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Commento alla giornata della donna

Ho seguito con interesse quanto avete scritto per commemorare "Il giorno della donna"
L'ho fatto per rendermi conto di come questa ugusglianza dei sessi sia veramente effettiva per le leggi Italiane e come pure quale sia veramente la situazione pratica di tale uguaglianza.
Particolarmente leggendo Franca Figliolini e Franco Pucci comprendo che diversita` esistono piu` che mai e che purtroppo la donna italiana sta` pur sempre al secondo posto sotto la dominanza della arroganza maschile.
Come ben sapete vivo in un paese Anglosassone da un cinquantennio, quindi ho avuto modo di assimilare il pensiero, leggi, e capacita` di questo paese democratico, democrazia che e` molto simile ad alle migliori nel mondo.
Naturalmente anche qui durante questi lunghi anni vi sono state le dovute lotte da parte delle donne ma quei diritti ai quali miravano penso siano ben stati raggiunti, sia nel riconoscimento delle loro capacita` di lavoro, sia nel nucleo famigliare come pure sul lato della compensazione monetaria per i servizi che prestano.
Voglio dire ai miei amici che sono lassu` e lottano ancora per i loro ideali, che sono solidale alle loro lotte e mi auguro che ben presto ne riceviate i dovuti riconoscimenti.
Ora come conclusione voglio farvi notare che come oggi, qui` in Australia, le cariche prominenti della nostra costituzione sono sotto la guida femminile, cosi` abbiamo sia il Primo ministro come pure il Console Generale rappresentante della Regina Elisabetta, come competenti rappresentanti della nostra vita civile sia in Australia che all'estero.
 Be`, e giustamente, poiche` viviamo in uno stato di democrazia, quando necessario il pubblico non e` schivo di porre i loro commenti a chi e` in comando.
Ma questa e` come la democrazia (la vera!) deve lavorare. Ognuno si sente responsabile della buona condotta e della salvaguardia di parola, leggi, abituduini che ci uguaglino e che ci faccino sentire uguali, uomini e donne, tutti ugualmente capaci e volenterosi.
Queste sono le mie conclusioni a quanto voi lassu` avete scritto. Nel mio cuore sono ancora Italiano, e percio` amo ancora il paese delle mie origini. Voglio dare riconoscimento a mio nonno paterno, un grande socialista che lotto` e sofferse per vedere l'Italia marciare verso una uguaglianza di pensieri. Penso che se lui potesse leggere ora a quanto ho scritto, mi darebbe il suo consenso con orgoglio.
Quindi dico a voi donne italiane, lottate per le vostre liberta` sociali e politiche ed ponete la vostra forza per convogliare a questo debole governo, che avete lassu`,  la   necessita` di apporre le necessarie modifiche alle leggi odierne per uguagliarvi non solo a parole ma anche in fatti sostanziali e reali.
A tutti voi un caro abbraccio
Carlo Gabbi 
  

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