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Maurizio Triscornia [Matris]

Vento frenetico irrompi a scompigliarmi i pensieri legati sfilacciati regalati esaltandomi cerco piacere e protezione mescolati in romantica armonia

Cenni biografici Nasco a Verona, il 09/02/1963 in una fredda giornata di febbraio, in Borgo Ciodo, a Verona, presenti, la mamma Irma la nonna Angelina e 6 fratelli, l’ostetrica, che a momenti mi fa ammazzare, e il babbo che in quel momento era al lavoro. Alla fine sono uscito tutto bene 4 kg e 300 grammi di rosea carne ossa e cervello. Iniziai subito a darmi da fare, fin da piccolo, collezionavo  giornalini, figurine, giocattoli, e quant’altro il boom economico aveva messo a diposizione per noi fanciulli. Una bella famiglia, tante sorelle, un paio di fratelli e altri due morti già alle spalle, causa di due parti giunti a destinazione, ma defraudati dalla mano della morte. Cominciai con l’asilo a pochi passi da casa mia, ad iniziare il mio inserimento sociale nel gruppo dei coetanei. Già ero a capo di una banda di ragazzini, ben affiatata e coraggiosa, ci iniziavamo divertendoci alla vita. Poi le scuole e tanto gioco libero nei campi sulle montagne limitrofe, bellissimi tempi. Poi finite le scuole medie, che lasciarono in me un segno negativo, per come hanno devastato la mia voglia di studiare. Poi la scuola superiore. La mia famiglia era molto povera ma dignitosa e con un passato, di onestà e di lavoro, umile e rumorosa. Per ragioni economiche, fui spinto a frequentare una scuola alberghiera, distante 35 km da casa mia. In pratica da quel momento in poi cominciò la mia vita raminga, per studio e per lavoro, finiti i tre anni di scuola e già svolto tre stagioni estive, lavorai per qualche anno. Già da 15 anni cominciò il mio interesse per la poesia e per piccoli racconti comici, scritti per il sollazzo dei miei amici. Da li in seguito la passione per la poesia e per le arti, fu radicata e coltivata in me e mai più svanita. Passò il periodo del militare, dove produssi molta corrispondenza e personali scritti, durò giusto 6 mesi poi, fui licenziato. Partii, per la Spagna e ci rimasi per un lungo periodo, poi mi trasferii in Francia al nord est in Champagne, li, restai per circa due anni. In Francia, ebbi modo di ampliare le mie conoscenze nella lingua grazie all’aiuto molto importante di persone che mi sono state vicine e mi hanno aiutato non poco. In particolare Sylvie Paleni, che allora era capo bibliotecaria alla Biblioteca di Troyes, poi a Beaubourg, al centre de Pompidou, poi a Chambery Les halles, ancora siamo in ottimi rapporti, Grazie a Lei ho avuto la possibilità di ampliare in maniera più consona alle mie necessità, inoltre in lingua Francese, fu un periodo di studio molto intenso, li emancipai le mie visioni poetiche, nel perdurare le mie peregrinazioni nelle altre città e tra la natura. Vissi per molto tempo, anche ai margini di quella società reiettata rappresentata  dai  più  poveri, alimentandomi di esperienze e aprendo le mie sfere cognitive in  tutte le  direzioni, un periodo molto importante per la riflessione interiore e per il raggiungimento di una consapevolezza molto alta per la vita, la calma e la dinamicità del pensiero sono le particolarità che mi contraddistinguono. Fatto ritorno a Verona, dopo qualche anno passato nei gruppi di impegno sociale a collaborare per l’assegnazione delle case occupate, partecipai ad alcune lunghe occupazioni. Periodi in cui la democrazia schiacciava la tua volontà di emergere e di giustizia. Ottenni un lavoro e potei, così iscrivermi ad una scuola magistrale serale, per poter ottenere la maturità, da li coltivai i miei interessi maggiori: la letteratura italiana, la musica, l’arte in genere, l’enologia e la cucina, che ritengo praticare come un arte, ed a cui dedico una ricerca direi poetica. Finiti i primi due anni però, l’iniziativa fu sospesa e non si poté più proseguire. Allora decisi di conseguire la maturità tecnica, mi iscrissi alla scuola alberghiera per il 4° e 5° anno da privatista, conseguii il diploma e mi iscrissi a lingue all’Università di Verona. Dopo qualche tempo e qualche esame, rinunciai, per iscrivermi a scienze della formazione. A tutt’oggi ho finito i 42 esami, con buoni risultati, ma alla laurea, non ci sono ancora arrivato. Naturalmente devo sempre lavorare per mantenermi. Dopo il matrimonio, un figlio e un divorzio, ora sono alla fame, comunque lavorando, ma non mi dispero. I miei interessi ludici, sono il nuoto e gli scacchi. La poesia resta il mio scopo artistico maggiore, dove continuo a cimentarmi senza trovar ragione di smettere. Ampliare i miei interessi in campo artistico e culturale, è il mo continuo obbiettivo di vita. In famiglia, siamo tutti baciati per l’arte in casa Triscornia, il nonno di Carrara era un famoso scalpellino del marmo, così pure lo erano ancor più i miei bis e tris nonni, ho un fratello più grande che ora è tenore al teatro di Cagliari, espertissimo di musica classica e lirica. Le mie sorelle tutte legate alla pittura e alla prole, tutte splendide, una madre casalinga, poetessa di una bellezza unica, un padre gran lavoratore pianista e poeta di far suo. Ho un rimpianto, il mio fratellone, che ora è morto, genio polivalente in pittura musica scrittura e composizione, era il migliore. Ora lavoro presso un ex ospedale psichiatrico, ora in cambio di destinazione, per la Dirigenza Medica, mi occupo di accettazione e di attività amministrativa per la psichiatria di un noto ospedale di Verona. Sono stato eletto rappresentante per le attività culturali e ludiche nell’ULSS n20 di Verona, a tutt’oggi in carica. Sono attivo nell’appoggiare ideali di giustizia sociale e di spazi autogestiti per giovani, appoggio le iniziative alternative e sono solidale, con il con gruppo “la Chimica”, che in questo periodo sta passando un gran brutto momento, causa la ostinata opposizione agli di spazi autogestiti, da parte di certe forze politiche che ostacolano la libera associazione ed espressione culturale.
Recensione Immaginare. Non a caso ho scelto questo verbo per introdurre la poetica dell'autore. L'immaginazione, il ponte da varcare per trovarsi sulla sponda sognata, quella che fa parte di un mondo accogliente in cui il quotidiano evapora e si trasforma in fresco profumo.

...immagina, le fresche sere di settembre, il caldo spiantato, dal fresco benessere infuso dopo una giornata di sole...

La ricerca, o meglio, il desiderio pressante di abbandonare una vita in cui si è costretti, si presenta anche come immedesimazione, immersione in una natura spesso descritta con toni pittorici:

...mi carico di vita mi svuoto nel mare del mondo antico...

Catarsi, purificazione, esortazione continua, rivolta a se stesso ed al pubblico dei lettori e degli astanti assorti nel seguire il compiersi di quella che è la tragedia infinita del vivere umano, quasi si fosse in un teatro classico. Ecco l'attore poeta che sentenzia:

dunque siediti se non sai viver con il passo della formica

Racconta l'oracolo, che parla di vita e di morte, di avvenimenti che saranno ineluttabili com'è ineluttabile il ciclo che scandisce il nascere e lo spegnersi di ogni esistenza.

parli di morte sporco straccio di vita scaldato sgelato nei pensieri e muoio..

Coscienza e pensiero, consapevolezza assoluta di quello che è l'illusione, splendidamente resa nella poesia Pittore Pensante.

baldi spruzzi di colore mescolano pensieri e vita prosciugata smaniosa vita sciolta in pasta di luce resinosa e pregna è mastice la colla dei sogni rimasti invischiati in punta di martora ora lo scrigno è riposto nell'ombra di una luminosa mente

Innumerevoli sono gli spunti offerti per riflessioni di questo genere e, in queste brevi note, non è possibile darne testimonianza ma quello che voglio mettere in evidenza è l'estrema densità di temi che spaziano dai grandi interrogativi esistenziali ai piccoli e brevi momenti emotivi della nostra quotidianità Veniamo al verso. Lo scrivere di Matris può sembrare troppo libero, disordinato, intollerante a strofe, rime e assonanze. Si provi però a darne una lettura personale e ci si abbandoni al significato evocativo delle parole, al loro colorarsi colpite dai raggi della propria luce interiore. Questa è una scrittura poetica che va “sentita” e più vi si immerge e più matura. Si apprezzeranno così i versi che come una pila di cristalli sta in fragile equilibrio ma riflette un arcobaleno multicolore di emozioni, un “incantesimo” come il titolo di una delle composizioni proposte. Voglio terminare con un breve verso che altro non è che una domanda, poche parole che però ci svelano in pieno l'animo lirico e puro di questo autore:

ma.. nel buio della notte gli angeli si vestono di sole?

Davide Ferrara


 

Volti scolpiti oracoli di verità
I fini tratti che dei lignei volti scolpiti in nere quercie adombrano la strada recano i segni portanti del sole che li secca e la resina si salda nelle vene stringendo in dura morsa l'immagine di te sa che resisterà per secoli l'inalterata ambrata trasparenza ma si tinge di nerofumo la mia percezione nel dubbio che t'assale e sussurri sospirando parole che feriscono prima il cuore che la mente e lasciano svanire l'amore nel muro del pianto sofferto nella solitudine della tua gioia sottratta dal vento della calunnia


 

Pittore pensante alacre crogiolo sforna pane caldo e mosse visioni sconfinano nell'essenza lascia spazio al cono di luce che varca la stretta calle se medita con i fiori del tuo giardino sfogliati da pennellate di seta rosse e d'indaco morente lasciato il mare blù quel giorno cromato da desii scavato nell'onda rapite le emozioni invecchiamo insieme sonnecchioso pittore baldi spruzzi di colore mescolano pensieri e vita prosciugata smaniosa vita sciolta in pasta di luce resinosa e pregna è mastice la colla dei sogni rimasti invischiati in punta di martora ora lo scrigno è riposto nell'ombra di una luminosa mente


 

Luna menguante
luna calante ai miei occhi chiusi nel vento echeggiar di legni sbattuti sguardo buio nel sole splendente parli di morte sporco straccio di vita scaldato sgelato nei pensieri e muoio.. se gli ori che stipavi gli amori i fiori viventi alimentati in aiuole d'argento scavati ore ed anni liberi da celle oniriche arresto con sanguigni sogni deviati scollati dal sole tramati di te.. lucean d'amore infinito lasciato per caso nel destino a pensare


 

Ultima spiaggia

Anima, si apre si chiude entriamo usciamo calarsi non è sostanza ebbri misteri in scene ripugnanti l'anima vive viviamo nel mondo l'anima muore viviamo nel mondo? resti di macerie fumano brulicate d'odio l'anima si perde è tu, arenato su una spiaggia deserta d'amore di calore umano scrivo il mio nome sulla sabbia e l'onda scava la mia tomba saranno soli saranno reliquie le mie ossa mi carico di vita mi svuoto nel mare del mondo antico ora sono sono bello e brutto persefone mi adora lascio un' impronta nel suolo perché esisto esiste però è una gran gioia trasparire seduti e sollevati nel cuore sotto sopra però sempre avanti in stanche moribonde lettere distorte la sabbia è infinita ma dietro la vita è pericolo e amore miseria deprivata di tutto siamo animali ingabbiati gufi reali con ali spezzate guardiamo è il guardiano del mondo che ci accudisce non parliamo mai presenti i serpenti li divoriamo e braci per lesse parole soffritte sofferte infinite finiremo tutti presagi destini amati anime nel mondo


 

Languida attrice del tuo mondo

sospeso nell'aria il tuo nome scandito premia la scelta creata per caso dal destino, tace la tua ombra, non riesuma parole distratte né canti stonati. non apparecchi il desco rasentando le punte acuminate dei coltelli, non premi e non cedi alle lusinghe di un palcoscenico intatto e mai calcato da attori prodighi di vena, E' tuo, il mondo dei prescelti? E' tua, l'immagine sbiadita appiccicata al muro dei savi? Ritratta dal grigiore della vita, presti, complice il tuo mondo, privilegi e doni ai pochi protagonisti vorticanti attorno ai pregni odori che il tuo portamento aleggia e susciti diniego e il tuo riluttante vortice mescola le carte pescate all'inizio del tuo atto, per volontà degli dei.


 

....... contadini.

Aria di montagna che fresca scendi a valle liberi dall'afosa canicola che umida aggrava i nostri corpi di calura e sudore. Vaghi nel paese infilandoti per le stradine sfatte già fuse dal sole del giorno nei manti d'asfalto stremati neri come la pelle dei contadini infilati in bianche canotte sudate ingiallite incollate su pelli tirate, testimoni nei lavori più duri dove la terra mescola sangue spremuto dove nasce la scelta di vivere percorrendo antiche usanze armonie premiate da gesta quotidiane d'amore per la vita e il seme che l'uomo spande nasce e da frutto lavorato da mani antiche consumate incallite premiate dal raccolto seminato in una primavera di passione dal cervello che come un enorme occhio intriso di saccenza convive nel consolatorio intrigo di un mondo maturato in onde mobili di grano dorato


 

Nascita

Scavi con le dita il pane bianco che sfregola lentamente a terra .. e guardi incerto del passato il vissuto nel ventre bianco di tua madre spinte irreversibili sfiancano le reni e gesta vivide di forza e fretta cercano di uscire da spazi angusti e scuri per uscire illuminando la testa e il corpo del piccolo bambino ora l'assalto e' terminato in un vagito che sfonda l'aria ma il bello .. ora e' passato!! resti tu dilaniata e stanca sorridente ed evasiva attendere al varco la prole amata.. in un gesto d'amore creata


 

-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano -Direttore di Frammenti:  Manuela Verbasi -Supervisione:  Paolo Rafficoni -Autore di Rosso Venexiano:  Maurizio Triscornia  [Matris] -Recensione: Davide Ferrara -Editing: Anna De Vivo [Ande]
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