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Gastone Cappelloni

Gastone Cappelloni, 53 anni, è nato a Sant’Angelo in Vado (Pesaro\Urbino). Numerose le pubblicazioni, fra le quali ricordiamo: ”Vorrei …. ma non Posso” in vernacolo; “Parla il Cuore”; “Abbraccio” con disegni di Gilberto Grilli; “Brezza di verità” Casa Editrice Medea Libri – Ragusa; “La porta dei ricordi” Rupe Mutevole – Parma; “Poesie Scelte” Rupe Mutevole –Parma; “Di Viaggi, di Presenze e d’Ottusità” Rupe Mutevole; “Vizi & Perché” Rupe Mutevole –Parma; “Antologia Poetica” Rupe Mutevole –Parma; “Riverberi & Incursioni” Rupe Mutevole –Parma; “Cinquemila primavere di un altro colore” Rupe Mutevole; “Il respiro delle mie parole” Rupe Mutevole –Parma; “L’ultimo sole nelle sfumature di un’eco a riposo”; “Fughe e Ripari dentro le Invendute Memorie”,“Tra le spire di un CuoreMeccanico”.
Diversi sono stati i riconoscimenti ottenuti dall’autore a premi e Concorsi Letterari.

Qualche volta il Poeta riesce con pochi tratti a dare di una esistenza umana quella piena sofferenza intima che lo caratterizza. Ti riconosci in questa possibilità poetica? Il Poeta è sempre alla ricerca di domande che lo accompagnano nel trascorso del quotidiano. E’ affascinato; quasi intimorito, dalle risposte che potrebbe ottenere, ma che non attendono risoluzione. Non può sentirsi realizzato, se i suoi perché trovassero Luce nelle contemplazioni. Nei dubbi perenni. E allora i suoi inconsci sono attraversati da una frenesia che si placa solamente nel momento che vive in armonia con la realtà delle sue inquietudini. Poche parole. A volte potrebbero essere mille. Come potrebbero essere dieci. Lo stato d’animo interagisce col pensiero del cuore, e spesso è nella brevità dello scritto che prendono forma le mille parole. E’ la sofferenza che accompagna il Poeta, la Musa ispiratrice, senza di essa come potremmo scavare dentro le nostre intimità?

Il Poeta quando è catturato dalla Poesia è come se si trovasse in una realtà atemporale dove il suono delle parole rappresentano degli arpeggi spirituali che mettono in vibrazione le parti più recondite dell’essere, ancora incatenato alla propria esperienza terrena. Cosa pensi di questa definizione di ispirazione poetica? E’ in quella realtà atemporale, che il Poeta assapora e vive il tempo, la sua stessa dimensione. Lui non vive in questa illusione terrena, non si chiede e non ama il giorno seguente. Non gli appartiene. E’ nel passato che aspetta di rivivere, perché presente e futuro non sono altro che le incognite svilenti delle proprie emozioni. Il Poeta non è altro che la coscienza degli altri, il custode indiscusso di sereno passaggio, di quella vita che scopriremo di là del tempo materiale!

La proprietà della sintesi, il lampo dell’immagine, il gesto cruento, la critica sociale sono tutti elementi che risultano indispensabili e si dipanano qualche volta nell’espressione poetica. Nella tua “poesia” riscontri qualche elemento appena accennato? Direi che fa parte di “quel percorso” indispensabile, a far sì che ci sentissimo vulnerabili, perché così capiremo accettandone critiche o ironie, l’orgoglio sarà pedina inamovibile delle nostre intelligenze. E, così sapremo essere quello che la stessa Poesia ci chiede, “l’altrui espressione”.

Il tuo essere Poeta, è nato da cosa? Cos’è che ami di più nello scrivere e nelle parole? Tutti noi siamo poeti, anche se a modo nostro. E’ il viaggio affascinante della nostra identità, degli ideali. Inconsciamente percepiamo il bisogno di esternare quello che siamo… quello che vorremmo. Siamo il filo conduttore del cuore, viatico delle emozioni. Ricordo mio padre, il suo carisma. Il suo insegnamento, lui vero Poeta della Vita, chi mi ha avvicinato alle sofferenze e alla realtà del quotidiano, insegnandomi a scrivere e a raccontare i frammenti dell’esistenza. Il mio essere Poeta? Il fascino della strada, dove non siamo uguali, all’apparenza, ma siamo plasmati da un comune denominatore, la sopravvivenza, la continua lotta per raccontare. E raccontarci di essere vivi. Perché io ho avuto la gratificante fortuna di essere parte integrante di quel mondo. Il mio insostituibile mondo!

Cosa è la POESIA per te? E’ quel fascino da esplorare continuamente, che ci appartiene, ma che non sempre si hanno il coraggio e la forza di volerlo condividere. Potrebbe sembrare un paradosso; mica semplice, affidare le chiavi del proprio cuore, soprattutto a coloro che della delicatezza non ne hanno mai fatte appassionate virtù. La Poesia è, e rimarrà Storia Emotiva del mio percorso, mai accetterei di barattarla con stupidi “idoli”.

“Non si vede bene che col cuore, l’essenziale é invisibile agli occhi”, quanto di vero c’è in questa espressione di Antoine de Saint-Exupéry? Il cuore è la bussola della saggezza, guai se non ci fosse sempre un De Saint-Exupéry a rammentarcelo. Si perderebbe di vista il buonsenso, e gli “occhi assieme alla superficialità” non avrebbero le capacità per sopravvivere.

I tuoi prossimi impegni artistici? Il mese di Novembre uscirà il nuovo lavoro, dal titolo: Rupe Mutevole Edizioni di Parma. Le presentazioni? Cuneo. Civitanova Marche. Brindisi. Roma. Faenza. Modena. Pisa. Ascoli Piceno. Roseto degli Abruzzi. Recanati. Altre in via di definizione. Senza dimenticarmi di altri inviti a delle manifestazioni. Sarà una maratona, che farò con estremo piacere!

Michela Zanarella

 

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a cura di Ezio Falcomer

♦Compagnia di teatro sul web Accademia dei Sensi♦

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