Non rimproverate la domestica | Prosa e racconti | maria teresa morry | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

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Non rimproverate la domestica

Bisognava pulirla del tutto, quella pentola d’alluminio. Sfregarla con la paglietta metallica, grattando bene il fondo dove s’era attaccato lo stufato. Olio di gomito e doveva tornare lucida. Un po’ di cenere cadde dalla  sigaretta di Antonia, la donna di servizio. Cadde nella pentola e si trovò mescolata alla  saponata. La signora Lia, la padrona, le aveva fatto una  scenata per via dello stufato  che s’era troppo  consumato, bruciacchiando il fondo. Proprio quel giorno, in cui  avevano ospiti a pranzo! Però Antonia era convinta che la carne, accompagnata al  contorno di  verdure  speziate, non poteva far sentire, al palato, alcun difetto.
Invece a pranzo se ne erano accorti tutti; gli ospiti avevano  fatto  buon viso , ma la signora Lia  s’era precipitata in cucina, con lo sguardo teso, i sopraccigli  a virgola  e la bocca  tremante. Non potendo alzare la voce, le aveva bisbigliato, con affanno, parole  del tipo “ incapace…principiante…”
Antonia  era a servizio da circa vent’anni, in quella casa, e ne aveva viste e sentite di cose! Nemmeno se le immaginava , la signora Lia…Ah certo, lei non si curava se la domestica s’accorgeva delle sue telefonate sussurrate e misteriose che, di tanto in tanto, nel salottino rosso, la signora faceva  ad un certo Armando. Però per un poco di stufato mal riuscito si  era sentita lesa nell’onore.
“  E non fumare quando fai le faccende, Antonia !!”  l’ ultimo  rimprovero venne scandito  dalla porta della  cucina, mentre la signora  girava il generoso sedere  inguainato in una gonna satinata.
“ Stai ingrassando, Lia -  pensò la domestica – anche a te si comincia a vedere il segno del reggiseno  che trasborda sulla  schiena”.  La cicca le  cadde del tutto dentro la pentola, dove con leggero  sfrigolìo si spense. “  Magari anche Armando se ne  è accorto, ed è per questo che sei nervosa”- concluse Antonia. Aprì del tutto  il rubinetto e lasciò che il getto potente s’abbattesse sul pentolame.
Compiaciuta Antonia s’avvide che non aveva lavorato  invano : l’alluminio  brillava come un astro e la cicca  era sparita nello scarico. Dal salotto  arrivavano le voci tranquille della conversazione. Antonia  trasse dal frigo il semifreddo, sperando  che la crema della guarnizione non si fosse inacidita. Esaminò il dolce controluce.  Consistenza perfetta. Nessun tremolìo della glassa. Con la punta del  mignolo sollevò una piccola conchiglia di crema, vicina  ad una fragola glassata, e la assaporò. “ Niente male” si disse Antonia compiaciuta…e tirò fuori dalla  tasca dal grembiule  un’altra sigaretta, un poco acciaccata. “Questa me la fumo dopo”.
 

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