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La critica di Leonardo Selvaggi sull'arte e sulla letteraratura frenniana

La critica di Leonardo Selvaggi sull’arte e sulla letteratura frenniana
Centro DIFFUSIONE Arte -  Palermo – 2006 – pag. 97     
     Come scrive l’Editore Sandro Serradifalco nella presentazione al volume realizzare un’opera editoriale inerente all’attività artistica di Michele e Gabriella Frenna, risulta essere compito onorevole per qualsiasi editore, onorevole quanto conoscere personalmente i due artisti, studiare il loro operato diverso nella forma (il primo tra la più significativa testimonianza musiva contemporanea, il secondo come promotore di raffinata sensibilità lirica) ma comune in quei saldi principi che mutano l’uomo e l’artista e l’artista in uomo.
    Il libro racchiude molte tavole a colori dei mosaici di Michele Frenna composti da tasselli di vetro, tecnica originalissima che sottende una vivace creatività e una forte coscienza artistica.
    Ai mosaici sono associati vari saggi sullo stesso Michele Frenna e sulla poetica di Gabriella sua figlia
     Lo spettatore resta emozionato dalla bravura di Michele nel contemplare le sue opere dai soggetti eterogenei come i segni dello zodiaco, soggetti sacri e nature morte nonché ritratti come quello di Cristoforo Colombo                                                 
      Sembra di visitare le sale di una galleria d’arte nell’estasiarsi davanti alle forme del Maestro o addirittura pare di essere in un museo di arte moderna.
     Traspare un sogno ad occhi aperti nell’interanimarsi degli spettori fortunati davanti alle opere di Michele sottese ad un forte cromatismo e da un’espressività pervicace che incanta lo spettatore.
     Pare di vivere un sogno ad occhi aperti nell’ammirare il poiein frenniano armonico e garbato che regala un senso di forte piacere estetico a chi lo contempla e si viene pervasi da un senso di magia, malia e suggestione nel contemplare le tavole.
     Denominatore per tutte le opere pare essere un senso di dolcezza che inebria e stupisce.
    Il genere del mosaico praticato nell’antichità e nei secoli passati qui pare essere riattualizzato con pazienza e tutto diviene un universo sognante che regala l’immersione in un forte senso di mistero.
    Suggestivi ed evocativi sono questi mosaici che non lasciano non indifferenti chi li osserva e non va dimenticato che la Frenna e il padre hanno creato anche opere in cui ai quadri sono associate le poesie cosa che qui non avviene.
     Un’armonia vera plasma queste tavole connotate da una grandissima padronanza degli strumenti elaborati dall’autore.
     Si tende al figurativo in modo magistrale e questo è un altro lato originale delle tecniche di Michele Frena.
    Sicurezza del tratto in immagini che vanno controcorrente in un mondo artistico nel quale pare prevalere l’informale e l’astratto.
     Le figure riprodotte emanano un senso di serenità e di soavità veramente notevoli e tutto è pervaso da un alone mistico e nello stesso tempo naturalistico.
     E a volte sono presenti anche soggetti prelevati dalla quotidianità come quello di un uomo alla scrivania con una donna che in piedi l’osserva mentre è preso dal suo lavoro.
      Un sogno che tramite l’arte si fa esercizio di conoscenza.
      Raffaele Piazza  

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