Incantesimi lab (laboratorio di Poesia) a cura di Maila Meini per Rosso Venexiano
Oltre il contenuto: il linguaggio poetico
La comprensione del contenuto non esaurisce la comprensione del testo poetico. L'argomento, in effetti, è importante, ma in una poesia altrettanto importante è il modo in cui quel contenuto viene espresso, cioè il linguaggio usato, detto appunto linguaggio poetico.
Per capire veramente a fondo un testo poetico (e ovviamente per scriverlo), dobbiamo capire come è fatto.
In particolare, prenderemo in esame i seguenti punti:
- gli aspetti metrico-ritmici, cioè quegli elementi espressivi che in un componimento poetico producono gli effetti sonori, ritmici e musicali che distinguono il testo poetico dagli altri tipi di testo e che sono: a. il tipo di verso sceltodalpoeta; b. lo schema delle rime, quando ci sono; c. il sistema delle strofe in cui i versi si riuniscono;
- il lessico, cioè le parole che l'autore usa, selezionandole tra tutte quelle che la lingua offre, perché le ritiene più adatte a esprimere quello che vuole esprimere, e caricandole di particolare significato;
- le strutture sintattiche, cioè il modo in cui il poeta dispone nel suo testo le parole, magari violando la sintassi normale allo scopo di conseguire particolari effetti espressivi;
- il linguaggio figurato, cioè gli espedienti che il poeta utilizza per produrre immagini particolari attraverso accostamenti inediti delle parole e dei loro significati.
Analizzeremo uno per uno questi elementi.
Il verso è l'elemento formale più evidente che differenzia un testo poetico dagli altri testi: quelle "righe", più o meno brevi, che non arrivano mai al margine laterale della pagina e lasciano ampi spazi bianchi sono indubbiamente l'aspetto più tipico di una poesia.
Dal punto di vista tecnico, il verso è un insieme di parole costituito da un certo numero di sillabe e caratterizzato da un'alternanza di sillabe accentate e di sillabe non accentate e dalla presenza di una pausa principale alla fine, e da una o più pause interne, o cesure.
La specificità ritmica di ogni verso della tradizione poetica italiana, infatti, è data dalla particolare combinazione tra il numero delle sillabe che la costituiscono e la posizione degli accenti e delle cesure che caratterizzano le sillabe stesse.
In base al diverso numero di sillabe che contengono e alla diversa distribuzione degli accenti che colpiscono le parole e delle cesure, i versi possono essere di vario tipo, come risulta dalla seguente tabella:
| tipo di verso ...................... | numero sillabe ................ | sillabe su cui cadono gli accenti ritmici ............................. | esempi ............................................................. |
| binario | 2 | 1 sillaba | Dié/tro quàl/che vé/tro(G. A. Cesareo) |
| ternario | 3 | 2 sillaba | Tos/sì/sce tos/sì/sce un/pò/co si/tà/ce (A. Palazzeschi) |
| quaternario | 4 | 1 e 3 sillaba | Sù/vo/ghià/mo (F. Redi) |
| quinario | 5 | 1 o 2 e 4 sillaba | Quàn/te/ ca/dù/te (G.Giusti) Il/ mòr/bo-in/fù/ria (A. Fusinato) |
| senario | 6 | 2 e 5 sillaba | Che/pà/ce/la/sé/ra (G. Pascoli) |
| settario (settenario) | 7 | 1 e 6 sillaba 1, 4 e 6 sillaba 2 e 6 sillaba 3 e 6 sillaba 4 e 6 sillaba | Sié/pi/di/me/lo/grà/no (g. Pascoli) Tòr/na-a/fio/rìr/la/rò/sa e/mòl/le/si/ri/pò/sa (G. Parini) La7cam/pà/na-ha/chia/mà/to (D. Valeri) con/ser/va/trì/ce-e/tér/na (a. Manzoni) |
| ottonario | 8 | 3 e 7 sillaba | Dol/ce/mén/te/muor/feb/brà/io (G. D'Annunzio) |
| novenario (nonario | 9 | 2, 5 e 8 sillaba | Tu/mòn/di/pér/si/ca/dòl/ce (G. D'Annunzio) |
| decasillabo | 10 | 3, 6 e 9 sillaba | S'o/de-a/dé/stra-u/no/squìl/lo/di/tròm/ba (A. Manzoni) |
| endecasillabo | 11 | 6, 8 e 10 sillaba 4, 8 e 10 sillaba 4, 7 e 10 sillaba | Nel/mez/zo/del/cam/mìn/di/nò/stra/vì/ta Mi/ri/tro/vài/per/u/na/sél/va-o/scù/ra Per/me/si/và/nel/l'e/tér/no/do/lò/re (D. Alighieri) |
(La prossima volta continueremo con la funzione e il ritmo)





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