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Papà

Il riparo del rosso, alla fine,
fiori e dinoccolamenti
sembrano dire
“non eri tu”.
Quell’uomo con la tonaca
lo conosco,
ricorda te e la mamma.
Eppure io non sono lì,
 come quando ho l’ansia,
soffro sempre per codardia,
muovendomi, ma non sono venuto
perché io non c’entravo.
 
 
*
 
 
ho visto la mattina farsi incubo
dell’insonnia
alla stazione coi lupi negri che spacciavano
nell’ondata blu
un attimo, il tempo di una pisciata
un attimo, aspetta
e le donne calunnia di cartapesta
raccontavano di bambini buoni
se avevano i capelli cotonati
e di bambini cattivi se avevano la coda
guarda questa grassa merda di moscone
questa è il quartiere delle zoccole
spicchio di una luna orgiastica e vanagloriosa nella nebbia
“OGGI IO SONO DIO”
disse il pidocchio alla cute
“SONO PIU’ BARBARO DI DIO”
saluta il venditore di cozze, ama il bar
dove prendi il caffè, le aiuole-spazzatura,
amale, ama la JPS che ti fumi, il codardo che
non t’ha fatto  andare al suo funerale, la stipsi, la cacarella,
e poi la nebbia è bella, sa di tragico.

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