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Storia di una parola: i Magi.

"  I magu-  sono i tecnici del sacrificio  di origine  medo-persiana ,ma con il tempo anche  Zoroastro viene  associato a loro. Le controversie  politiche relative  alla vicenda di  Gaumata  *  rendono  famosi  i magu- in tutto il mondo , ma la loro fama è sinistra e ciò aiuta a comprometterne il  nome , che in Grecia assume una coloritura  ambigua e spesso  negativa. Ciò nonostante, sempre in Grecia ,resta ben salda la momoria della tradizione   religiosa di tale categoria sacerdotale e sapienzale, anche se il complesso incontro culturale  che avvicinava iranici e popoli  semitici potè  generare un ambito  particolare in cui proliferarono  i Magusei,  esperti di divinazione, simili in molti aspetti ai Caldei. Tale vicenda segna in modo quasi irreparabile  l'immagine  diffusasi in Occidente  del clero iranico  dei magu- .Allo stesso modo , anche il multiforme campo  semantico  connesso alle loro tradizioni, pratiche e dottrine, ossia alla  mageìa, ne verrà definitivamente intaccato. Non è infatti  un caso se l'uso  europeo del termine  " magia" discenderà proprio da tale accezione,oramai compromessa, definitivamente assunta dal latino " magia", quando invece abbiamo  visto che per la scuola platonica proprio il  termine greco  magìa aveva una valenza ben più profonda.**
Pertanto  il coesistere  di due principali accezioni  semantiche  nel greco  màgos , una solo  negativa, l'altra positiva ( o neutra) designante invece i cultori dello zoroastrismo,lascia i suoi effetti nelle diverse traduzioni dei testi  ebraici e cristiani. Nel libro di Daniele gli oneiromanti  babilonesi diventano  màgoi, così come màgoi  sono i  vari stregoni antagonisti  degli apostoli in Atti. Al contrario, il Vangelo di  Matteo  mette in scena di nuovo i màgoi, che , però, nulla hanno da spartire  con gli interpreti incapaci della corte di Nabucodonosor, nè con  gli antagonisti di Pietro o di Paolo.
Quando i màgoi diventano  magi  nella versione latina del vangelo, la pronuncia   doveva ancora essere vicina a quella  classica , quindi tali  magi erano chiamati maghi; solo con il passare dei secoli ,il latino magi sarà promunciato con una  velare-palatale ( quindi " magi"), come facciamo noi oggi.
Si  creano però  le condizioni per una sorta di pasticcio linguistico, che diventa palese proprio in  italiano: la forma magi , preservata secondo la pronuncia del latino  tardo ecclesiastico, dovrebbe essere normalmente  resa come  " maghi", sulla base del singolare magus>italiano mago. D'altro canto, come si potevano denominare " maghi" ( quindi  stregoni, o peggio)  i poveri màgoi  venuti a Betlemme  in visita del Salvatore? Per evitare una sorta di uso blasfemo , si è creata una  sorta di tabù linguistico, il quale ha fatto sì che nel caso della vicenda della natività, i magi del testo latino, che altri non  sarebbero se non dei " maghi", verranno chiamati e pronunciati " magi", come se si mantenesse la pronuncia latina tarda anche in italiano. Per questa  ragione abbiamo un  doppio plurale  del singolare mago: maghi e magi, anche se si tratta  esattamente della stessa parola. Tale differenziazione si spiega per via della  forte divergenza semantica.
Possiamo allora affermare che l' antica ambiguità  contenuta nella voce greca  màgos/màgoi  è stata disambiguata  in italiano, creando così una duplice forma...Bisogna inoltre puntualizzare che in persiano moderno  non si è prodotta alcuna associazione  negativa tra i " magu- "intesi come  sacerdoti iranici ,e la volgare magia degli stregoni, ossia i " maghi"...Al contrario, i sacerdoti  zoroastriani sono ancora oggi denominati in persiano come muy (...) " uomo-mago" ...., mentre " magia" e " stregoneria " sono indicate  con jadu , termine di antica derivazione  indoiranica....  ( stregone)."
 
Da  "  I Magi e la loro stella" - Storia, scienza e  teologia di un racconto evangelico - di Antonio Panaino, specialista di lingue e religioni dell'Iran preislamico.
 
n.d.s:
*- Gaumata fu un mago Medo, usurpatore del  trono di Persia, con inganno  e assassinio, mentre  era assente  Cambise ( 522 a.c.). Venne poi smascherato da  Dario I. Il fatto fece enorme  clamore nel mondo antico, individuando il Mago come soggetto ingannatore e subdolo.
**  l'autore si riferisce al fatto che in un passo dell' " Alcibiade", opera di Platone, la mageìa di Zoroastro è presentata non come magia, ma come " cura degli dei",in riferimento al  magos non come stregone ma come un tecnico del sacro di  una cultura diversa ( Medi e Persiani). I màgoi, invece , a partire da Eraclito  quindi Ippocrate, Gorgia, Eschine, erano sinonimo di  ciarlatani , stregoni, abili nella parola e scienze occulte.
 
 
 

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