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Olocausto

La Sala dei Nomi dello Yad Vashem a Gerusalemme con foto e nomi di vittime ebraiche dell'Olocausto.jpg
Il termine Olocausto indica, a partire dalla seconda metà del XX secolo, il genocidio di cui furono responsabili le autorità della Germania nazista e i loro alleati, dello sterminio di tutte le categorie di persone ritenute dai nazisti "indesiderabili" o "inferiori" per motivi politici o razziali, tra cui gli ebrei d'Europa. Oltre agli ebrei, furono vittime dell'Olocausto le popolazioni slave delle regioni occupate nell'Europa orientale e nei Balcani, neri europei e, quindi, prigionieri di guerra sovietici, oppositori politici, massoni, religiosi cristiani, minoranze etniche come rom, sinti e jenisch, gruppi religiosi come Testimoni di Geova e pentecostali, omosessuali e persone con disabilità mentali o fisiche
 
Percentuali e numero delle vittime dell'Olocausto secondo i dati dello United States Holocaust Memorial Museum.
Vittime % Numero (approssimativo)
Ebrei (Jews) 42% 6 milioni
Polacchi, Ucraini e Bielorussi (Ethnic Poles, Ukranians & Belarusians) 22% 3,5 / 4 milioni
Prigionieri di guerra sovietici (Soviet POWs) 20% 3 milioni
Politici (Politicals) 10% 1,5 / 2 milioni
Jugoslavi (Jugoslavia) 3% 320 000 / 350 000 (serbi); 20 000 / 25 000 (sloveni)
Rom 2% 196 000 / 300 000
Disabili (Disabled) 1% 250 000 / 270 000
Altri (Other) 1% 5 000 / 15 000 (omosessuali); 1 900 (testimoni di Geova); piccoli gruppi di afro-europei; ecc.
 
Vittime dell'Olocausto sono state tutte le persone uccise a seguito delle misure di persecuzione razziale e politica, di pulizia etnica e di genocidio, messe in atto dal regime nazista del Terzo Reich e dai loro alleati, tra il 1933 e il 1945.
 
La parola "Olocausto" deriva dal greco ὁλόκαυστος (holòkaustos, "bruciato interamente"), a sua volta composta da ὅλος (hòlos, "tutto intero") e καίω (kàiō, "brucio"), ed era inizialmente utilizzata ad indicare la più retta forma di sacrificio prevista dal giudaismo. L'Olocausto inteso come genocidio degli ebrei dovrebbe essere identificato più correttamente col termine Shoah (in ebraico שואה‎?), lett. "catastrofe, distruzione", termine citato ad esempio nel Libro del Profeta Isaia 47,11, in quanto, con questo termine, non è previsto un riscatto o compiacimento divino come effetto di così tanto sacrificio di vite. Lo storico Saul Friedländer, nel libro Gli anni dello sterminio, descrisse la Germania nazista e gli ebrei, titolando "Shoah" la parte terza della sua opera, in cui narrò lo sterminio nel periodo 1942-1945, e trovando così ragioni storico-politiche nel diffuso antisemitismo secolare.
 
L'eliminazione di circa i due terzi degli ebrei d'Europa venne organizzata e portata a termine dalla Germania nazista mediante un complesso apparato amministrativo, economico e militare che coinvolse gran parte delle strutture di potere burocratiche del regime, con uno sviluppo progressivo che ebbe inizio nel 1933, con la segregazione degli ebrei tedeschi, e che poi proseguì, estendendosi a tutta l'Europa occupata dal Terzo Reich durante la seconda guerra mondiale, con il concentramento e la deportazione, e quindi culminò dal 1941 con lo sterminio fisico per mezzo di eccidi di massa sul territorio da parte di reparti speciali e, soprattutto, in strutture di annientamento appositamente predisposte (campi di sterminio), in cui attuare quella che i nazisti denominarono soluzione finale della questione ebraica. L'annientamento degli ebrei nei centri di sterminio non trova nella storia altri esempi a cui possa essere paragonato, per le sue dimensioni e per le caratteristiche organizzative e tecniche dispiegate dalla macchina di distruzione nazista
 
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Fonte Wikipedia

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