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Una notte sull’Isola di Saffo
 
…nel cuore delle notte la Principessa si rivestì in un attimo e corse nell'ala del Palazzo riservata alla servitù -“svegliati” – urlò bussando con forza alla camera della sua ancella – “un attimo Principessa arrivo” – esclamò la donna dall’interno – “ma quanto tempo ci metti non starai già dormendo!” – la donna aprì la porta con una lampada ad olio in mano, i capelli scompigliati e l’aria smarrita, il seno che fuoriusciva dalla vestaglia messa su in fretta e furia facevano immaginare che la Principessa era forse giunta nel momento sbagliato. La principessa non si curò della cosa e con foga infantile scostò energicamente la sua amica facendo il suo ingresso nella stanza – “ scusa l’ora ma ho bisogno di……..” - non riuscì a terminare la frase – da sotto le coperte del letto della sua ancella faceva capolino una capigliatura riccia e mora – “e tu chi sei?!? Vieni fuori” – esclamò meravigliata l’ingenua Principessa – prima una mano, poi l’altra e poi timidamente tutta la testa venne fuori allo scoperto – “ai tuoi ordini mia Signora” – balbettò tremante il giovane uomo – “Lo stalliere?! E tu che ci fai qui?” – “Ecco….. io mia signora veramente…..” – cercò di giustificarsi il poverino con un filo di voce – la principessa si voltò verso la sua ancella che intanto era rimasta immobile sull’uscio – “…ma quindi tu e lo stalliere……” – “mia signora sai volevo salutarlo prima di partire” – “silenzio” – ordinò la Principessa, poi afferrata una scopa che per sfortuna di tutti si trovava nei paraggi, si rivolse all’uomo – “e tu fuori subito…via … via” – e così dicendo cominciò a percuoterlo sotto gli occhi divertiti dell’ancella – il poverino non ebbe nemmeno il tempo di raccogliere i suoi vestiti e afferrata una coperta per coprirsi alla meglio, si allontanò velocemente fuori dalla stanza senza però riuscire ad evitare alcuni colpi di scopa ben assestati sul fondo schiena – la principessa con quella sfuriata, voleva in realtà nascondere l’evidente imbarazzo in cui si era trovata nell’assistere a quella scena che aveva fatto presagire all’atto amoroso del quale tanto aveva sentito parlare, anche dalla sua stessa ancella, ma di cui in effetti non sapeva assolutamente nulla – voltandosi poi verso l’ancella – “Ecco perché eri così bene informata!?” – le due amiche si guardarono negli occhi e un attimo dopo scoppiarono in una fragorosa risata – “hai visto come correva” – disse divertita la principessa …

Ristabilita la calma le due donne si sdraiarono sul letto e l’ancella iniziò ad accarezzare la bionda capigliatura della sua Principessa – “ma dimmi mia signora cosa ti occorre a quest’ora della notte” – “… avrei una cosa da chiederti …” – il contatto tra le due donne aveva intanto prodotto un’eccitante calore e l’ancella, pervasa da un incontrollabile desiderio aveva iniziato ad accarezzare la sua principessa in maniera sempre più audace - adesso le aveva slacciato alcuni bottoni del vestito ed aveva preso a massaggiarle la spalla all’altezza del collo – la Principessa era estremamente rilassata, traeva da quelle morbide carezze un nuovo ed insolito piacere – si accorse che anche lei adesso aveva iniziato a toccare maliziosamente la sua amica inizialmente le braccia nude, poi il seno nascosto dalla leggera vestaglia – l’ancella incoraggiata aveva perso ogni contegno anche se nella sua opera di seduzione agiva con molta cautela – d’altra parte l’ancella si era vista interrompere cosi improvvisamente quella che sicuramente sarebbe stata una lunga notte d’amore e adesso aveva tutte le intenzioni di riprendersi il piacere che gli era stato negato, piacere che lei avrebbe saputo cogliere anche dallo splendido corpo di un’altra donna e, sotto questo aspetto alla Principessa non mancava assolutamente nulla. Le carezze lasciarono il posto ai baci abbondantemente profusi dalle esperte labbra dell’ancella che oramai aveva scoperto del tutto i seni della sua amica; la principessa sopraffatta da quella piacevole sensazione aveva annullato tutte le barriere mentali innalzate da anni e anni di bigotti insegnamenti - adesso cominciava a sua volta a frugare sotto la vestaglia della splendida amica, sino a toccarle le parti intime – l’ancella da parte sua ricambiava quelle insperate attenzioni con fremiti e mugolii di piacere – i vogliosi baci concessi dalle umide labbra ai seni oramai divenuti turgidi per l’eccitazione, andavano sempre più spostandosi verso la parte bassa del ventre della Principessa che, pervasa da un inedito piacere inarcava sempre più il corpo per apprezzare sino in fondo l’inarrestabile opera della sua ancella. Etynia il satellite dai riflessi rossi era già alta nel cielo mentre l’azzurro Boadicea faceva appena capolino all’orizzonte – la volta celeste era invasa dai colori predominanti dei due satelliti di Sabelicus ma lo scena non fu assolutamente notata dalle due donne che avvinghiate in un voluttuoso vortice di passione, non ebbero tempo di far caso al magnifico spettacolo della natura a cui tante volte avevano assistito senza parlare…

Venne l’alba…

Etynia scomparve all’orizzonte seguita subito dopo da Boadicea - Neurione si sostituì a loro nella volta celeste - il luminosissimo astro sorprese le due donne ancora insieme ma addormentate, sopraffatte dalla stanchezza provocata dall’interminabile notte di passione. La principessa fu la prima a svegliarsi si voltò e osservò la sua compagna ancora addormentata – lo splendido corpo della donna era adesso illuminato da Neurione che con la sua calda luce, ne esaltava tutta la giovanile bellezza.

La Principessa incredula per quanto accaduto durante la notte non sapeva spiegarsi come aveva potuto trarre tutto quel piacere dal corpo di un’altra donna – anni e anni di oscuri condizionamenti le avevano fatto precludere da sempre una simile eventualità ma adesso, adesso che l’atto proibito quanto innaturale si era realizzato, non capiva dove potesse nascondersi il male in quell’azione tanto piacevole quanto dolce – “è forse questo l’amore?” ripeteva tra se disorientata – e poi, come affrontare l’ancella al suo risveglio? Cosa dirle? Come giustificarsi? Si sentiva in qualche maniera responsabile di quanto successo, d’altra parte non era stata lei a piombare nel cuore della notte nella camera da letto di un’altra persona che se ne stava tranquillamente per i fatti suoi – il pensiero dello stalliere che fuggiva via seminudo fece sorridere la Principessa, sulla sedia davanti a lei erano ancora poggiati gli indumenti del poverino – la principessa ancora nuda si alzò per esaminarli meglio da vicino – gli stivali, una giacca in cuoio la stessa utilizzata dall’uomo per espletare i suoi doveri di stalliere, dei pantaloni aderenti – era la prima volta che toccava l’abbigliamento di un uomo – si soffermò ad osservare la fessura chiusa da alcuni laccetti, situata sulla parte anteriore dei calzoni e non poté fare a meno di riflettere sulla sua utilità – con la mente oramai condizionata dall’ultima notte, si portò istintivamente l’indumento sul corpo nudo, comprimendolo contro se stessa con assoluta decisione – chiuse gli occhi immaginando di avere li con se il robusto stalliere – ritmicamente cominciò a sfregarsi il pantalone prima sul seno, poi sul collo ed infine sul viso dove finalmente percepì l’inebriante profumo di uomo largamente decantato dalle sue compagne più esperte e maliziose, il contatto le provocò una vampata di calore – senza mollare per un istante l’oggetto del desiderio, inizio ad accarezzarsi con una mano l’interno delle cosce – poi all’improvviso un rumore nel letto, l’ancella stava per risvegliarsi – mollò di colpo l’abito sulla sedia e si mise davanti allo specchio fingendo di sistemarsi – lo specchio impietoso le rimando indietro una immagine che quasi la principessa non riconosceva ma che la faceva tanto assomigliare alla sua ancella, quando la sera precedente, era venuta ad aprirle con la candela in mano e la vestaglia dismessa.

I capelli scompigliati e gli occhi scavati dalla presenza di borse scure talmente estese da toccare gli zigomi – “per gli Dei, se ne accorgeranno tutti” - si lasciò sfuggire ad alta voce – “ sta tranquilla mia Principessa, un bel bagno e tornerai come prima” – l’ancella oramai sveglia e seduta sul letto, sorrideva sarcasticamente alla Principessa che ancora non aveva avuto il coraggio di voltarsi, limitandosi solo ad osservarla attraverso lo specchio – “coraggio principessa una bella colazione ci rimetterà in sesto – dobbiamo muoverci tu sarai pure la Principessa ma io ho le mie faccende da sbrigare se non voglio sentire le urla del capo della servitù” – la principessa era sempre più meravigliata nel vedere come la sua ancella non facesse proprio cenno alla trascorsa notte, come se fosse accaduto un qualcosa di ovvio e normale.

L’ancella a sua volta non poté fare a meno di notare il comportamento frastornato della sua amica e intuendo il problema la prese per mano facendola sedere sul letto accanto a se – “mia signora” – le disse saggiamente e con quella stessa dolcezza che seppure in maniera diversa aveva dimostrato nel corso della notte – “la nostra asfissiante educazione ci porta sempre a pensare che tutto ciò che facciamo di diverso dalla norma sia peccaminoso e proibito…..” – la principessa con il capo chino ascoltava senza fiatare – “….ma come tu stessa hai potuto verificare, in quello che è successo tra di noi non c’è assolutamente nulla di malvagio – ci siamo amate come non avevamo mai fatto prima, in maniera sicuramente diversa certo, ma ci siamo comunque amate – quali Dei potranno mai condannarci per questo…” – la principessa appariva pensierosa, era convinta della validità delle parole dell’ancella ma temeva che quell’atto avesse fortemente compromesso la sua cosiddetta normalità – “proverò lo stesso piacere con un uomo?” – chiese con un filo di voce – “ma certo…“ – assicurò l’ancella – “ l’importante è amare le persone non il loro sesso…” – poi sdrammatizzando improvvisamente – “e credi me che sono un’esperta, con un vero uomo ti sembrerà di toccare il cielo con un dito…” – concluse guardandola con aria estasiata – “con un vero uomo come lo stalliere?!” – chiese curiosamente ripensando con un tremito agli abiti sulla sedia – “certo come lo stalliere – ma per te mia Signora ci vorrà si un vero uomo ma che sia anche un vero Principe” –

Dopo tanto tempo la Principessa era nuovamente felice, aveva scoperto il piacere fisico e anche se non poteva certo dire che si trattasse di amore comunque era già qualcosa. Euforica, si preparò in fretta e furia e dopo avere fatto un’abbondante colazione in compagnia della sua ancella corse fuori dalla stanza……”ma non mi hai detto il motivo della tua visita?” – le chiese l’amica pensando alla sera precedente … ”non so’…non ricordo più …” - rispose la principessa sorridendo …

 

 

 

 

Ti voglio
 
"... ti voglio ma non è solo sesso ...
ti voglio per la tua pelle, per il tuo profumo, per il tuo respiro, per le tue mani ...
.... e per sentirmi ancora a casa ....
... per un istante ...
...per poi tornare nel mondo reale e continuare a fingere...
... ti voglio ...
... per sempre ..."

Solo per te & Maluan

 

 

 

Albergo a ore
 
... e poi tutto ha inizio ... baci prolungati, audaci carezze e corpi che si intrecciano tra loro avidi di cose ... e poi tutto ha inizio ... baci prolungati, audaci carezze e corpi che si intrecciano tra loro avidi di cose proibite ... dimentico tutto e proietto i miei sensi alla ricerca del piacere da donare e da ricevere ... lunga è la strada che i miei pensieri percorrono e ad ogni angolo un nuovo amplesso attende improvviso ... lenzuola, sudore, sole che fa capolino attraverso i fori di una tapparella ... e il telefono, testimone imperturbabile di mille tradimenti, squilla impietoso ... sussulto ... o è solo indifferenza, tanto sa che non risponderò ... ingordo, curioso, esploro nuovi angoli del corpo attento alle reazioni ... voglioso di nuove conoscenze varco i limiti dei miei tabù ... passi nei corridoi, televisione accesa oltre la parete, risolini sommessi proprio accanto a noi ... ma avremo tempo per questo, avremo tempo per definire squallida questa situazione, avremo tempo per pensare...ma non adesso, dopo avremo tempo per tutto ... dopo ... adesso la lussuria ci tiene per mano e la perversione sorregge le nostre menti ... poi tutto finisce ... l'orologio luminoso del telefono ... "mio Dio come è tardi" ... lei guarda il cellulare senza suoneria: "sei chiamate senza risposta" ... veloci ci rivestiamo scambiandoci impressioni su quell'ennesimo pomeriggio di sesso...scendiamo veloci le scale ... il portiere ci attende ... - "pago io ..." - "... no una volta tanto vorrei contribuire ... " - ... sornione l'uomo intasca i soldi e restituisce il documento, mentre facciamo finta di non notare la cameriera che sale al piano per cambiare le lenzuola nella nostra stanza...fugace saluto e ognuno schizza via a bordo della proprio auto tentando di darsi un contegno prima di effettuare la classica telefonata ... oggi è andata ... alla prossima...
 

 

 

Momento di passione
 
Mi accovaccio dolcemente tra le braccia di un’amante,
vivo e sento il suo respiro,
conto i battiti al suo cuore,
con il palmo della mano,
accarezzo la sua coscia,
e con labbra appena secche,
gioco audace col suo seno …
tutto il mondo pare immobile
mentre il tempo più non vola,
mi accontento del momento,
dell’istante mai passato,
che mi tenga un po’ aggrappato
ad un sogno tutto mio.
 

 

 

Il demone della stanza
 
Semaforo rosso attesa snervante ... nervosamente tamburello con le dita sul volante della "Punto" ... la ripartenza liberatoria è ostacolata dalla lunga fila di auto in coda ... sono quasi giunto ma la distanza pare enorme ... il cellulare continua ad emettere suoni brevi ma intensi, sms impazienti che mi avvisano che sei già arrivata ... imbocco finalmente il viale che conduce al cortile della vecchia casa d'epoca, luogo abbandonato ove recitare le scene più scabrose del nostro "Ultimo tango a Parigi". Eccoti lì con un jeans stretto che evidenzia ogni forma ... così come è aderente la camicetta bianca che lascia intravedere, dal leggero tessuto, turgidi capezzoli eccitati ... ti avvii senza aspettarmi ma il tuo accattivante sorriso mi dimostra che non sei per nulla irritata dal mio ritardo. Infili la chiave nella toppa e apri il pesante portone del palazzo ... ambienti semibui e intriganti salutano il nostro ingresso ... di tanto in tanto persiane divelte permettono l'accesso ad ampi fasci di luce che, proiettati sulle pareti, evidenziano infiniti granelli di polvere ... mi precedi sulla lunga scalinata, portamento eretto e punta delle dita che sfiorano la balaustra in marmo, sai quanto mi piace osservarti mentre sali, sai quanto mi piace ripercorrere con lo sguardo ogni angolo del tuo corpo ... continuiamo a salire verso il secondo piano ... accelero il passo e mentre ti raggiungo ti sfioro con la mano la schiena soffermandomi a giocherellare con la fibbia del reggiseno ... giungiamo sul pianerottolo e seguendo un copione a lungo collaudato, ti poggi contro il muro ... la mia mano sul tuo viso ... faccio scorrere il pollice lungo le labbra rosse e umide aspettando che la punta della tua lingua inizi a stuzzicarmi il polpastrello. il rossetto oramai disfatto si diffonde ovunque mescolato al lieve strato di saliva prodotto dal movimento circolare della lingua ... mi allontani e riprendi a salire, questa volta più velocemente ... entriamo nella stanza vuota, arredata solamente da un materasso poggiato direttamente sul pavimento dell'ampio salone ... ti spingo contro l'angolo vicino e inizio a toccarti il seno ... ma non subito ... non subito ... con l'esterno della mano sfioro appena la camicetta di seta soffermandomi con le nocche delle dita sulle protuberanze dei capezzoli ... l'indice accenna appena ad infilarsi nello spazio presente tra i due bottoni ... lentamente, tanto lentamente ... avverto ora il tessuto del reggiseno ... per un attimo ripercorro col polpastrello il contorno del pizzo avvertendo nel contempo la pelle calda e morbida ... ti sento ... mi senti ... senti il mio desiderio ... il mio respiro diventa affannoso ... per un attimo ci guardiamo con quello stesso sguardo che tanti hanno definito "famelico", uno sguardo privo di amore, privo di volontà, privo di ragione ... la stanza pare abitata da un Demone capace di evocare in noi solamente pensieri e comportamenti primordiali, animali ... improvviso come sempre e tu come sempre mi lasci fare, avida e allo stesso tempo impaurita ... ha inizio il nostro "gioco", sai che puoi fidarti ma al contempo non sai quanto io possa spingermi con il mio "giocare" ... ma in fondo sei qui per questo ... mi piace assaporarti poco alla volta e mi piace concedermi a te allo stesso modo ... ti sfilo i jeans sino alle ginocchia mentre il demone all'orecchio mi suggerisce divertito quello che devo fare ... atti sempre diversi, sempre nuovi, sempre più scabrosi, atti che ti faranno, che ci faranno superare traguardi sino a quel momento ritenuti irraggiungibili ... alcune ore dopo ci ritroviamo nudi sul materasso ... guardi il soffitto estasiata massaggiandoti a turno i polsi resi lividi dal cavo dell'antenna TV che precedentemente con foga ho strappato dal muro: "Demone dispettoso che cosa mi fai fare!!" ... poteva andare peggio, come quella volta che ho trovato una catena ... ma questa è un'altra storia ... apro un contenitore di cibo giapponese e comincio a mangiare direttamente con le mani ... mi guardi divertita: "fai l'amore come mangi", mi sussurri all'orecchio e come tutte le volte ti accovacci alle mie spalle a mo' di zaino facendomi sentire il calore del tuo corpo nudo ... avverto che stai bene, sei appagata, soddisfatta ma so già che nei prossimi giorni mi chiamerai infuriata accusandomi che per colpa mia non sai più fare l'amore "normalmente" e che di questo se ne è persino accorto il tuo fidanzato del momento ... e dopo infinite discussioni sulla cosiddetta normalità mi giurerai piangendo che non ci rivedremo mai più anche se in cuor tuo sai già che non sarà così perchè:

"... io sono l'altro ... l'altro che tradisce e che ti fa tradire ..."

La sera score velocemente sorprendendoci ancora nudi nella stanza oramai buia illuminata appena appena dalle luci dei lampioni del parco sottostante ... abbracciati analizziamo ogni rumore circostante amplificato dal silenzio della casa vuota, mentre il Demone ingordo mi invoglia a continuare ... sei stanca ma sai già che dovrai soggiacere a questo mio desiderio finale ... e sarà proprio questo senso di sottomissione a provocare in te una nuova e convulsa eccitazione che ti condurrà verso nuovi amplessi violenti che metteranno fine a questo lungo pomeriggio di sesso ... sesso a cui non puoi negarti perchè:

"... io sono l'altro ... l'altro che cerchi per fare sesso quando sei stanca dell'amore ..."

 

 

 

Io sono l’altro
 
Io sono l’altro,
l’altro che fugge,
l’altro che tradisce e che ti fa tradire,
l’altro che accoglie ma che allo stesso tempo respinge,
l’altro che non prega ma si dispera,
l’altro che è dominato dall’ira,
l’altro che impreca, che urla e che ribolle,
l’altro che ama,
l’altro che si strugge,
l’altro che cerchi per fare sesso, quando sei stanca dell’amore,
l’altro che sente ogni tuo respiro,
l’altro che scuote tutto il suo essere se non riceve una telefonata,
l’altro che non può più recriminare,
l’altro che ti fa piangere ma che poi asciuga ogni tua lacrima,
l’altro che assorbe ogni tuo dolore,
l’altro che ostacola il tuo destino, ma che poi lotta per non cambiarlo,
l’altro che incatena il tuo corpo e la tua mente,
l’altro che puoi persino picchiare se solo gli doni un po’ del tuo cuore…
io sono l’altro che tenti di dimenticare ma che nei giorni piovosi torna sempre alla mente …
… io sono l’altro che ti cammina accanto,
l’altro con cui i tuoi pensieri parlano,
l’altro che se serve deve anche sparire …
… io sono l’altro che raccoglie il vestito incanto
e lo depone nei cassetti del cuore,
per conservarlo sino a quando sentirai di nuovo il bisogno d’amare…
io sono l’altro …
l’altro che aspetta …
… l’altro che aspetti …
 

 

 


-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano
-Redazione
-Direttore di Frammenti: Manuela Verbasi
-Autore di Rosso Venexiano:  ©maluan
-Editing: Anna De Vivo [Ande]


 

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