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Perle di Poesia 36

Enrico Ganassi -domani saremo farfalle-

 

 

 

Tendere

C’è un Oltre che solo una folgorazione
può portarci a sfiorare
e per quanto ti sforzi di vivere a mille
l’Assoluto
è come un rasoio a forma di deltaplano

quanto sei disposto a rischiare per salirci sopra?

Ho cercato il coraggio e l’ho trovato
ma era sempre di meno di quanto bastasse
per superare il limite del Vuoto

il Vuoto tutto intorno ha i suoi confini
anch’esso deve essere relativo
come tutto il resto - così sembra -
intanto sono in marcia insieme agli altri
sul viale che fu della rivoluzione

con la paura atroce di non arrivare
o che un nuovo secolo mi crolli addosso
come un palazzo andato in rovina.

©Alecon

 

Periodo

PERIODO

Nel periodo di un momento
tengo il tempo e la misura
dell’istante improvvisato.
(Ora e sempre)
Nel presente.
Nel futuro.
Nel passato.
Resto attimo fugace
dentro l’arco di un baleno

Tengo il ritmo:
lesto
/
lento

- intervallo-

e spazio riempio.

Arco, attimo o infinito
di un secondo che era primo
in un lampo
breve lasso.
Di un eterno nell’incanto
con il passo del rimpianto
per lo ieri
scorro.

Intanto.

© rosadstrada

 

 

Incertezze...

Come da una lanterna
dai vetri incrinati
una luce pallida si diffonde
nel vapore tiepido,
sospeso a mezz' aria tra scrosci di pioggia
in un frastuono d' uragano ovattato.
Con le braccia protese
quasi annaspando
mi sento trasalire, sepolta,
in un silenzio
in cui il mondo, intorno,
aspetta trattenendo il respiro.
Niente appare reale,
e i gesti, gli avvenimenti, le certezze
travolti da raffiche di vento
si schiantano, fluttuanti,
su scenari di cartone dipinto.

©ventidiguerra

 

 

E fuori ( forse ) nevica

La finestra è un occhio nero che non posso aprire.
Il giaciglio degli ubriachi non intendo lasciare.
Queste fitte all’alluce mi dicono che sta nevicando.
Bianchi e grossi fiocchi che bussano nel posto sbagliato.
Qui troverebbero il fuoco annientatore della loro purezza.

La bottiglia tra le coperte s’è nascosta e…
Cos’è questo profumo di perdizione?
Di chi cavolo sono queste natiche nude?
Perché non ho la lingua impastata stamani?
Trattengo il respiro e altre domande stupide.

Non dovevi infilarti nel mio letto
femmina senza nome e buonsenso.
Non dovevi sostituirti ai fumi dell’alcol
in una notte d’inverno per i miei sensi
lasciando un vuoto di ciò ch’è stato (forse).

Come farò a scrivere di te domani non so
ma tra metafore e fantasie ti collocherò
magari cercando di arraffare i tuoi sogni
mentre respirerai quell’ossigeno che sto
per spalmarti sulla bocca addormentata.

© GRIZZLY47

 

 

Società

Esco di casa e tengo stretto
il mio ruolo,
soffice al tatto.
Se lo perdessi?
Come potrei orientarmi..
nell'odio,
nell'indifferenza
che la mia anima
disprezza.

©Keitha

 

umile speranza

Reggi con eleganza questa mia umile speranza,
tu fonte viva del mio palpitare,
in questa stanza così rosa,
come gli oleandri quando sono in fiore.

©onlythenight

 

In precario equilibrio

Camminavo
In precario equilibrio
Sui rigoli bui del mio incubo
ingoiata dal mare
e sopraffatta dalla mia
inconsistenza...
E sono inciampata nel tuo sogno…
Nei fondali di acque senza colori
I miei occhi restavano chiusi
E le mie labbra serrate
In attesa…
Di una fine silenziosa
O della tua mano a trarmi in salvo.
E mi hai fatto conoscere
Quella parte di me
Che viveva in una nebulosa
Nutrendosi di sale,
Inconsapevole di esistere…
Mi hai schiusa
Asciugando le mie ali
Insegnandomi a volare!
I miei occhi
Hanno guidato la tua mano
I tuoi sogni
Hanno dato vita ai miei….

©musicadentro

 

 

Frammenti d'eterno

La tua danza
sospesa nel vento
d’autunno
tratteggia nell’aria
frammenti d’eterno.

Srotola profumi di seta
che lasciano scie
nel cristallino avido di luce,

scivola inavveduta
sul seno
una goccia coagulata
di rimpianto
dolce
come mandorla amara . ..

mentre si fa nostalgia
l’ultimo tango
danzato
sul tappeto della stagione
di porpora e lacrime d’oro

©aphrodite1

 

 

Giostra di pensieri

E c'è una notte,
passata a guardare il mio soffitto senza stelle,
a ripercorrere il filo invisibile del tempo,
contare quanti colpi ho dovuto parare,
quanti invece non sono riuscita a schivare.
Lacrime che inesorabilmente diventano squarci.
E poi ci sono i sorrisi e le risate,
quelle del cuore,
giù nella pancia,
le emozioni di libere farfalle,
o i brividi di una voce lungo la pelle.
Piccole ali che dolci cercano di volare.
E infine guardo fuori,
il buio stanco e inerme,
lascia spazio al mattino che avanza,
finisce così,
la mia giostra di pensieri in bilancia.
Sogni di favole e principi che accarezzano l'Anima.

©NellAnimaMia

 

 

 

-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano
-Redazione
-Supervisione Manuela Verbasi
-Autori di Rosso Venexiano
-Opere pittoriche di Enrico Ganassi
-Selezione poesie a cura di Maggie
-Editing Manuela Verbasi, Emy Coratti

 

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