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La badante dell'Area 51

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“Una badante?”
Nell’immensa sala stampa dell’Area 51 era scoppiata la bagarre. I corrispondenti di settantacinque paesi erano saltati in piedi all’unisono, cercando di sovrastarsi l’un l’altro con grida beluine. L’inviato del Washington Post era arrivato fin sotto il palco, rosso in volto, per mostrare il pugno minaccioso.
“Ci avete convocato quaggiù per una… badante?” sputò in faccia al generale Bill De Blasi.
Il generale, dal canto suo, non faceva altro che detergersi il sudore dalla fronte. Contemporaneamente, cercava di placare il clamore con ampi gesti della mano libera.
“Vi prego… signori, calmatevi!”
Ottenuto un po’ di silenzio, provò a ricomporsi, a ritrovare l’autorevolezza che il suo ruolo esigeva.
“Ecco, signori, lasciate che vi spieghi”
Dovette interrompersi ancora a causa delle battute sarcastiche provenienti dalla platea.
“Sì, forse avete ragione. Conviene che parta dall’inizio, per consentirvi di capire il senso della mia richiesta. Ecco, molti di voi ricordano il nome di Roswell e ciò che successe in quel posto nel lontano 1947”
“Roswell, quello della balla degli alieni?” lo interruppe lo stagionato cronista del New Yorker.
“Sì, precisamente. Il disco volante caduto, gli alieni tenuti segretamente all’interno di questa base…”
Il giornalista fece un gesto sconsolato.
“Roba buona solo per quel branco di deficienti creduloni che vanno a cerca di extraterrestri, vero? E poi, cosa c’entra con la badante?”
Il generale mostrava un evidente imbarazzo. Si schiarì la voce.
“Ecco, signori…. Non era proprio una balla. Era tutto vero”
L’intera platea partì di scatto come uno tsunami. Preceduti dall’onda d’urto delle loro urla i cronisti si lanciarono all’assalto del palco, decisi a conquistarsi un posto in prima fila.
“Calma signori, calma!”
Il generale si sbracciava per riportare un po’ d’ordine.
“Fatemi parlare. Sì, noi abbiamo custodito in questo posto i tre alieni sbarcati dall’astronave. Per tutti questi anni”
“Perché il governo si è deciso solo ora a parlarne?”
“Il governo? Ma non ci pensa nemmeno! Sono stato io”
“Lei?”
“Sì. In realtà, prima di convocarvi abbiamo mandato un dispaccio urgente a Washington, per chiedere l’autorizzazione. Ma abbiamo ottenuto una risposta classificata come N.R.P.”
L’inviato del Figaro si girò verso il suo vicino.
“Cosa significa?”
“Non Rompete le Palle. Quando una questione è di nessuna importanza”
“Sì, signori della stampa. Ho deciso io di rompere il silenzio a causa di un problema che noi non siamo in grado di risolvere. E il governo non ci aiuta”
Si fermò per una pausa, lanciando uno sguardo tutto intorno, ad abbracciare l’intero uditorio.
“È bene che vi dica che, dopo pochi mesi dall’arrivo degli alieni, fu chiaro che il loro pianeta di provenienza era troppo distante dalla Terra e troppo diverso per rappresentare qualcosa di interessante dal punto di vista militare o commerciale. Per cui ben presto le autorità centrali hanno smesso di interessarsi a noi”
Pausa.
“Ci hanno lasciati soli con gli alieni”
“E voi cosa avete fatto?”
“Inizialmente abbiamo avviato degli studi su di loro. Abbiamo cercato di metterci in contatto, di instaurare una qualche relazione, ma loro si sono mostrati refrattari a tutti i nostri sforzi. Vedete, si cibano con delle miscele di idrocarburi aromatici, che si sono sempre preparati da soli. Per il resto non hanno mai mostrato altre necessità. Alla fine abbiamo stabilito una pacifica convivenza; li abbiamo lasciati liberi di girare all’interno della base e ciascuno si faceva i fatti suoi”
Il generale allargò le braccia.
“Se volete, l’unico tentativo che ha dato un qualche risultato è stato quello di farli interessare al football. Gli abbiamo insegnato a vedere le partite del campionato e loro ne sono stati entusiasti. Li abbiamo incoraggiati a diventare tifosi di una squadra, ma su questo facevano una gran confusione: a volte facevano un tifo indiavolato per gli arbitri, o per tutte e due le squadre contemporaneamente. Ci siamo arresi anche su questo”
“E poi cosa è successo?”
“Il governo ci ha tagliato i finanziamenti, anno dopo anno”
“Ma avete insistito?”
 “Certo! La risposta? N.R.P.”
Avete provato con il Ministero?”
“N.R.P.”
“Con il Pentagono?”
“N.R.P.”
“La NASA?”
“N.R.P.”
“L’F.B.I., la C.I.A.?”
“N.R.P.”
“L’Associazione dei Veterani?”
“N.R.P.”
“… e allora?”
Il generale era violentemente arrossito. Si schiarì la voce una o due volte, poi emise un flebile:
“Abbiamo chiesto ai russi…”
“e…”
“N.R.P.! Anche i cinesi, i coreani, i brasiliani! Tutti, sempre stramaledetti N.R.P.!”
Il cronista del New Yorker si intromise nuovamente:
“Avete provato con i cacciatori di alieni?”
“Come no, i Roswell Fighters, il Movimento per la Pace Galattica, i Figli di Andromeda, i Seguaci del Dio Quantico. Li abbiamo contattati tutti”
“N.R.P.?”
“Più o meno: non si sono fidati. Hanno pensato a un complotto per fregarli. Non ci hanno creduto nemmeno quando glieli abbiamo fatti vedere”
Dopo una breve pausa, il generale riprese:
“Nel frattempo due di loro sono morti, ma il terzo, a causa dell’età, è diventato un vero problema per noi. Ci siamo rivolti ai Servizi sociali”
La donna al suo fianco, sentitasi tirata in causa, aveva inarcato la schiena e iniziato immediatamente a parlare:
“Noi ci siamo attivati immediatamente. Per prima cosa abbiamo classificato il soggetto come anziano senza fonti di reddito…”
Rumori in sala.
“Senza fonti di reddito proprie, ho detto. Abbiamo quindi provveduto a contattare la famiglia”
Una voce dal fondo:
“E l’avete trovata?”
La donna bacchettò con lo sguardo l’incauto interlocutore.
“Solo un cugino di secondo grado che, come certamente saprete, non è tenuto per legge”
Nessuno osò fiatare.
“Il soggetto, però, pur avendo un reddito decisamente elevato, si è rifiutato di collaborare”
“Però!”
“Noi…”
L’assistente sociale aveva calcato il tono.
“Noi, dicevo, l’abbiamo convocato per un colloquio”
“Ed è venuto?”
“Non si è presentato nei termini richiesti”
Brusio di disapprovazione.
“Il mio servizio ha immediatamente disposto una visita domiciliare, per fare un ulteriore tentativo”
“e…”
“Non siamo stati autorizzati. I viaggi fuori della contea sono sottoposti al vaglio di una commissione statale”
“Che non vi ha pagato l’astronave…”
“A questo punto, avendo constatato che l’anziano in questione non è residente perché…” sguardo di disapprovazione verso il generale “… nessuno si è preoccupato, in tutti questi anni, di avviare la pratica, abbiamo convenuto che il caso non è più di nostra competenza”
Il generale De Blasi, sempre più sconsolato, riprese la parola.
“Ed è stato allora che abbiamo pensato alla badante”
“Avete avuto problemi anche lì? Non riuscite a trovarne una?”
“No, questo no. Ho dei parenti in Italia, me ne mandano quante ne voglio. La questione sono i soldi”
Sospiro.
“Finanziamenti non ce ne sono. Perciò abbiamo deciso di tassarci per mettere insieme la somma necessaria”
“Oh bravi!”
“Sì, ma abbiamo raccolto in tutto 400 dollari”
“Generale! Ma che tirchi, soprattutto lei, con il suo grado!”
Gli occhi incollati al pavimento il militare faceva una gran fatica a parlare.
“Ecco, voi non sapete…”
“Cosa?”
“Il mio grado, quello da generale, mi è stato dato, come posso dire…. per salvaguardare l’immagine della base, per il decoro dell’esercito”
“Lei non è generale?”
“In realtà sono un sergente”
 
P.S.: nelle settimane seguenti sono arrivate all’Area 51 settantacinquemilaseicentotrentuno richieste di assunzione come badante dell’alieno, anche senza stipendio.
Il 46,9% di queste si è dichiarato disposto a sposare il soggetto e a trasferirsi con lui sul suo pianeta di origine (a patto che il viaggio sia pagato dal cugino)
Una di loro, dopo un breve ma intenso carteggio, è convolata a nozze con il sergente Bill De Biase.
L’Area 51 è stata dismessa dall’esercito e ora si parla di farne un parco giochi a tema sulla fantascienza. I gruppi ufologici denunciano a gran voce un complotto volto a coprire la questione dei veri alieni arrivati a Roswell.
 

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