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La macchina del tempo - Franco Pucci

 
 
Ci sono in questa fiaba, se non salgono sulla macchina del tempo:
Marzolina: bimba capricciosa come il tempo a Marzo
Ing. Dentone: castoro progettista della macchina
Ratto Distratto: aiutante dell’Ing. Dentone
Gnomo Astolfo: gnometto pazzerellone

Marzolina, una bimba nata a Marzo, bellissima ma infinitamente capricciosa, incontra durante una sua fuga nel bosco per sfuggire ai rimproveri della mamma, Gnomo Astolfo un gnometto intrigante e pazzerellone …
…«Chi sei?» – chiese Marzolina vedendo spuntare dal guscio abbandonato di una lumaca un piedino.
«Chi sei?» chiese di nuovo mentre piano piano un piccolo essere usciva dal guscio e stiracchiandosi riacquistava la sua statura … per modo di dire, poiché la sua altezza raggiungeva a malapena quella del più alto dei funghi del bosco, pensate un po’… la “Mazza di Tamburo”, un fungo alto, bellissimo che aperto sembra un ombrello.
«Come, non mi conosci? -disse il piccolo essere - sono Astolfo Gnomo di questo bosco, signore e padrone di tutto ciò che vedi» «Bum!» rispose Marzolina che in fatto di bugie non era seconda a nessuno, le raccontava così grosse e così seriamente che alla fine lei stessa pensava di avere detto la verità.
«Mi stai prendendo in giro - continuò Marzolina - comunque piacere di conoscerti, mi stavo annoiando tutta sola qui nel bosco» così dicendo si sedette su un tronco per essere all’altezza del gnometto e lo guardò dritto negli occhi «Sono stufa di questo mondo, nessuno mi capisce, nemmeno i miei genitori … vorrei tanto essere da un ‘altra parte, in un altro posto.» disse e cominciò a piangere.
Astolfo conosceva bene quel tipo di pianto, era il classico pianto di bimba capricciosa, perciò decise di assecondarla e di scoprire fin dove quel capriccio di bimba potesse arrivare. D’altronde era pur sempre uno Gnomo burlone e non si fece sfuggire l’occasione per prendere in giro Marzolina e divertirsi un po’ alle sue spalle. Così disse con voce suadente «Via, non piangere, vedrai che tutto si aggiusterà. Sai io sono uno Gnomo ed ho potere assoluto sulle creature di questo bosco, troveremo una soluzione! Anzi ho già un’idea….» Marzolina alzò gli occhi verdi come la livrea del più bello dei ramarri e, asciugandosi con il dorso della mano il nasino pieno di lentiggini, disse: «Davvero? Mi piacerebbe molto...ma che facciamo adesso?»
«Lo scoprirai – rispose Gnomo Astolfo - intanto rassettati che dobbiamo andare a conferire con un personaggio importante».
Così dicendo si inoltrò nel fitto del bosco costringendo Marzolina a rincorrerlo per non perderlo di vista. Astolfo, nonostante la statura, era velocissimo e Marzolina dovette correre un bel po’ prima di raggiungerlo. Quando lo raggiunse, lo gnomo stava raccogliendo delle stranissime bacche rosse da un arbusto che Marzolina non aveva mai visto nel bosco. «Perché raccogli quelle bacche?» chiese la bambina «Vedrai...vedrai...ti serviranno...vedrai...» così rispose lo gnomo e riprese a camminare velocemente. Quando Marzolina lo raggiunse Astolfo era sulla riva di un torrente che scorreva impetuosamente con acqua trasparente come il vetro e un rumore argentino che veniva però interrotto di tanto in tanto da colpi secchi che sembravano provenire da un punto non lontano nascosto da una catasta di legno.
Da quella catasta sbucò improvvisamente un castoro. I suoi denti erano enormi e sporgenti e per questo era chiamato Dentone, anzi Ing. Dentone, per via della sua abilità a costruire qualsiasi cosa con il legno che lavorava abilmente con i denti. «Cosa volete? Perché mi interrompete mentre sto lavorando?» – disse con fare arrabbiato – poi si accorse della presenza dello gnomo e si calmò. «Ah sei tu Astolfo, chi é questa bimba che è con te?» chiese riprendendo a lavorare con fare indaffarato «Lei è Marzolina – rispose lo gnomo – e ha bisogno del tuo aiuto, perché vuole andarsene in un altro posto, in un altro tempo, lontano dai suoi genitori che non la capiscono.» Dentone si fermò di colpo, preso un metro da una vecchia cassetta di attrezzi lì vicino e incominciò a misurare Marzolina e andare avanti e indietro entrando e uscendo da un buco che era scavato a fianco della catasta. Alla fine disse «Ho fatto i conti, si può fare...si può fare...costruirò una macchina speciale che esaudirà i desideri questa bimba dai capelli rossi così bella ma così capricciosa» «Ratto ... Ratto» urlò all’indirizzo del buco da cui era uscito e comparve svogliatamente un topolino che stiracchiandosi disse «Eccomi che c’è?».
Ratto Distratto era l’assistente dell’Ing. Dentone, gran lavoratore ma disastrosamente distratto, combinava un sacco di guai e spesso rovinava il lavoro di Dentone. Il castoro si mise al lavoro e disse a Marzolina «Torna domattina, tutto sarà pronto e ciò che vuoi sarà esaudito»
Gnomo Astolfo prese per mano la bimba e disse «Andiamo, sta calando la sera e di notte il bosco è molto buio ... torneremo domattina» e riprese a camminare tornando velocemente verso il bosco. «Stanotte dormiremo qui» disse indicando una vecchia tana di volpe abbandonata . Accese una lucciola chiedendole scusa per il disturbo e sorridendo porse a Marzolina una delle bacche rosse che aveva raccolto dicendo «Questa bacca ti farà passare la fame e così farai un bel sonno» Chiese di nuovo scusa alla lucciola, la spense e si addormentarono. La mattina seguente Marzolina e Astolfo tornarono sul ruscello e trovarono l’Ing. Dentone che rimirava la sua opera mentre Ratto Distratto stava montando gli ultimi pezzi di quella meravigliosa macchina. «Non è una meraviglia? – disse rivolgendosi a Marzolina – è una macchina del tempo, vedrai, basterà salire su di lei, mangiare una di quelle bacche che Gnomo Astolfo ha raccolto, chiudere gli occhi e ti ritroverai dove hai sempre desiderato essere» Così dicendo aprì lo sportello e invitò la bambina a entrare nella macchina, mentre Gnomo Astolfo sorridendo porgeva a Marzolina una bacca rossa e Ratto Distratto combinava un altro dei suoi proverbiali pasticci dimenticandosi di montare addirittura il motore … ma Marzolina non se ne accorse, era tutta eccitata e i suoi occhi verdi brillavano mentre mangiava la bacca … si addormentò subito e dopo poco si risvegliò. Si guardò intorno meravigliata: era nella sua cameretta e lo gnomo di peluche che era sul suo comodino la guardava sorridendo birichino.

 

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a cura di Ezio Falcomer

♦Compagnia di teatro sul web Accademia dei Sensi♦

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