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A mia madre

Mia madre era una donna allegra
qualche anno fa.
I suoi motivetti intonati a bocca chiusa
risuonano ancora nelle mie orecchie di pietra
oggi.
Ora il viso s'è indurito. Le rughe disegnano
traiettorie di vita dalle sfumature chiaroscure.
Mia madrre è una donna dalle mille risorse.
Pensare il travaglio nel suo corpo santo di madre
non mi fa stare bene.
Le margherite tristi di marzo mi ricordano
il suo sorriso forzato,
così il cammello con la sua gobba laboriosa
mi ricorda il peso degli anni vissuti in funzione della famiglia.
Amo mia madre, come amassi un pezzo di me.
Queste mie lacrime di sangue
cadono dai suoi occhi.
È questo il legame che ci unisce.
Ci unisce anche il coraggio di combattere
la volontà di resistere
la sensibilità veso tutto ciò che è vita.
È questo ciò che vuol dire amarsi.

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