Sguardi in abisso
In abissi sguardi chiari
Negli accesi abissi bassi
Lascia che sia così...

che io smarrisca nei meandri del tuo essere...
che m'abbandoni alle tue mani e alle tue labbra...
di ciò rendimi partecipe con tutta te stessa...
dei tuoi umori che sanno di sale e spezie...
Lettura di Ezio Falcomer, testo di Manuela Verbasi
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Mi piace questo elemento aria, questo vento, che invade un vissuto, sconvolge e fa galleggiare gli oggetti, li feconda, polline, e il rapprendersi in fine della materia nel liquido più forte, nella fluida ma densa unione
Ezio Falcomer
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Cose così [ora c'è aria]
(Scritto da © Manuela ) Abbandonato dietro la porta d'una stanza
il letto è un campo di spighe a scivolarci vento silenzio del senso nei sensi e dentro iridi rapaci di verde trattenute piano dal respiro distanze perdute in una tenda leggera fra premure e paure avvedute che ora c'è aria tra le mani carni e odori a rimembrare d'aver vissuto i lividi d'uno sguardo che piove acqua da bere amore amore dalle tue mani |
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Editing: Anna De Vivo
...Leggi tutto »Sguardi
sguardi ansiosi di occhi velati da liquidi cristalli
rimandano immagini di volti dispersi tra la folla
l’attesa di te finisce nel tempo che intercorre
tra la malizia del verde di due occhi di giada
e il nero fuoco del mio sguardo che li incrocia
ora si asciugano le lacrime represse per ritegno
l’amore dimentico è perso nel volger di un attimo
come in un gioco di specchi che si riflettono
così occhi diversi raccontano una nuova storia
dove l’attesa dura solo il cenno di uno sguardo
E' bastato uno sguardo
mi guardavano con aria un po’ distratta
dal sotto in su fuggendo tra le ciglia
due occhi grigioverdi da consumata gatta
incrociavano i miei fingendo meraviglia
poi si sono fermati aprendosi al sorriso
allora ti ho guardato dicendomi sorpreso
da tempo questo gioco rischiarava il viso
ed alle differenze tra noi non davo peso
abbiam parlato a lungo senza aprire bocca
occhi negli occhi senza profferir parola
quando è la tua ora l’arco il dardo scocca
basta uno sguardo ed il tuo cuore vola
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Dedicato ad Hannah

ormai ci siam tutto detti,ci siam dati tutto
non rimane che un vuoto ora...
da troppo da sempre taciute...
come onde del mare in tempesta
come fuoco che arde e consuma...
che t'amo e tu m'ami...
di un'universo una stella soltanto
di una lacrima amara di un giono felice...
posso scrivere i versi per te....
Lo sguardo di NIma
Sul ponte del mare
ho raccolto lo sguardo di Nima,
mentre il sole
rifletteva cavi d’acciaio nei suoi occhi.
Onde marroni
trascinavano relitti
alla foce del fiume.
Barche di pescatori
ondeggiavano irriverenti,
mentre Nima
con la mano seguiva
neri uccelli stranieri.
I suoi occhi mi parlavano
di dolore,
sul ponte del mare
Nima tremava.
Pescara è una città
che capisce gli sguardi,
ha ancora echi
di giorni di guerra
tra le sue fondamenta di sabbia.
Pescara conosce Nima
e forse l’ama,
ma lei guarda i relitti
che il fiume trascina
e pensa a sua madre.
Non volare Nima,
non volare,
guarda i miei occhi
e il pugno contro il cielo
che lancio
per rompere il cristallo
del tuo dolore.
Riflessi in noi
abbrividite dal sole
che bruciando cresce
nel profumo della notte.
Il tuo sguardo piove
tenere gocce smeraldine
su lingue di fuoco vermiglio
da attraversare avvolta
in una tremula vertigine
per arrivarti incontro.
Quando sciolto ogni trucco
fra ciglia bagnate di luna
e sudore mi bisbigli
nei riverberi inestricabili
del cuore un sorriso di baci
oltre il buio in fondo
agli occhi, improvvisi
scrigni riflessi in noi.
scoprimi
"non fissarmi
dai corpo
al mio specchio
c'è una ragione
intima
nel suo nascere"
Le Tue Trecce
lungo più del vecchio manto
facevi un nodo, primo avvio
memoria del gesto,
poi iniziva veloce il guizzo
diviso per tre
come un triangolo amoroso
che segue un percorso
di onde uno sull'altro
fino all'estremo ,concluso il lavoro
ritornavi bambina vezzosa
nello sguardo,
poi arrotolavi su se stessa
la prima treccia sopra una tempia
poi lo stesso lavoro sull'altra poi l'incrocio del cordoncino
da una all'altra e per conclusione un fazzolletino nero
a coprirle,
che buffa pensavo
mi sembra una capretta
e giù una risata
e tu con me nonna,
rito,
antico
de sos cuccos"














