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Concetta Ramondino - Maschere

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L’idea geniale d’interferire con le proprie diverse personalità, di distinguerle e adattarle attraverso una metamorfosi, un camuffamento del proprio pensiero sdoppiandolo e ricostruendolo in “Maschere”, convalida lo sviluppo del disegno limpido e lineare di quei segreti inconfessabili altrimenti reclusi. L’impeto e lo slancio delle passioni, dei tormenti e di tutti quei desideri inscrutabili e cruenti, esposti in forma pacata e nobile, hanno, in tal modo, libertà di espressione vivendo nelle loro maschere modellate in perfetta calzante somiglianza. Una ”enallage” dell’io femminile non visibile per offrirlo all’immortale! Per necessità, per esaltazione della propria coscienza, per esigenza, l’autrice ricostruisce legami soggettivi tra pensiero e azione in uno scenario temporale dilatato o del tutto assente, per esaltare e porre continuità, il più delle volte, alla sola riflessione. Il gioco perenne dell’apparire in una delle cinque maschere così come può in quell’attimo a lei giovare, ma anche la capacità d’imporsi emotivamente e sentirsi anche narratore senza maschera, coinvolta nelle trasposizioni, nelle rivelazioni più intime, nei gesti enunciati con eleganza altrimenti non possibile, pur rapportandoci inevitabilmente al pensiero del Pirandello, vivono di luce originale e propria. Non si può che non elogiare il desiderio di rendersi l’amante di ogni lettore, di portarlo con sé nella vasta e sconosciuta sfera dell’esistenza per scardinare e sciogliere gli enigmi virulenti che tormentano l’uomo, svelare il mistero dell’amore e produrre metodi terapeutici alle sofferenze. Io non so come sia stato possibile confluire pensieri di così vasta e vera espressività in pagine bellissime e con un linguaggio meritevole d’attenzione per rilevanti note di suggerimento ad una scrittura moderna e innovativa. Durante tutto il percorso, il lettore, pur trovandosi di fronte al dubbio se ciò che è scritto è reale o di sola fantasia, non sarà mai distolto da questo pensiero perché trasportato dal fascino, dall’incanto e dalla seduzione di questo libro che non dimenticherà mai d’aver letto!
 
Francesco Paolo Dellaquila
Aprile 2010

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