Manuela Verbasi | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

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Manuela Verbasi


 
di Massimo Acciai
 

 

Sappiamo che hai iniziato presto a scrivere poesie; da cosa è nato l’impulso a scrivere versi in età così precoce?  

Scrivere, come hai detto bene è un impulso, si nasce con la predisposizione verso le materie letterarie piuttosto che matematiche. Ero brava in italiano.

Hai avuto dei modelli, o comunque dei poeti che hai amato all’inizio?

Beh a dieci anni amavo Italo Calvino, lo trovavo simpatico ma allo stesso tempo diretto ed intelligente il suo saper scrivere coinvolgendo al massimo chi lo leggeva.

Quali poeti leggi oggi più volentieri?

I poeti che scrivono su Rosso Venexiano. Tutti. Dal pimo all’ultimo, e da tutti ne ricevo qualcosa (in positivo e in negativo) prediligendo in assoluto i testi di Giuseppe Pittà: giornalista e scrittore che ammiro e ritengo unico per fantasia e acutezza e per il saper plasmare le parole a suo piacimento, parole che ti agganciano e non ti mollano fintanto che lo desiderano. Adoro l’intelligenza, e lui per me la rappresenta in toto.
Leggo anche Giulia Luigia Tatti  giacché la conosco e l’adoro, per lo stesso discorso sull’intelligenza che metto sempre innanzi a tutto. Lei è caratterialmente l’opposto di come sono io ed ha quello che a me manca (vi risparmio l’elenco J), leggendo i suoi testi seri e sempre molto veri, e dal suo modus vivendi, traggo insegnamento di vita. Poi mi vuole bene veramente, e questo vale tanto per me. Inoltre io sono molto sanguigna e impulsiva, da lei ho imparato ad aspettare prima di rispondere. Non sempre però.

Cosa pensi dei concorsi letterari?

 Non penso…
quelli che organizzo io spero siano visti come un modo per far qualcosa di sensato assieme ad altri, senz’altro scopo che non sia il “giocare” e se poi fra tante poesie, una è piaciuta più di un’altra, so anche che è destino, fato,  e che ci vuole molto poco a giudicare, ognuno lo fa a proprio gusto e in base alla cultura che ha… ma il gusto personale prevale sempre e non è detto che vinca sempre il migliore. Mi riferisco a concorsi dove i testi vengono sottoposti ai giurati, in forma anonima.. in caso di testo firmato, oltre al gusto, gioca molto la conoscenza col poeta, e l’amicizia con lo stesso. Spero non il tornaconto, ma qui ci sarebbe da dibattere ed è meglio lasciar correre. Non credo ai concorsi che chiedono al pubblico di votare: i poeti poco capaci ma con molti amici e la faccia tosta di chiedere che li si voti, facile che vincano al posto di chi meriterebbe ma non attua nessun piano in stile “Vota Antonio”.  I concorsi li organizzo perché piacciono a chi partecipa e li trovo divertenti; tranne il primo concorso a dieci anni, personalmente mai ho partecipato… fondamentalmente non ci credo, o forse non ho bisogno di medaglie per sentirmi più importante. Se vinco un concorso ma scrivo schifezze, non mi cambia nulla… se lo vince chi ha chiesto i voti mi girano pure, per cui evito.

Ci puoi dire qualcosa della tua attività in teatro? Qualche episodio che ricordi in modo particolare? Come e quando è nato questo interesse?

Ho recitato per anni divertendo e divertendomi veramente tantissimo. Ho interpretato con allegria qualche cameriera goldoniana o di Giacinto Gallina,  ma anche la zia d’America in Non ti conosco più… di Aldo de Benedetti. Ho preso parte a commedie difficili e drammatiche. Di tutte conservo le foto ma anche le emozioni forti provate.

Venezia, la tua città, ha senza dubbio un fascino senza età; qual è il tuo rapporto con Venezia? Ha influenzato la tua scrittura in qualche modo?

Venezia per me è un bel quadro. Si arriva dalla terraferma che rappresenta la normalità e ci si ritrova in un paesaggio talmente surreale e suggestivo, che non ci si può esimere dall’esserne condizionati. A me Venezia trasmette la tristezza degli anni che scorrono troppo velocemente, il senso di impotenza per la decadenza di tutto un po’, la violenza del subire migliaia di visitatori maleducati e invadenti. L’atmosfera un po’ retrò, ed il mio modo di essere, sono un po’ veneziani.

Veniamo a Rosso Venexiano (si pronuncia proprio con la “x”?), blog da te creato nel 2006 e che ha visto uno straordinario sviluppo nel giro di breve tempo: come è nato questo progetto? Chi sono stati i primi ad aderirvi?

La x si pronuncia s ed è una caratteristica del dialetto venexiano. Noi la z non la diciamo e la sostituiamo con la s che però si scrive x. Il nome nasce da un foglio colorato dell’amico artista Roberto Matarazzo che mi dedicò e chiamò rosso_venexiano per manu_venexiana, Mi piacevano molto entrambi e li adottai. Il rosso è la passione che metto in tutto ciò che faccio, la sensualità che mi sento, il mio carattere è sicuramente rosso,  la politica della comunità è rossa. Rosso è vivo, rosso è sanguigno, Rosso è un sentirsi così.
Rosso Venexiano nacque per ribellione… vedevo pseudo poeti molto ignoranti e presuntuosi, darsi molte arie d’esser tali ma che pubblicavano decine di poesie non loro. Neruda non me ne voglia, ma fu grazie a lui che decisi che i veri poeti non erano certo quelli che lo pubblicavano godendo dei commenti e degli applausi (che erano per Neruda ma sembrava fossero di chi lo pubblicava!!!)… per leggere Neruda basta Google, tanto per fare un nome a caso.
I primi ad aderirvi, furono poeti trovati per caso nel web, altri non erano nemmeno poeti e non lo sono nemmeno oggi ma si credono tali (Dante gli fa un baffo ai più megalomani) ma se male non fanno perché togliergli una piccola gioia, se nella vita reale sono persone molto infelici e non considerate né realizzate? Qualcuno è ancora dei nostri, molti se ne sono andati via per non aver ricevuto massicce iniezioni di autostima (o meglio: dopo averne ricevute troppe, si sono montati la testa e si sono allontanati) altri fuggiti per un no a qualsiasi cosa che volevano imporre ma non era il caso, o per aver ricevuto una critica sincera e non positiva; recentemente un paio se la sono data dopo aver espresso un’opinione naturalmente molto critica verso altri, ricevuta una risposta molto più critica ai propri lavori ed alla mancanza di rispetto per la libertà altrui (ovvero si sono permessi critiche che poi non hanno accettato), altri ancora sono tornati, molti inviteremo. Le persone peggiori che ho “conosciuto” sono poeti o si credono tali, ma anche le migliori, per questo tengo duro.  Le porte di Rosso Venexiano sono sempre aperte sia in entrata che in uscita. Quando un poeta va via è giusto che vada: il cerchio si è chiuso, la vita è altra ed io non mi posso adattare a mille persone, ognuna diversa, ognuna che dice la sua. Pace a chi va, libertà e serenità a chi rimane e a me.

Un po’ di cifre, per renderci conto della dimensione del progetto: quante persone collaborano attualmente?

Sono iscritti un migliaio di artisti, non solo poeti ma pittori, grafici e fotografi.

Quante visite ha avuto finora?

Rosso Venexiano settecentomila (da maggio 2006) +Frammenti +Rosso foto+Rosso Grafica (abbiamo voluto dividere Rosso Venexiano a settori, per avere più ordine) altri quattrocentomila

Quante visite riceve mensilmente?

Ora,  mediamente 500/600 al giorno reali, viene conteggiata una sola visita ad IP;  (oltre 1000 sommando i vari blog collegati) pertanto siamo sui venticinque/trentamila mensili, non possiamo lamentarci…

Molteplici sono le attività artistiche legate a Rosso; premi letterari, pubblicazioni, settori quali Frammenti di Rosso Venexiano e Rosso Venexiano International (con interesse ed apertura quindi anche alle altre lingue, tra cui… l’esperanto). Ce ne puoi parlare brevemente?

Frammenti è il nostro gioiellino: il museo dove mettiamo le opere che selezioniamo da Rosso e riteniamo di pregio, il luogo virtuale, nelle cui stanze sono allestite mostre di pittura e fotografia, interviste, recensioni a films e libri, raccolte di favole e fiabe, centinaia di racconti di ogni genere, un laboratorio di scrittura narrativa e poesie (ma a breve anche racconti e ricerche) tradotte in varie lingue.
Frammenti è così brillante e vivace da pochi mesi.
Recentemente infatti, si è voluto rinnovarne non solo  il look [uscendo con decisione da un modo vecchio e visivamente pesante di allestire pagine tutte uguali], ma soprattutto  accogliere nuovi progetti. Almeno una decina di persone hanno sempre lavorato e lavorano per Frammenti finalmente  in continua evoluzione, oggi mediamente ha sulle duecento visite quotidiane contro le cinquanta di sei mesi fa e questo per me è motivo di grande orgoglio e soddisfazione. E’ anche l’affermazione che se si lavora bene con apertura mentale verso il nuovo, si hanno risultati maggiori che se si lavora in modo vecchio, scontato ed approssimativo (sembra una cosa scontata, inutile da dire,  eppure se ti trovi davanti a pezzi di legno che ostacolano tutto, non è così).

Un altro gioiellino di Rosso Venexiano è Rosso Foto, diretto e gestito da Paolo Rafficoni, fotografo per passione e persona che ha saputo far fiorire ciò che era un pensiero ed ora propone concorsi bimestrali, mostre antologiche e di fotografi contemporanei coinvolgendo anche gli autori di Rosso Venexiano, invitati a scrivere i loro versi per accompagnare le mostre. Con Paolo, come con me, collaborano una ventina di persone della redazione di Rosso Venexiano che, non dimentichiamo, è in primis, associazione culturale.

Per capire di cosa sto parlando, conviene visitare la home di Frammenti  e di Rosso Foto ed avventurarsi nelle decine di stanze molto curate e particolari a cui tanto lavoro e passione, dedichiamo.

Internet, si sa, mette in comunicazione persone magari lontanissime e nascono amicizie e collaborazioni strette ed importanti anche senza essersi mai incontrati fisicamente in uno stesso luogo; così è anche per Rosso, o qualche incontro dal vivo c’è stato?

Naturalmente con qualcuno c’è stata occasione d’incontro; presentazioni di libri, concorsi, una cena.  Poi naturalmente utilizziamo il telefono e msn per organizzare i vari settori e programmare le varie iniziative..

Ultimamente Rosso ospita una sezione di scrittura erotica; ce ne puoi parlare?

La scrittura erotica, è stata valorizzata dedicando uno spazio elegante e raffinato che è Les Folies érotique, ed è sia sul portale Splinder, che in copia su Canalblog, portale famosissimo in Francia. Les Folies  conta ben duecentomila visite in poco più di un anno.

Progetti per il futuro?

…la realizzazione del sito (che tarda a realizzarsi, perché vogliamo una cosa davvero bella oppure non ha senso nemmeno farlo) che vedrà unirsi i vari blog di cui ho scritto per creare un unico Rosso Venexiano, un “multisala” com’è stato definito più volte.
Progetti personali, due pubblicazioni delle mie quasi poesie, finalmente con due editori seri e non a  mie spese. Il coordinamento per Lietocolle editore di una pubblicazione a livello nazionale di racconti erotici.
Un concorso per le scuole primarie.
Mantenere alto il livello di attenzione sulle attività in corso rimane ad ogni modo, il mio pensiero ed obbiettivo principale.

Mi si accusa d’essere di ferro. Beh non saremmo ai livelli che siamo se non lo fossi,  e non avremmo tanti a copiarci tutto se non fossimo apprezzati…
Ritengo e chiudo, sia meglio essere di ferro che di… qualcos’altro..

 

 4Maggio 2009

Nota: il 23 aprile 2009, un mese dopo l'intervista,  Frammenti ha superato le 1000 visite: (1052) e da quel giorno si attesta sulle 800/900 giornaliere. Lo stesso fanno Rosso Venexiano, Rosso Foto e Grafica. La media adesso è di oltre 3000 visite al giorno.
 

 

-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano
-Direttore di Frammenti: Manuela Verbasi
-Supervisione: Paolo Rafficoni
-Intervista di Massimo Acciai per la rivista di letteratura e cultura  varia "Segreti di Pulcinella"
-Autore intervistato Manuela Verbasi
-Redazione
-Editing: Alexis

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