La distanza e la misura | Post comici, demenziali, ludicomaniacali | Marco valdo | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

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La distanza e la misura

Non c'era più apprensione nei piedi, le loro piante non lacrimavano più resina, le code oramai servivano soltanto a segnare la distanza dal suolo, adesso era tutto spavento e diffidenza, lo spazio aperto, la piazza povera di piante.
Doveva essere tutto a vista, tutto a perdita d'occhio, spazio davanti e dietro solida roccia, il  ventre vuoto della madre, buio e umido, petre affilate e pelli, la scintilla di un urto, la luce e il calore.
Adesso lo spazio può essere limitato, niente è troppo grande da non potere essere preda, cotto e mangiato, costretto dal giogo, lo spazio lo si  cerca in cielo dove esiste ancora il miracolo della paura. Poi il cielo si allontana, si allontana anche chi è sempre stato, di vicino c'è solo ill simile, simile ma non uguale.
Di nuovo chiusi, cinti dalla madre, il simile è diverso, diverso da fare orrore, ma è solo una maschera per ingraziarsi gli avi, non c'è da aver paura.
Lo spazio  diventa relativo, come il tempo, se ti assicuri  una buona morte hai poco da temere, solo il male, il male che ti cade addosso quando sei distratto.
Non c'era più apprensione nei piedi, solo lo spavento dell'erba alta.

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