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Riccardo Giovannini


Un mondo che scompare: i Butteri
Ho il piacere e l'onore di introdurre la mostra on-line di Riccardo Giovannini, da me stimato fotografo, nonchè studioso di storia egiziana ed attento osservatore di un mondo a noi molto più vicino ma ugualmente affascinante. Parliamo del mondo della Maremma, dei butteri, un mondo tramandato dai secoli passati e purtroppo residuale, di cui si va perdendo la presenza e la memoria stessa. Riccardo, attraverso le sue belle immagini e le parole che le accompagnano ci ricorda l'esistenza di questa realtà, ci colpisce attraverso le fotografie, molto particolari, ci mette difronte ad una tradizione viva ed amata tutt'ora dagli abitanti della Maremma. Vi lascio alla visione della mostra on-line ringraziando Riccardo per il lavoro svolto e per averci permesso di godere dello stesso.
 
Paolo Rafficoni
I butteri, sono gli ultimi mandriani d’Europa, cow boy nostrali, muniti di gran forza e coraggio per poter “domare” al meglio una terra dura. In sella ai loro splendidi cavalli, danno la possibilità ai turisti di ammirare in esibizione, quella che è la loro attività quotidiana svolta presso le fattorie.
V'è così la possibilità di assistere, nello splendido scenario di una fattoria storica ad uno spettacolo unico, ricco di storia, cultura e tradizione maremmana, in cui protagonisti assoluti sono i butteri con i loro cavalli e le loro vacche maremmane e che si svolge fra oliveti millenari. Il Buttero ("dal latino boum-ductor, conduttore di buoi o dal greco bùteros: bus, bue e toròs, pungolo") è un personaggio dall' alone eroico, che con il suo cavallo, ha affrontato più di ogni altro la natura ostile e selvaggia della Terra di Maremma. La giornata del buttero cominciava prima del levar del sole quando si recava ai mandrioli per prendere la cavalcatura che poteva scegliere tra le tre o quattro a sua disposizione. Il lavoro vero e proprio si svolgeva poi nei grandi recinti dove pascolavano i branchi di bestie da dover controllare, contare, spostare ed eventualmente recuperare nella folta macchia mediterranea che il buttero doveva conoscere a menadito. Non vi erano giornate facili, ma in alcuni momenti dell' anno il lavoro si faceva ancora più duro, erano questi i periodi delle "figliature", della "spocciatura", della merca e della doma dei puledri bradi.
Oggi il lavoro dei pochi butteri rimasti è molto cambiato anche se è sicuramente al Buttero che spetta il compito di mantenere vive le tradizioni della Maremma. Non siamo nel Texas, dentro un "corral", ma in Maremma, uno degli angoli di terra ancora incontaminata, ove il progresso ha lasciato indenni molti spazi dove le tradizioni di questa gente schietta si ritrovano. Ove scadenze e tradizioni ricevute in eredità nel tempo si rinnovano riproponendosi annualmente. Siamo all'Alberese in una fattoria che alleva bei cavalli bradi, nel cuore del Parco dell'Uccellina. Si ripete un rito che una volta era un lavoro duro, ma anche oggi vive con quei personaggi: i famosi "butteri" i Cow Boys nostrani che ci danno lo spettacolo della "Merca del bestiame brado". - Uno spettacolo di ieri nella Maremma di oggi. Censiti dai "bestiai", i vitelli dell'annata vengono immessi in un labirinto di mandrioli e dopo avviene la "merca",quella cerimonia con cui i puledri entrano ufficialmente nella mandria. Mentre un lungo ferro con in cima il marchio del padrone viene arroventato, uno dei butteri conduce l'animale in un recinto circolare al centro del quale sta un grosso tronco biforcuto. L'animale viene catturato con un laccio e mentre due butteri lo roveciano per terra e lo immobilizzano legandogli le zampe , un altro, preso il ferro arroventato lo marca a fuoco. Ma data la crudezza dell'immagine che avviene realmente, oggi per lo "spettacolo" al quale assiste un folto pubblico, viene eseguita una finzione. Ma la scena resta sempre immutata: polvere, fatica, sudore, muggiti, nitriti fanno da coreografia a questa stagionale cerimonia che si ripete. Perché come ieri, anche oggi rimane uno dei tanti momenti d'incontro, legati alle faccende della campagna: cose semplici, di uomini semplici che giunte sino a noi sono divenute simbolo di una trascorsa cultura. Una cultura che rappresenta un momento di continuità tra passato e futuro che occorre assolutamente preservare e ricordare.
 
-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano
- Rosso Foto
-Direttore di Rosso Foto: Paolo Rafficoni
-Supervisione: Manuela Verbasi
-Autore Fotografie: ©Riccardo Giovannini
-Autore Testi: Riccardo Giovannini.
-Presentazione: Paolo Rafficoni
-Editing: Paolo Rafficoni, Anna De Vivo

-Le immagini che sono presenti nel blog sono coperte dalle vigenti normative sui diritti d'autore, ne è vietato il loro utilizzo in qualsiasi forma e/o scopo. Chi trasgredisce a quanto sopra è perseguibile a termini di legge. Si può fare richiesta di utilizzazione scrivendo direttamente agli autori o alla redazione di Rosso Venexiano Rosso Foto. Le immagini sono visibili a tutto schermo cliccando sopra la foto (La redazione)

 

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