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Perle di Poesia 39

Fiore Cagnetti -Lontananza   e sopra il cielo senza ragnatele-

 

 

 

Sentieri

Come non crederti
a scrivermi sotto il porticato
un nesso tra giorno e vita
dal ciabattìo dei sandali
sotto lo squarcio rosso del saio
le zampette fogliate
e rincarnata creatura a pregarmi
in questo silenzio freddo dell'alba
il sole occulto ricamato dal cuore
e quando dietro una colonna
rituffando il piumaggio
nell'ombra da dove venisti
ti rammento Eone o Dioscuro
dell'abisso......
Amico pettirosso
del mio granaio di follie
non ti saziare!

©Sulphur

 

 

 

Ricordi

Aspro è il profumo di timo selvatico caparbio di vita
in rocce assolate
terra rossa arida e antica resa dura e ferrigna da venti sprezzanti
salino mare inquieto rumoreggia sibilando negli anfratti
vecchie dimore di lucertole curiose
lontani sentori di fichi d’india ancora acerbi
rifrange la luce sui sassi bianchi e accecanti.
Bacche di ginepro sparse in pungenti rovi segnati dall’arsura, rossastri e aciduli
al tramonto tutto s’acquieta.
Si sparge sottile l’aroma di mandorla dolce
terra desolata e poco generosa s’erge maestosa sul mare egeo
l’isola balza imponente su acque inquiete
schiaffi di schiuma
in alto tiepidi campi
rinfresca il palato il pallido melone
miele di ginestra
ancestrali sapori mediterranei.
il frutto si sposa
fichi colti all’alba da mani incallite
verdi smaglianti
salvia odorosa
nell’aria ondeggia;.

© Robertoerre

 

 

 

Un silenzio sul cappotto

Ondeggiava
sbronza
quella lacrima di cielo
 
e sulla sera
ripose di luce il suo pensiero
 
nel caldo inverno
un ritaglio di nero al bianco foglio
si compose
 
lasciando
il vuoto al volto
della neve.

©Nunzio Buono

 

 

 

Ruggine

Troverò riparo [nelle notti consequenziali]
nelle tue pulsanti inettitudini [che mi vagano copiose in centro]
al cuore che avvampa [in miriadi di policromie].
Rivedo i palmi [seccati dalle tue labbra]
e mi chiedo se la ruggine [sia il rossetto perfetto]
per [noi]. k.

©BloodOfPandora

 

Fiore Cagnetti -Sono qui... in questo mese ti ho atteso, rondine

 

 

Autoritratto

Tornando
d’un fiato azzoppata
mentre di lucida vena
poetica avanzo
non seggo
non pranzo
non leggo
non danzo
profumo
di pianto
avanzo
in ritardo
accelero allora
bloccando l’aurora
su un dito
finché non mi vedo
all’ombra di specchio
di lato assopito
il volto disfatto:
allora rifletto.

©ventodimusica

 

 

 

Frammenti

[non ti fidare d'un bianco sorriso
né delle parole dei sapienti
nelle mani semplici della terra e dei raccolti
troverai pane per sfamarti]
 
***
in punta di piedi
                     su lama di rasoio,
 
                                   [in bilico tra passato e presente]
 
                                         m'innamoro
                                                          d'un paio di ciglia scure
 
                                                 nell'arcata della notte
 
***
 
abbozzi di parole
                           morbide
                           nell'umido delle labbra
sarà carezza la neve
           [senza il suo freddo]
                           nel bianco calore
                                                  d'una pelle di donna
                                                                disegnata tra le righe
  
***
  
cosa mai scivola tra le vertebre
                                           assiderate
                                                          dall'inverno dei sensi?

©Natalia Castaldi

 

 

 

Ho voglia di...

forme-pensiero dilatò
il mandala e una rosa di immagini
gli si aprì a ventaglio dietro
la fronte - col terzo occhio - in un
capriolare all'indietro di dolce
vertigine - fu risucchiato in stanze
della memoria archetipa e
da luce noetica immerso
in una pace amniotica
                      appena un grumo
in sintonia col pulsare di miriadi
di cellule ora si fondeva
col respiro dell'immenso corpo cosmico

© flymoon

 

 

 

Angeli caduti

Non c'è luce nella mia alba
non c'è miele nel mio tramonto
ne speranza al mio soffitto [Purgatorio]
Sono un'anima presa a morsi
in un' angoscia senza tempo [Inferno]
Vago dilaniata
negli inferi
senza quel caldo battito
senza una logica apparenza.
Morte chiamo se non ci sei [Amore]
Tormento dell'anima mia
liberami dalla dannazione eterna [Senza cuore]
Massacrami ancora
amami di immane tormento
caldo amore
Oppure uccidimi
senza pietà
e questa volta
di me
non lasciar traccia.

©Kiara75k

 

 

 

Lacrima

In storto
e nube d’intorno grigia rigira
all’aria
attorciglia
e fino affina
svolta di temporale, la tempesta
molla, s’accheta
arranca l’ultimo suo istante
e goccia vaga
- Andiamo, andiamo
riprendiamo il gioco -
col fazzoletto in mano
accarezzi il viso
ch’è bagnato
E lacrima s’asciuga.

©ormedelcaos

 

 

 

-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano
-Redazione
-Direttore di Frammenti: Manuela Verbasi
-Autori di Rosso Venexiano
-Editing Manuela Verbasi, Emy Coratti
-Opere pittoriche dell'Artista Fiore Cagnetti

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