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Gilbert Paraschiva: "l'uomo della notte" si racconta....

Uomo di spettacolo e di cultura, Gilbert Paraschiva a 14 anni inizia a suonare la batteria ed a cantare in un Complesso, formato dagli elementi che Renato Carosone aveva lasciato all'Asmara in Eritrea ed a 18 anni, pur continuando a cantare, suonare e studiare, comincia a scrivere articoli per "Il Quotidiano Eritreo", del quale diviene ben presto redattore sportivo e mondano.
 
Inviato speciale al Festival di San Remo si stabilisce successivamente a Napoli dove, dopo aver suonato per alcuni anni in Orchestre varie, fonda un' etichetta discografica: la "Gilbert Record" che gli dà l'occasione di lanciare alcune voci nuove e musicare tante belle canzoni a validi poeti (vedi Somma, Pagano, Motta ecc.) oppure "parolare" canzoni a noti musicisti come Barile, Perfetti o Alfieri, compositore quest'ultimo di successi come "'A sunnambula" e "Ipocrisia".
 
Una decina d'anni or sono, dopo aver concluso il ciclo delle sue trasmissioni radiofoniche de "L'Uomo della Notte", pur non disdegnando le Feste di Piazza e gli Spettacoli di Varietà si è dedicato principalmente alla Cultura ed alla Poesia.
 
Fra i suoi successi musicali ricordiamo "Italia lontana", incisa su Dischi Cetra da Antonio Vasquez con l'Orchestra del M° Gaetano Gimelli che, dopo "Terra Straniera" di Marletta, è stata, negli anni '50, la canzone più venduta all'Estero e gli è valsa da parte dei Dirigenti della Fonit-Cetra l'assegnazione del "Microfono d'Oro"; molto importante, anche perchè il primo twist in assoluto con parole originali italiane, dopo "Lets twist again", è stata la sua "Grattami la Schiena". Anche "Napule è 'na tarantella" è da considerarsi un successo, se non a livello nazionale perlomeno a livello regionale, perchè è stata la canzone che, negli anni '80, le Emittenti Radiofoniche Private di tutta la Campania hanno usato come sigla d'apertura e/o di chiusura dei programmi di canzoni napoletane.
 
Nel 1992 ha fondato l' Associazione "Il Pianeta dell'Amore".
 
1)La tua carriera artistica inizia prestissimo, a soli 14 anni entri in un Complesso, suoni e canti, come ti sei avvicinato alla musica?
Mia mamma mi diceva che suonavo la batteria sin da quando le ero in pancia. In ogni caso essendo mia madre pianista diplomata, quando lei suonava il pianoforte io usavo pentole, coperchi e posate per accompagnarla! Questo in Egitto! Ma a 14 anni, andando in Eritrea ebbi la fortuna di andare ad abitare nello stesso pianerottolo di Renato Carosone per cui lo stesso (che di notte lavorava) pretendeva (ed era giusto) che al pomeriggio riposasse. Così propose a mia madre, per farmi fare pratica, di andare con lui la sera ad osservare come suonava il suo bravo batterista e magari nei momenti in cui lo stesso andava a prendersi un caffè al bar, sostituendolo!
 
2)So che in seguito hai iniziato a scrivere articoli per un quotidiano, è stato difficile passare dal mondo della Musica al mondo del Giornalismo?
Non ho mai abbandonato la musica: Ho svolto per diversi anni queste due professioni simultaneamente anche se la mia iscrizione all’Albo dei Giornalisti è avvenuta 6 anni dopo la mia prima esibizione ufficiale come Cantante-Batterista. Debbo dire l’anno? 1950! Mezzo secolo di giornalismo e 66 anni nella musica. Quest’anno dovrebbe uscire il mio prossimo CD: "Ottanta voglia di cantare!"
 
3)Sei un uomo di spettacolo e cultura, come hai affrontato e affronti ancora oggi i tuoi innumerevoli successi? Qual è il riconoscimento che ricordi con maggiore intensità?
Il Premio alla Cultura rilasciatomi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Titolo di Accademico e Responsabile alla Cultura per la Sicilia, rilasciatomi dall’Accademia di Modica e la Comunicazione della Doxa che la mia trasmissione "L’Uomo della Notte" (negli anni ’80) aveva ottenuto il più alto indice di gradimento e d’ascolto su tutte le trasmissioni notturne andate in onda in quel periodo in Italia. In ogni caso i Premi saranno minimo 300 (chissà che fine faranno alla mia morte?) ma questi tre riconoscimenti – per me – sono tutti ex aequo!
 
4)Hai scritto un numero indefinito di poesie, cos'è la Poesia per Gilbert Paraschiva?
E' il nobile mondo dei più alti e nostalgici sentimenti umani che un popolo di poeti, santi e navigatori come gli italiani, tentano, mediante qualche rima o qualche semplice verso di lanciare frasi poetiche o stupende liriche nell'Universo.
Talvolta potrebbero esser come le mie: forse un po' banali ma, altre volte, potrebbero essere stupende, anzi eccezionali! In ogni caso se non rispettano del tutto metrica e prosodia, ma in essa riscontri soltanto qualche rima fatta con fantasia, non essere severo, dalle la sufficienza e chiamala sempre... POESIA!
 
5) C'è una poesia a cui sei particolarmente legato?
"8 Dicembre, l’Immacolata!"
 
6)Nel tuo repertorio non mancano le canzoni, ne hai scritte molte. C'è una tua preferita?
Dall’epoca dell’iscrizione alla S.I.A.E.(1958) ne ho scritte talmente tante che ho perso persino il conto. Di molte ho scritto sia il Testo che la Musica; altre, come la recentissima "L’AMOUR SUR MESSENGER", sono state scritte da me ma musicate da validi Compositori ed altre, invece, come "SOLO" scritte da validi poeti e musicate dal sottoscritto. Tantissimi poeti molto bravi mi hanno chiesto di musicare i loro testi o le loro poesie ma l’ho fatto esclusivamente con gli Autori regolarmente iscritti alla S.I.A.E. Per quanto concerne le mie preferite, di cui sono sia autore sia della musica che delle parole, anche qui c’è un ex aequo: "ITALIA LONTANA", "’O VERO AMMORE" e "FIDUCIA"
 
7)Qualche anticipazione sui tuoi progetti futuri?
Cara Michela, la risposta, involontariamente, te l’ho già data alla tua seconda domanda: incidere in questo 2011 un CD dove proporre la canzone suddetta ed altri successi italiani alcuni dei quali in lingua francese come "FIDUCIA" che nella nuova versione porterà il titolo di "CONFIANCE" e dove non mancherà sicuramente "L’AMOUR SUR MESSENGER" (di G.Paraschiva – F.Cririno)
 
 
 
Michela Zanarella
 
intervista tratta dal n.12 di Periodico Italiano

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a cura di Ezio Falcomer

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