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Perle di poesia 41

 

Pierre Auguste Renoir

 

 

 

 

 

Sogno

Sogno.
Interruzione. Riluce.
La tua luce,
appresso.
Intermittenza.
Buio interrotto.

Ascolto,
sotto il guscio di una conchiglia.
Onde attraverso.
Attraverso,
e non so nuotare.

Gocce infinite di mare
cadono e si rapprendono.
Cascate di suoni,
tamburellano le mie orecchie.

Soffia un vento caldo,
fra le mie dita spalancate.
Le stringo, terra umida
scivola inquieta.

Scivola inquieta,
sul mio quieto palmo.
Rotola, e si disgrega
sul piano inclinato dell’anima.

Scivola, precipita
al fondo, della mia anima.
Affonda,
i fiori più belli
fuggono la semina.

Nelle fioriere dei miei occhi
sono spuntate anemoni tristi.
Offrono ciglia bianche
al vento d’aprile.

Si spengono,
nella luce di aprile.
Il giorno non è lungo abbastanza
e non le chiama mai per nome.

E così senza nome
e senz’anima,
senza pelle, senza vento
senza respiro e senza, ancora infinitamente senza,

sogno.

Ma è una collana di gigli rossi
quella che io porto.

©yasmina08
 

 

 

 

Spartito dei ricordi molli


Lisa la fronte
tre pieghe buie di gioventù malvissuta
benvessata
tasche grandi a non contenere
e ambra sui pantaloni
coi risvolti buffi di mio padre
coi capelli.

Il mio guardare di carta-barchetta
seguiva la rotta delle lacrimine
che ridevo.

Nelle pozze mi fermerei ancora
a sguazzare come il tuo arrivare in tempo
sulla gamba buona.

© Glasybolas
 

 

 

 

Il senso

S’intralciano le nuvole
in questo tramonto cucito all’orizzonte.
Spumano di nostalgia fermentata
mentre si spegne il bagliore dei ricordi.
Spina nel cielo il senso di quei giorni.

©davedomus
 

 

 

Silenzio dell'anima

Tra oscuri meandri
vaga il mio pensiero,
si inerpica su sdrucciolevoli gradini.
Ricerca invano il silenzio dell'anima,
il frastuono affatica il passo.
L'assenza ristora lo spirito
lasciato a desiderare l'oblio
per ritemprare se stesso
da inutili mormorii.

©marypersempre
 


Pierre Auguste Renoir

 

 

 

L'aria del Negév

Com'era delicata l'aria del Negév verso sera,
con quel suo vorticare una idea di oasi.
Sotto la tenda del cavaliere Blu
il quintetto eseguì una danza
sconosciuta.

Noi due la udimmo. Ci tremarono le labbra.

©argeniogiuliana
 

 

 

L'uomo appeso


sono povero di terra
tra le crepe delle mani

sono un verso

condannato, deriso, violato,
ucciso tante volte per essere salvato

sono labbra e occhi
che cercano cieli di colore

sono l'istante venduto
sulla sillaba di un bosco

l'uomo appeso alle apparenze
nell'attesa di partire

©cino720
 

 

 

Converse e Cointreau

Il cielo abbottonava il suo cappotto grigio
mentre il bouquet di diamanti della notte
diventava l'esca per mille amanti
più ghiotti di noi di buio e sortilegi.
Le bugie danzavano su tavole e velluto
e noi salivamo a fatica gli scalini
e le parole avevano il peso di un revolver.
Non ebbi mai il coraggio di puntarlo.
Ed ero stanco di ricamare chiodi rossi
su quella luna macchiata di negroni
Non smisi un attimo di fissare
le mie converse sporche e logore
mentre tu bevevi il tuo cointreau.
Sentimmo il peso delle nostre spalle
baciammo il gusto di albe con le rughe.
Mi sento cieco quando non mi guardi
mi sento sordo quando non mi parli
mi sento inutile quando non sorridi.

©LePoetClochard
 

 

 

Per tuo amore

Sono giovane quando mi parli e mi coinvolgi nella tua parola, nel tuo sentire, nella tua indiscussa bellezza e poi intensamente nel tuo splendido corpo! Sono giovane quando vivo la certezza di essere amato, di aver trovato la donna del mio cuore, della mia vita, della mia esistenza. Sono giovane perché adesso vivo con il respiro, con il battito del cuore, con il sangue che scorre nelle vene. Prima abitavo il mio corpo in un’anima vagabonda, pensavo all’amore vissuto con pensiero diverso e non come adesso con te! Come posso non essere giovane dopo l’aver partorito con te la mia nascita, quella vera, quella che forse a pochi è data di conoscere. Nell’assoluta verità di essere giovane ancora porto il segno indelebile dell’elisir di lunga vita che solo tu al mondo hai avuto in privilegio potere e solo io ho avuto in dono.

©frank50
 

 

 

Quasi niente

quel poco quasi niente
che porto appresso
come una malattia
una pazzia di sempre
che vesto a cerchi
perché sembri arcobaleno
passa lo stesso muto
tra la gente indaffarata
che ama più i suoni alti
del tintinnio sommesso
di una solitudine.


©brunaccio

 

 

 

Cieco Caos

Scuoiata la notte
indossò
un mantello di pelle lunare
brandì
una falce d'ombra affilata.
Così
il cieco Caos
dagli occhi infiniti
aspettò
un'altra aurora da sgozzare.
Alla fine
grondò
d'angoscia rossastra
l'alba di un giorno
dal sole gelato.

©davedomus
 

 


-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano
-Redazione
-Direttore di Frammenti: Manuela Verbasi
-Autori di Rosso Venexiano
-Editing: Antonella Taravella, Manuela Verbasi
-Segreteria: Eddy Braune
-Opere pittoriche dell'Artista Pierre-Auguste Renoir prese in rete [per qualsiasi impedimento alla pubblicazione, per motivi di violazione dei diritti d'autore, contattaci e rimuoveremo le opere]


 

 

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