’ costellato di prove inconfutabili di una passione di libertà che invita all’amore della naturale bellezza, che è coscienza, sorriso, visione luminosa, memoria, tenerezza (…)
Siamo di fronte ad una pittrice libera da condizionamenti, da  schemi preconcetti: gioisce del piacere di far pittura e dell’istintiva corrispondenza con l’evidenza emozionale (…)
   
   
Maria Cuomo è affascinata dalle epifanie, le attende, le inventa, le propone in ariosa spazialità, con gusto di rappresentazione e sensibilità cromatica: la centralità
   
   
dei suoi stati d’animo è inequivocabile; in quel vissuto, che coincide con il momento introspettivo, c’è tutto il senso della sua arte.”  

Angelo Calabrese

   
   
“…(Come Leopardi) Anche Maria Cuomo, nei suoi acquerelli delicatissimi, si affaccia su un mondo fiorito con mente innamorata. A differenza, però, del poeta di Recanati, che affissa il suo occhio alla Natura come ad uno specchio di magia e di struggenti illusioni,
   
   
intriganti ad  essere e ad agire, ma conclusive in ultimo in irrefutabili esperienze di dolore e di inganno, …..(in Maria Cuomo) la Natura non è più matrigna (…) ma è affettuosamente osservata…”

Ugo Piscopo

   
   
“I paesaggi narrativi di Maria Cuomo sono pregni di tanta capacità contemplativa: la pennellata si ispessisce per mezzo di un ricordo presente o rivissuto (…)
   
   
Maria Cuomo è un’artista che riesce ad esprimere se stessa, con un’innata sensibilità, conscia di saper vivere ed interpretare quelle “scintille di coscienza universale” che regolano la vita di ogni essere vivente.”

Francesco Ferrovecchio

   
   
“Nella pittura di Maria Cuomo è possibile cogliere dei segni che autonomamente, svincolati da una rigida scelta tematica dell’autrice, testimoniano la presenza di una spinta interiore verso l’umile bello naturale, rappresentato in immagini che non richiedono, da parte di chi ne fruisce, un particolare sforzo interpretativo. Ma tale immediatezza di rappresentazione non impedisce di avvertire la consapevole scelta di un itinerario contrassegnato
   
   
dalla coscienza profonda della funzione dell’arte, che nell’atto creativo non pretende di interpretare o perfino  mutare la realtà, ma tende a porre, al di là dell’immediato evento, un’altra realtà, di carattere squisitamente inerte, nel senso di spazialità atemporale, di sospensione, di attesa: che è il  carattere della metastoricità. (…)”

Corrado Avossa

 

 

-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano
-Direttore di Frammenti: Manuela Verbasi
-Direttore artistico e curatore del vernissage: Paolo Sprega
-Supervisione: Manuela Verbasi
-Editing: Paolo Sprega, Emy Coratti, Anna De Vivo
-Opere dell'Artista Maria Cuomo
-Musica di Annamaria, ventodimusica [cliccare sul lettore per ascoltarla]
-Recensioni di Angelo Calabrese, Ugo Piscopo, Francesco Ferrovecchio , Corrado Avossa.
-Staff di Frammenti

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a cura di Ezio Falcomer

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