Storie di fumo ad Amsterdam | Post comici, demenziali, ludicomaniacali | maria teresa morry | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

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Storie di fumo ad Amsterdam

 E’ già sera  ed è scesa una pungente nebbiolina. Incontro l’amico  Fabio per strada. Lo intravedo  uscire dal bar  “da Plinio”, sua sosta classica. Mi vede da lontano e già  gesticola per salutarmi, agitando l’ ampia mantella  austriaca color  grigio  topo,  che copre  il suo corpo  ingombrante. Mi viene incontro con  il suo sorriso vistoso,  a  causa di una grossolana  protesi che  gli fa la bocca da fauno  affamato. I denti  troppo  bianchi lampeggiano.
Vorrei  evitare il suo  abbraccio  caloroso ,  perché Fabio è sempre mal rasato  e al contatto con la sua faccia pare di sentire una raspa contro il viso.
Mi augura  buon anno, tuonando con  voce olimpica  e subito scoppia a ridere annunciandomi che  è stato ad Amsterdam per le  feste di Natale. “ Non sai che cosa mi è successo  - esordisce sempre soffocandomi con il braccio, infatti dopo l’abbraccio cameratesco, Fabio non  molla la presa – te la racconto perché è tutta da ridere.”
So già che passeranno   parecchi minuti prima che lui riesca ad organizzare  il suo  discorso in maniera logica,  con  un inizio e una fine;  perché  Fabio parla di più cose, contemporaneamente. Nel frattempo  riesco  a sottrarmi e a mantenere una  giusta distanza  dal mio amico.
“ Dunque , sono andato  ad Amsterdam con mia moglie. Un viaggio prenotato all’ultimo momento.  Dopo una  giornata  umidiccia - avevamo  camminato  tutto il giorno-  lei mi fa: non mi hai offerto nemmeno  un caffè. Giusto, giusto. Dico  okey ,andiamo da qualche parte così ci scaldiamo. Ed infatti entriamo in un posto…. lì li chiamano coffeeshop.Che poi , come sai, vendono anche la Maria e tante altre cose . Ma io, in quel momento lì,  nemmeno ci ho pensato. Bon, ci sediamo, ordino  due caffè e intanto  scambio due battute con mia moglie. Ci portano  il  caffè, alquanto lungo,   e il  ragazzo che ci ha servito mi chiede: Lei  fuma? E io rispondo:  certo che fumo ( detto per inciso :    Fabio fuma  oltre quaranta Marlboro al giorno, praticamente via una e sotto l’altra). Ed ecco che mi mettono un posacenere davanti. Passati due minuti arriva il ragazzo con un vassoietto e sopra, pronto per l’uso, un bel cannone che mi viene servito con solerte cortesia. Mia moglie strabuzza gli occhi. Io guardo con aria, ammetto, forse un poco scema. Attorno a me  altri tizi con faccia solidale, come a  dire “ tu  sì che te ne intendi”, riferito alla Maria,  non a mia moglie che tanto giovane non è più.
Si dà il caso che non ho nessuna voglia di farmi la canna perché non mi interessa, roba del tempo che fu,  ma sento gli occhi puntati su di me. Continuo a far finta di nulla, mentre mia  moglie è già in paranoia. Siccome intorno a  me  si accorgono che non  accenno ad accendere quella specie di torcia  che ho davanti , sempre lo stesso ragazzo si avvicina preoccupato e mi  chiede: tutto bene? Come  farebbe un cameriere  che ha appena servito un  vino di annata e vede il cliente che non ha toccato il bicchiere, lasciando il  prezioso liquido tutto solo.
Sì,sì  – sorrido- va tutto  bene. In genere sono un tipo disinvolto, ma là – lo ammetto- mi seccava fare la parte  di uno che “ non fuma”. Anche perché sentivo sempre le occhiate addosso. Bon. Mi decido e accendo e faccio due tiri. Mia moglie un po’  fuori di testa mi  dice ma che fai? Insomma  due tiri… niente di che, ma mi accorgo che fumo come fosse una Marlboro. Anzi: magari fosse stata una Marlboro!
Alla fine, siccome proprio non mi va , spengo la canna e la avvolgo in un tovagliolo di carta. Alzo l’involucro in mostra agli altri tizi seduti attorno , come a  dire : per dopo,  me la  fumo dopo! E caccio   tutto nella  tasca del loden.
Usciamo, io e mia moglie, e riprendiamo la strada verso l’hotel. In realtà, causa l’umido che sale dai  canali, mi vien voglia della mia cicca e cerco una Marlboro in tasca.  Trovo invece la canna, ma io mi  ero già dimenticato della canna, e l’accendo lo stesso. Dò due aspirate potenti e …la miseria!..è sempre la Maria! M’ incazzo e la  butto. Non passano  nemmeno tre minuti che sento alle spalle una  frenata di bici. Un tizio,  dal lato opposto della strada,   aveva visto il mio gesto del lancio del prezioso  rotolo  e raggiuntomi a pedale veloce, l’ aveva raccattato  da terra e ora se lo sfumacchiava  beato, riprendendo a pedalare.
Dopo un giro infinito ,perché abbiamo pure sbagliato strada, arriviamo  all’hotel. Bon, saliamo in camera e siamo davvero stanchi. Mia moglie si stende  a letto, un po’  di riposo prima di cena e a me, che della tivù olandese  o canali esteri non capisco nulla e dopo un po’ di zapping  non trovo nulla di interessate, viene  una maledetta voglia di  fumare una sigaretta.
In questi alberghi olandesi c’è l’ossessione del fuoco, non si può fumare assolutamente. Vietatissimo, mettono il  forbidden  anche dentro al  frighetto bar.  Allora decido di affacciarmi alla finestra,  che  mi accorgo  dà su di una corte cieca. Apro le imposte. Mi guardo a destra, mi guardo a sinistra. Bene , non c’è nessuno. Mi sporgo un poco e accendo  finalmente la mia agognata Marlboro.
Son lì che mi  beo della prima aspirata e seguo i miei pensieri, quando mi  accorgo  girovagando con lo  sguardo, che  una brace è finita tra i fiori,  messi in una  fioriera esterna, alquanto bassa, più bassa del davanzale della mia stessa  finestra. Nella semioscurità mi sembrava  che le piante  fossero  delle piccole stelle di Natale. Con mia sorpresa i  fiori iniziano a prendere  fuoco! Perché mica erano  veri ! Erano  fiori di nylon..mai vista una robaccia del  genere! Insomma  in men che  non si dica la  fioriera comincia a fumare…e fumare anche tossico perché si avverte  subito quel puzzo tipico della plastica!
Mi precipito in bagno e prendo acqua con un bollitore ,che  trovo  sul comò,  per fare il tè in camera.  Riempio il contenitore  e  butto l’acqua nella  fioriera. Sento  subito lo sfrigolìo classico del  fuoco che muore stizzito.
Un senso  di sollievo…per essere davvero certo che questa  disattenzione  non mi scatenasse  addosso tutti i sistemi antincendio dell’ hotel,  e che quindi  non ci cacciassero   dall’albergo,  prendo di peso la fioriera e la sollevo scotendola un poco. In  effetti  fiori e foglie sono oramai  bruciacchiati e mostrano gli  steli  carbonizzati. Controllo bene tutto; con uno sforzo  di braccia  non indifferente  sollevo  per guardare bene anche sotto, al  fondo del vaso e….toh…proprio lì, appicchicate alla fioriera , vedo luccicare delle carte stagnole…non mi dire!!...riconosco al  volo il  vecchio modo di avvolgere il “Pakistano”…accidenti hascish anche là sotto! Di certo il cliente che aveva occupato la stanza, prima di noi due, s’era dimenticato la  scorta dopo averla oculatamente  nascosta.
Rimetto  tutto a posto, fioriera con stagnole   nel portavasi , ammaccandomi  un dito per fare in fretta. Chiudo la finestra anche perché mia moglie comincia a lamentarsi che entra  freddo e chiede perché mai mi agito tanto.
Insomma è andata a finire che non mi sono fumato la Marlboro. Anzi, benché avessi anche desiderio di un tè caldo,mi son guardato bene dall’ utilizzare le  bustine un poco anonime che erano state predisposte sul comò, ad  uso del cliente. Fosse mai che non si fosse trattato di tè !!  
Insomma , sta Amsterdam  è proprio la capitale dei  “ drogoni” ! Poi mi sono anche detto Fabio, si vede che sei diventato vecchio:   canne erba e altro nemmeno ti interessano! Comunque ad Amsterdam  ho visto negozi dove  vendevano magnifiche pipe..non ad acqua...pipe da veri fumatori!
 
 
 
 
 

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