Chapucer | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

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Chapucer


Gustav Klimnt
©Paolo Sprega

 

 

La strozzatura impedisce
l’affondo completo
così si dibatte la lingua
morendomi dentro.

 

 

Annegare nella pelle il respiro
renderlo acqua, assorbita dal corpo
l’umidore della lingua dentro i cerchi
fino in fondo
così come quando vedemmo quel volo
di falco in picchiata sul lago,
ghermire in un guizzo la preda
risalire dove l’occhio non arriva
ma un silenzio taglia l’aria.

 

 

Seguire con gli occhi le dita
la linea sottile incurvata
disegnando nuovamente la tua bocca
perfetta socchiusa al respiro che danza
seguire lo zigomo alto
la gola l'abbraccio
la mela - mio centro - che addenti.

 

 

Abbandonami le labbra
sui fianchi i seni i palmi
aperti alla luce che filtra
in ombra accartocciata.

 

 

Spargo
le tracce, l'umidore
lingua arguta nell'ingoiare tace
Tacimi la pelle le ginocchia
sedotte dal marmo.

 

 

Tondeggiami
tondo nel chicco
- viola -
succoso scivolando nel palato.

 

 

 

Scompigliami le ossa di un
delirio
di bocca, di mani.
Nel petalo traviato del sentire
l’orecchio trema.

 

 

Benedetto
lo scoppio che dentro ti succede
quando in me zampilli piano.

 

 

Disegnami
la forma del piacere
che penetra la rosa
La vulva che si schiude
stringendosi l'essenza.

 

 

La grazia
conosce la trama del fiore
nel petalo rosa il mio rosa
nel rosso che goccia il mio sangue
la spina che spingi
e lo sai.

 

 

Polifonia
questo sentire
il suono bianco alzarsi,
la mano  -calda - entrare.

 

 

Rosa disteso nell'ocra bagnato
duro, incurante, abbandonato
così lui ti guarda.

 

 

Spingimi,
spingi con tutta la forza
mi troverò sul pavimento freddo
strisciando la pelle
- rosa capezzolo indurisce -
Brivido nel cranio
- la tua presenza
dietro -

 

 

Solleticarti i piedi
in punta di silenzio
giocarti tra le dita
la pelle che sorride.

 

 

Vorrei esserti nel braccio
a sferzare nudi colpi sulla tela
incidendo la tua carne.

 

 

Disumano piacere
premeva i suoi denti
sulla nuca, così esposta
addentando la pelle
di brividi cosparsa e
fremeva, fremeva la lingua
languente inghiottendo
l'esserci, senza.

 

 


-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano
-Redazione
-Direttore di Frammenti: Manuela Verbasi
-Autore di Rosso Venexiano  ©Chapucer
-Selezione Opere: Chapucer
-Editing Manuela Verbasi, Emy Coratti
-Immagine grafica: Paolo Sprega su opera di Gustav Klimnt

 

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