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Cenni biografici
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![]() Giuseppina Zitoli nasce il 13 luglio del 1972 a Corato, cittadina in provincia di Bari, dove risiede ancora oggi. Dopo aver conseguito la Maturità Scientifica, si iscrive alla Facoltà di Lingue e letterature straniere. In seguito consegue anche la Maturità Magistrale e insegna per tre anni nella scuola primaria. Dopo la nascita del suo primo bambino decide di dedicarsi solo ed esclusivamente al lavoro di mamma. Ricomincia a lavorare dopo qualche anno nell'azienda di famiglia e intanto diventa mamma di un'altra bambina. Fin da piccola legge senza sosta qualsiasi cosa le capiti sotto mano e si innamora della letteratura inglese, in particolare della poesia di Elizabeth Barrett Browning. Un amore viscerale per il potere evocativo delle parole e un periodo di particolare sconforto e insoddisfazione, la spingono a scrivere. Comincia per caso, per gioco, durante i lunghi mesi nei quali soffriva d'insonnia, quasi fosse l'unico modo per non diventare matta. Ora sorride mentre lo dice, ma non scherza. Scrive tanto, e in quelle parole mette tutto quello che ha dentro. Nel marzo 2009 esce il suo primo libro "MALALINGUA" (Secop Edizioni) presente anche alla XXII Fiera Internazionale del libro di Torino. Il suo verso “Noleggiami un bacio che ho finito i datteri” viene utilizzato dalle detenute della Casa Circondariale di Lecce nelle Shopping bags da loro prodotte con il marchio "Made in Carcere" presso la loro officina creativa. Parole prestate, senza scopo di lucro, a queste donne che cercano una seconda opportunità attraverso la moda e la creatività, passando per la poesia. Continua febbrilmente a scrivere e a partecipare a vari concorsi con lo pseudonimo "MaLaLingua". |
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Recensione
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La poetica di Giusy Zitoli è impetuosa, carnale, pregnante e sensuale e va diretta al cuore del sentimento. Non fa sconti a nessuno ed esprime con prepotente vigore la profondità del suo sentire. L’amore è espresso nella sua totalità ed è impossibile rimanere indifferenti e non essere coinvolti dalla forza dei suoi versi quando esprime queste emozioni. Nella poesia “Come faccio a spiegarti” si tocca quasi fisicamente il rimpianto per il distacco dall’amato: Maria Catena Sanfilippo
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Come faccio?
Come faccio a spiegare?
La succosità intima di un bacio sulla bocca gli odori confusi e mani e lingua e pelle Provo a centellinare brividi sudore e saliva a conservarli e poi a dilatarli quando vai via che mi sembra sempre troppo presto e scrivo banalità come questa prima di addormentarmi nel punto esatto dove eri disteso per respirare ancora un po' di te |
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Al macero
Ogni pezza di verità
ha le tasche foderate di menzogna altri verbi coniugheremo senza conoscerne i tempi ho una pila di belle parole stampate in mente oggi andranno al macero |
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lo so
Il tempo non fa sconti
c' è un ritmo così perfetto nell'andirivieni del pendolo c'è un debito da saldare dietro la maschera che indosso. Lo so. Ti devo un bacio. |
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la festa di San Rocco
Ho drappi di ciglia
a strapiombo sul bordo della sottana e occhi[i tuoi] azzurre uova Fabergé preziosamente cotti dal mio pavoneggiare Ché il culo di una donna |
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credimi
Ho visto quant'è semplice la vita al capolinea
Quasi un ultimo orgasmo in un ansa del costato e poi il riposo Proprio uguale all'amore Torna, quindi. Sai, ho stimmate |
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Amore
Amore, se fossi marinaio o farfalla sarebbe meglio.
Sarei libera. Farei prima a venire da te. Stasera, se annuso l'aria, mi sfugge il sapore del tuo bacio di domani. Amore mio. Ho le ali sfilacciate dal tempo come un vecchio velo da sposa. Piango piccole perle di agata azzurra. |
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Forse
Fa freddo.
Forse, se mi abbracciassi, mi scalderei. Non c'è scialle che tenga caldo più del pensarti. Cosa voglio sapere? Può davvero bastare un sorriso lungo un sorriso per esser sazi tutte le restanti 23 ore e 58 minuti? Metti quello di oggi per esempio. E non so nemmeno dirti che canzone c'era alla radio. E non so nemmeno dirti quanto si è fermato il tempo in quell'istante. E mi sento incerta. Forse se mi soffiassi tra le mani, mi scalderei. Quasi sento quell'odore di buono che hai. Tipo odore di uomo. Mai troppo. Mai troppo poco. Forse, se mi abbracciassi stretta stretta, riuscirei a sentirti dentro. A raso sul cuore. Forse. |
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Nulla
Arrivò il fulmine e fiamme nella torre.
Il re e la regina si lanciarono non perché lo volevano. Semplicemente non avevano scelta. Ora, dopo il fuoco, la terra è più compatta. Questo è un tempo estremamente prezioso. |
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-Direttore di Frammenti: Manuela Verbasi
-Autore di Rosso Venexiano: Giuseppina Zitoli [MaLaLingua]
-Recensione: Maria Catena Sanfilippo
-Editing: Anna De Vivo [Ande]
-tutti i diritti riservati agli autori, vietato l'utilizzo e la riproduzione di testi e foto se non autorizzati per iscritto
Diecigennaioduemiladieci
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