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Ninì

ciao-arrivederci-alto-cane-cinque-26693145.jpg
Io mi chiamo Ninì
e quasi ogni sera sono qui,
sotto ad un lampione
che mi sembra di abitarci.
Insieme a me,
che sono quella dai capelli neri,
c'è la bruna che sorride,
come se andasse
ogni volta ad una festa,
e la bionda,
tanto giovane
che non può essere che bella.
 
Sotto ad un lampione,
tutte e tre,
aspettiamo qualcuno che ci compri,
per il tempo che ci vuole.
Non c'è tanto da aspettare,
perché abbiamo buon mercato
e ci sappiamo fare.
 
Quando torno dai miei giri,
se c'è un po' di calma,
mi sorprendo a cercare la mia stella,
che riconosco,
anche se mi gira le spalle.
 
E’ la stella che mi tenni al petto,
quando mi misero su quel barcone,
come un sacco di spazzatura
stipata in una discarica qualunque.
Io che non so nuotare,
mi aggrappai alla fortuna,
con la speranza
che avesse braccia forti,
per tenermi a galla.
E fui fortunata,
perché riuscii ad abbrancare
un salvagente di soccorso,
mentre qualcun altro
venne portato via dalle onde.
 
"Sono fuggita dalla mia terra,
non per cercare posti più belli,
ma perché inseguita da fame e guerra."
 
Ecco!
Quando mi viene una rima,
per me, è un momento triste,
perché penso alla poesia
della mia vita
che un bruto,
con prepotenza,
mi strappò dal pugno,
con la sua indecenza.
A ripensarci,
sento ancora il puzzo del suo sudore
e l'urto appiccicoso della sua carne sulla mia,
che nascerei di nuovo,
per uccidermi da sola!
 
Non ho scelto io
di stare sotto ad un cono di luce,
sia esso un lampione
o lo sguardo di un cliente,
ma quando sei solo un nome,
che non puoi spendere in niente,
e vai alla deriva,
in un mare senza approdi,
è la Sorte che ti tira i dadi.
Il numero che uscì,
fu quello di una porta
da cui fui costretta ad entrare,
per prendere posto
in questo recinto
di pecore da tosare,
senza avere vie di fuga
in qualche angolo sicuro.
 
Non ho più voce,
né forza e nè pianto,
per gridare la mia rabbia soffocata!
 
Meno male, però,
che posso aggrapparmi
ad un pensiero bello
che è il figlio
che mi aspetta a casa.
 
L'ho chiamato Cocò
ed è un cane coccolone.
L'ho trovato,
in un cassonetto,
in una tarda notte,
in cui io non cercavo niente,
ma lui cercava me.
 
Ma eccomi qua,
come quasi ogni sera,
sotto ad un lampione,
con i tacchi a spillo,
con le calze a rete
e con la gonna corta,
ad aspettare qualcuno
a cui non posso dire di no.

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