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Tonno fresco intero difensivo - taglioavvenuto - Ezio Falcomer

 
 
 
Tonno fresco intero difensivo
(© taglioavvenuto)
Alla stupenda antica Corta,
Dopo avere esaminato nel più profondo significato intrinseco ed estrinseco ogni singolo atto processuale, scandagliato che più non si potrebbe l’animus rei, aver prodotto documentazione a iosa, confutato in toto le evanescenti accuse degli Illustrissimi Topolini, le quali, è da ribadirsi, hanno avuto necessità della parafrasi dell’accusata per uscire dai lacci soffocanti dell’arsura e della fame, aver escusso i testi: Iry in primo luogo, che con la sua ultima testimonianza chiarificatrice di cosa voglia significare un prolungato digiuno s’è portata via le ultime ombre, la dott.ssa Prin, la quale s’è svestita appositamente d’ogni apparenza così sacrificando il pudore all’Amica e Collega, non rimane a questa Difesa che depositare l’ultimo documento, e produrre conseguentemente l’ultima istanza, credendola la più appropriata.
Si chiede inoltre scusa per non essere riusciti a fare intervenire in diretta l’esimio Collega difensore, il quale impegnato strenuamente con i Sensi, ha comunque dichiarato un appoggio pieno e convinto alla linea difensiva qui scelta.
A mò di comunicazione, egli ha lasciato intendere di essere anche estremamente interessato alla Figura dell’accusata e che, se Ella ne mostrasse uguale desiderio, i colloqui finora avvenuti a mezzo teleconferenza potrebbero proseguire a Torino presso il suo studio, o in altra sede, anche più comoda per la medesima imputata.
Metterebbe, lui, anche un taxi a disposizione, fifty-fifty (egli il ritorno se)
Ma questa è solo comunicazione di servizio.
Lasciando alla valutazione della Corta, che si sa equidistante come già chiarito ad abundantiam e di cui mai è stato dubitato, né potrebbe dubitarsi, ogni altro fatto, atto, pur le semplici intenzioni, non senza evidenziare le pressioni al limite del vessatorio esercitate dall’accusa, contrariis reiectis, si deposita infra mezzo la perizia fatta eseguire sulla imputata, dandosene quindi immediata lettura pubblicamente in aula.
Ecco la stessa, immaginandola letta per l’occasione dalla fantastica, polifonica voce dell’Illustre Collega.
INDAGINE PSICO CLINICA ESEGUITA SU PAZIENTE SATURNIA: SOGGETTO REALE-NOME DI FANTASIA RICHIESTA DALLA DIFESA AA.VV. EZIO/TAGLIO IN DATA 25.05.2010
Premessa
Si deve aver riguardo alla teoria di Rogers per illustrare primariamente i concetti di conoscenza soggettiva, oggettiva ed interpersonale. Sulla conoscenza soggettiva Rogers afferma che «un mezzo importante di conoscenza è rappresentato dalle ipotesi che sorgono nell’intimo di ciascuno di noi e che vengono poi controllate riferendole al fluire continuo dell’esperienza che si produce per la nostra interazione soggettiva con gli eventi del mondo interno ed esterno» (Rogers, 1963).
La scienza più rigorosa, secondo tale autore, trae origine dalla conoscenza soggettiva e la conoscenza oggettiva non è altro che una identica conclusione soggettiva di più persone di un gruppo di riferimento quale ad esempio un blog, i cui membri empaticamente comunicano fra loro.
La conoscenza interpersonale rappresenta l’utilizzo di tutti gli strumenti e di tutta la comprensione empatica per entrare in contatto con l’altro, entrare nel suo mondo più personale e significativo.
Tali concezioni possono richiamare alla mente il principio di indeterminazione di Heisenberg, per cui addirittura nella fisica non si può prescindere dal ruolo dell’osservatore, principio alla base della teoria della scienza vista in termini relativistici.
In tale punto di vista gli individui formano un unico sistema aperto con l’ambiente che li circonda, pertanto l’osservatore non può prescindere da se stesso (Bertalanffy, 1969; Miller, 1978), superando in tal modo una causalità lineare ed il valore quindi della sincronicità (Jung, 1952) e delle concause (Gauld e Shotter, 1977). Nel nostro campo, ancor più che nelle altre discipline, ciò che viene osservato non può prescindere dal mondo dell’osservatore. (Jung, 1938).
Questa premessa sul valore della soggettività è necessaria in quanto il presente scritto si basa su ipotesi e su alcuni aspetti clinici relativi alla psicosi schizofrenica a sintomi positivi derivanti da varie indagini svolte..
L’inizio psicotico nella psicosi schizofrenica con prevalenza di sintomi positivi – quando la psicosi non si è manifestata nell’infanzia o quando non ha avuto un decorso subdolo (e in questo caso in genere più caratterizzato da una sintomatologia negativa) – avviene all’improvviso, oppure nella tarda adolescenza, od anche nella prima giovinezza (Marcelli, Braconnier, 1983). È importante domandarsi e ipotizzare, sulla base della teoria della personalità di Rogers, di fronte a quale struttura di personalità saremmo stati nella fase prepsicotica e, in seguito, in quella psicotica.
Qui non è stato possibile data la brevità dell’indagine, per cui abbiamo rivolto la nostra attenzione unicamente alla fase psicotica, altrimenti denominata matura..
Oltre al soggetto, abbiamo inoltre indagato con attenzione l’opera di cui è causa, il cui titolo si riporta: Cose così (Di luce che s’inchina) Abbiamo anche vagliato alcune precedenti opere della stessa paziente.
INDAGINI ESEGUITE SUL SOGGETTO È possibile ipotizzare che nella personalità prepsicotica il Sé reale, o meglio il livello orgasmico del Sé1, sia in contatto frammentato con il livello del Sé2 (d’ora in poi Sé percepito) con una struttura difensiva basata sulla intercezione estremamente rigida e non elastica, ma con delle griglie traverso cui parti del Sé reale vengono percepite in modo frammentato.
All’interno di questa griglia rigida un punto è più scuro degli altri, un nodo interamente “coperto” in cui il passaggio tra il Sé reale e quello percepito è nullo: il nucleo psicotico.
Tra Sé percepito e livello ideale del Sé sono all’opera una serie di distorsioni come altre difese al servizio della intercezione, per cui la persona ha la sensazione di avere un falso Sé, di non essere autentica, di recitare: «pareti color indaco, scogliere, luce che s’inchina». Tali i sogni: [Orfici, Asinei,( vedi Ermes e Psiche: la testardaggine, le pulsioni feticistiche della ragasuola) ma anche Euripedei: le Bacccccanti, il Dioniso, lo specchio)] nella storia e nella vita di Saturnia.
Ed ancora: «Prima mi domandavo se la vita fosse una lotta o un teatro». (Vedasi dettagliatamente alcune opere precedenti).
Il Sé ideale risulta essere nella personalità psicotica estremamente povero, ristretto, abbarbicato a poche illusioni, strutture come grappoli d’uva, rigidi e disfunzionali, mele, pere, susine, fragole, fichi, tronchi d’albero, (vedasi la parafrasi presentata dall’imputata) di cui uno di fondo, originario, è legato al nucleo psicotico; per esempio: «Io sono bona bona e tutto ciò che non lo conferma mi fa sbarellare»
Si può ipotizzare che in tale individuo di sesso femminile, di età dichiarata fra i trenta e trentacinque anni, la struttura di tali costrutti disfunzionali emotivo-cognitivi (Goleman, 1995) siano pertanto a grappolo, rotondi, e che all’origine ve ne siano pochissimi o addirittura uno solo (cuneiforme?) che conduce al piacere, alla soddisfazione del Sé, a scapito, a volte, di un piacere allargato, empatico, anche se ristretto, per l’occasione, a pochi individui.
CONCLUSIONI: Si può quindi affermare con sicurezza che la Paziente sottoposta ad indagine, la sopraddetta SATURNIA, ha presentato e presenta notevolissimi aspetti psicotici, indotti da esperienza di vita vissuta, “anche precedenti”, tali da poterla definire, senza ombra di dubbio, schizzofrenica.
Ella inoltre, con il proprio comportamento, tende ad indurre altri soggetti, che possono venire a contatto con la medesima, ad identiche visioni pseudo-oniriche.
Va pertanto internata in isolamento per un lungo periodo, ed è da considerarsi soggetto estremamente pericoloso, incapace, per ora, di intendere e volere.
Venessia, lì 25.5.2010
Dott. Prof. Arch’in tett
STRAZZACAPACANEGATTOSCIMMIA-MATA.RO’
Allego: PARCELLA N. 1/ 2000 del 25.05.2010
Per prestazioni professioniali di Perizia PssSchiatrica €. 3.500,00
ILVA 1000% € 35.000,00
UN TOT € 38.500,00

Il dimostrativo femminile della Difesa

CHIEDE

pertanto alla Corta Ill.ma di prenderne atto, dichiarando l’assoluzione piena della imputata per manifesta e perdurante Infermità Mentale, comandandone il prescritto lungo internamento in un Istituto, purché non trattasi di Convento, né in Monza, né in altro luogo ameno.
Con vittoria di spese ed onorari.
Così sia, stabilito.
Ciù Ciù, lì 26.5.2010
citasi, inoltre: http://www.psychomedia.it/pm/modther/modtec/dippolito.htm
 

 
-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano
-Direttore di Frammenti: Manuela Verbasi
-Autore:taglioavvenuto, citasi, inoltre: http://www.psychomedia.it/
-Voce di: Ezio Falcomer della Compagnia di teatro web Accademia dei Sensi
 Tiene inoltre un blog di scrittura e un audioblog di recitazione, fa parte della redazione di Rosso Venexiano
-Editing: Anna De Vivo
 

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a cura di Ezio Falcomer

♦Compagnia di teatro sul web Accademia dei Sensi♦

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