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a cura di Anna De Vivo e Immacolata Cassalia

Stan Getz

Stan Getz - Kenny Barron
People Time
3 - 6 marzo 1991

Stan Getz - Tenor sax
Kenny Barron - Piano

Oggi vorrei invitarvi all’ascolto di un brano che è entrato nella storia della musica jazz per la particolare e meravigliosa esecuzione che ne fecero Stan Getz e Kenny Barroon durante un concerto a Copenhagen (Jazzhus Montmartre, 3-6 marzo 1991), di cui abbiamo fortunatamente una fantastica registrazione live.
Il Cd si chiama “People Time” ed il brano che per primo mi capitò di ascoltare e che non ho più dimenticato è: “First song (for Ruth)” di Charlie Haden.

Biografia
Stan Getz - vero nome Stanley Gayetsky - (Filadelfia, 2 febbraio 1927 – Malibu, 6 giugno 1991) è stato un grande sassofonista statunitense di musica jazz: è noto per il suo lirismo e lo straordinario calore del suono del suo sax tenore.
Getz nacque a Filadelfia il 2 febbraio 1927 da genitori ebrei di origine ucraina e cominciò a suonare prestissimo. Fece le sue prime esperienze musicali nelle principali orchestre dell’epoca, come  quella di Stan Kenton nel '44, nella formazione di Jimmy Dorsey nel '45 e nell'orchestra di Benny Goodman nel biennio 1945-1946.
Nel 1947 suonò nel complesso di Tommy De Carlo con altri tre tenorsassofonisti, Jimmy Giuffre, Herbie Steward e Zoot Sims. I quattro vennero notati da Ralph Burns, arrangiatore di Woody Herman, e scritturati in blocco per la costituzione della seconda grande orchestra del musicista di Milwaukee.
Il periodo 1950-1960 fu per Stan Getz una stagione d’oro. In questi anni, utilizzando un fraseggio limpido e pacato, contribuì a proseguire e a rivalutare l'opera di Lester Young, ispiratore dei più grandi sassofonisti di quel periodo.
Nel 1958 Getz, a causa di problemi di droga, dovette lasciare gli Stati Uniti e si recò in Danimarca. Quando ritornò, dopo qualche anno, fece fatica  a inserirsi nuovamente nel panorama musicale statunitense e a trovare ingaggi.
Dopo 10 anni di grandi successi Getz era passato di moda e suonava prevalentemente in locali semivuoti.
Nei primi anni sessanta, quando iniziò la stagione della bossa nova , Stan Getz diventò uno dei più fervidi sostenitori di questo nuovo genere, ed assieme al chitarrista Charlie Byrd registrò l'album Jazz Samba, che conteneva brani di Antonio Carlos Jobim.  L’opera è considerata il disco di jazz più venduto di ogni tempo, ed in particolare il singolo Desafinado (che valse a Getz il Grammy for Best Instrumental Jazz Performance nel 1963), ebbe uno straordinario successo commerciale.
Dopo i suoi grandi successi, Getz non smise di  ricercare nuove strade, continuando a sperimentare altre sonorità: collaborò con Chick Corea e Stanley Clarke, facendo una incursione nel campo della fusion e provò l'elettrificazione del proprio strumento con l'Echoplex, ma fu valutato negativamente dai critici.
Dal 1987 in poi, fu impegnato nel disintossicarsi dalla droga. È di questo periodo la collaborazione con il pianista Kenny Barron, che Getz descrisse come "la sua metà musicale".
Si ammalò poi di un cancro al fegato e morì nel 1991 a Malibu (California).

Il concerto di Copenhagen si tenne in un periodo in cui Stan Getz era nella fase terminale della malattia che lo portò alla morte, solo tre mesi dopo, il 6 giugno. In particolare l’interpretazione di “First song” esprime un concentrato commovente di bravura, malinconia e poesia di un grande musicista che sa di essere alla fine della sua carriera. Durante tutto il brano il grande Kenny Barron accompagna al piano facendo scivolare in sottofondo le sue note in maniera magistrale, mettendo in risalto la melodia e la voce del sassofono con grande sensibilità, fino ad esprimersi in un assolo di grande effetto. Quando, in un secondo momento, rientra Stan Getz, la sua musica  viene salutata da un’ ovazione del pubblico presente. In tutto il brano la coppia esprime un lirismo senza uguali, regalandoci, in un affiatamento unico, un brano di musica da considerarsi davvero eterna.
Per non rovinarvi il piacere assoluto di questo ascolto, non scriverò più nulla: se troverete un momento di totale silenzio, da soli o in compagnia, per vivere solo quei pochi minuti intensamente, farete un’esperienza davvero indimenticabile.
E se volete un'ottima trascrizione delle improvvisazioni di Stan Getz, a cura di Paolo Mannelli, assieme al brano mp3, troverete entrambe su questo sito: Jazzitalia

Buona musica a tutti!
Annamaria [ventodimusica]



-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano
-Redazione
-Direttore di Frammenti: P. Rafficoni
-Supervisione Manuela Verbasi
-Stan Getz
-Editing Emy Coratti, Manuela Verbasi, P. Rafficoni
-Immagini e ricerca dal web, biografia e recensione di Annamaria [ventodimusica]

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