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Aldo Feroce

I cartoneros: persone che vivono raccogliendo dai rifiuti i materiali riciclabili ed hanno fatto in modo che l'ingrato lavoro diventasse il modo per riscattarsi, per poter sopravvivere e dare di che vivere alle proprie famiglie e lo hanno fatto organizzandosi in piccole imprese produttive. Come hanno fatto? Sono partiti dal presupposto che la raccolta differenziata è fondamentale per un paese e dato che in Argentina lo stato non la fa, l'hanno organizzata loro. Smettendo di lavorare da soli e unendosi in cooperative in modo da avere maggior forza contrattuale nei confronti delle imprese. Accanto ai cartoneros organizzati ci sono anche quelli che continuano ad aggirarsi da soli, come spettri, nella notte, fra i sacchi della spazzatura. Vagoni speciali per i poveri che rovistano nell'immondizia. Un treno per i viaggi dei «cartoneros». Vecchi giornali, bottiglie usate e carta straccia venduti per pochi pesos. Spesso è l'unico modo per guadagnare qualcosa. I «CARTONEROS» La marginalità e la miseria hanno inaugurato un nuovo tipo di lavoro: il cirujeo, con la sua legione di cartoneros che battono freneticamente gli angoli delle zone più ricche della città alla ricerca di cartoni, carta straccia, giornali e bottiglie. E se la fortuna è dalla loro parte, di hamburger o resti di cibo in buono stato, per accapararsi il loro probabile unico pasto del giorno. I cartonieri sono i maggiori riciclatori dell’Argentina impoverita. Compaiono muniti di ceste e carrelli del supermercato quando cala la notte. Nelle incursioni notturne, famiglie intere aprono e frugano nelle buste della spazzatura. Scelgono e dividono i rifiuti, che poi venderannnno per un pugno di pesos. Il cibo che trovano è solo una tregua dalla fame per i loro corpi magri. Quanto basta per andare avanti fino al giorno dopo, quando ricominceranno a rovistare tra la spazzatura. Carlo, se davvero riesci ad emozionarti, ti capiterà che non farai più foto per caso, farai solo quelle che ti emozionano, andandole a cercare. Io non sono un fotografo ma quelle ore passate con loro dentro la citta' valgono molto piu' di ogni altra cosa. Ho capito che solo chi sta male non si lamenta, ho capito che solo chi conosce il disagio riesce ad apprezzare alcuni attimi che la vita ti regala. Per le strada nessuno offendeva o insultava o dava segni di intolleranza. e perfino le macchine si fermavano al loro passaggio. Chi non aveva niente da dare a volte dava del pane o qualcosa da mangiare. Durante questo tragitto, ho comprato loro un pacchetto di sigarette, delle banane, del caffe' e del latte che ho mangiato con loro. Sai la cosa che mi ha messo in seria difficolta'? La bambina dove loro avevano dimora (ai lati della ferrovia...abituata all' elemosina mi ha chiesto di portarle qualcosa....ecco li sono andato in crisi non ho saputo rispondere e farle nessuna promessa ecco quelle parole rimbombano dentro di me ...non so ancora per quanto chissà se sarò in grado di dare una risposta! Io non sono capace a scrivere o perlomeno non uso la sintassi giusta la mia vita inizia con disagi, non mi prefiggo nulla ma mi piace stare in mezzo alla gente che parla. Il mio progetto attuale è Cuba, lì le persone sono fiere della vita e delle loro precarie situazioni non hanno almeno per una certa generazione ambizioni diverse da quelli che sono valori sociali assoluti ecco vorrei fare in tempo a farlo, attraverso le foto e dopo i cartoneros, mi sono pentito amaramente, credo che portero' un piccolo registratore per registrare la voce di qualche persona da me fotografata.

Aldo Feroce
 


la mostra "Los cartoneros" è visualizzabile qui


Aldo è una persona molto complessa nella sua infinita semplicità, la sua sensibilità ed umanità lo porta ad aiutare e capire quelle persone che stanno al limite della società e che vivono di stenti e sofferenze. Aldo ed il suo mondo fotografico fatto di persone, di volti e sguardi, di occhi che chiedono un senso a questa vita e le risposte sono nelle emozioni che le sue foto ci regalano. Un mondo fatto di dignità, anche se queste persone vivono nella povertà più assoluta, ed ogni gesto diventa un aquilone dove poter portare nel cielo la speranza. La sua sensibilità che diventa solidarietà umana, una carrellata di ritratti intensi, veri e vissuti. Una storia fotografica, l’amore per la vita, il ricordo che si interseca con quel modo particolare di raccontare e di raccontarsi, senza pregiudizi o preconcetti, semplicemente, intensamente. Aldo che viaggia attraverso le realtà più povere e riesce a restituirci mondi lontani che spesso pensiamo non ci appartengono ed una volta entrati in questi occhi, in questi sguardi, in questi volti, non li scorderemo mai più. Questa serie di foto che Aldo ha fatto a Buenos Aires, una città di contraddizioni, dove esiste la ricchezza estrema e la povertà più disperata, un gruppo di persone si sono unite in cooperative per fare un lavoro che non voleva fare nessuno, raccogliere materiali riciclabili, carta, plastica, vetro per rivenderlo a delle industrie che producono beni fatti da questi materiali di raccolta. I Cartoneros, gli ultimi della catena sociale che sono riusciti a riscattarsi con la fatica, quella di tutte le notti passate a raccogliere questi rifiuti, il riscatto una vita fatta di stenti per riuscire a comprarsi da mangiare. Una serie di ritratti ambientati in bianco e nero, il colore del sogno, il colore del reportage più vero, in intense foto, tecnicamente perfette e fatte con sensibilità ed anima, come sempre riesce a fare lui. Emozioni che respirano di vita ritrovata, un lavoro onesto inventato dal nulla, un riscatto sociale fatto di fatica e di dignità, questi sono i Cartoneros, gli angeli della notte, quelle ore in cui le persone ricche dormono, loro lavorano, ripulendo la città dai suoi eccessi, dai sui vizi, dai suoi sprechi. Un treno nella notte, il treno bianco, quel treno che trasporta i Cartoneros dalle baraccopoli di periferia al centro della città, l’unico mezzo che permette a queste persone di raggiungere il lavoro, un treno che trasporta persone e sacchi, sacchi di materiali che saranno poi il loro sostentamento, la loro ricchezza. Un treno gestito direttamente da loro, al treno che proteggono contro tutto e tutti, quel treno che è per loro la speranza di un futuro migliore. Credo veramente che questo sia uno di quei reportage fotografici che rimarranno nel cuore e nell’anima di tutti voi, ogni singolo scatto è una storia, una storia di riscatto e silenziosa vittoria, di una dignità riscoperta. Buona visione a tutti, ne vale veramente la pena e grazie Aldo per averci regalato questa lunga serie di emozioni intense e vere.

Carlo Atzori


-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano
- Rosso Foto -Direttore di Rosso Foto: Paolo Rafficoni
-Supervisione: Manuela Verbasi
-Fotografie: ©Aldo Feroce
-Recensione: Carlo Atzori
-Editing: Rita Foldi
-All pictures ©by the senders
-Le immagini che sono presenti nel blog sono coperte dalle vigenti normative sui diritti d'autore, ne è vietato il loro utilizzo in qualsiasi forma e/o scopo. Chi trasgredisce a quanto sopra è perseguibile a termini di legge. Si può fare richiesta di utilizzazione scrivendo direttamente agli autori o alla redazione di Rosso Venexiano Rosso Foto. Le immagini sono visibili a tutto schermo cliccando sopra la foto (La redazione)

 

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