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Rosa e Rosetta (Anna Chiappero Unitre Rivoli)

(Pubblico io perchè Anna é leggermente indisposta)

In un centro di riabilitazione, nel reparto di cardiologia, in una linda e rassicurante camera a due letti, Rosa arriva dopo aver subito un intervento al cuore, si guarda intorno titubante, pensierosa, riflettendo che avrebbe preferito trovarsi a casa sua, dove c’erano tante cose da fare, soprattutto occuparsi del marito malato di demenza senile e temporaneamente affidato ad un asilo diurno ed a una figlia per l’assistenza notturna. E’ molto preoccupata, quasi si sente in colpa, è la prima volta nei suoi settantasei anni di vita che la sua salute la costringe a pensare a se stessa e a venir meno ai suoi doveri di donna di casa e di moglie ubbidiente, secondo i canoni di un modo di vivere ormai obsoleto ed incomprensibile nel mondo di oggi.
Nel letto accanto al suo Rosetta, già da due settimane ricoverata, a sua volta scontenta per la decisione dei medici che,  per una grave insufficienza cardiaca, l’hanno allontanata da casa per tentare una riabilitazione  che nell’ambito familiare si è rivelata inefficiente, nonostante le cure delle figlie e di una attenta badante.
Si guardano, si scambiano un timido saluto, ed inizia un prudente tentativo di reciproca conoscenza: il ghiaccio è rotto! 
Facile immaginare che tra le due donne nasca un sentimento di solidarietà, ed il bisogno di vuotare il sacco. Inizia Rosetta, ha un grande dispiacere, sua figlia, una santa, si è separata dal marito dopo ben ventidue anni di matrimonio, e giù a vomitare ignominie su quel genero, che a lei in verità non era mai piaciuto  molto, troppo diverso dal suo modo di pensare, troppo generoso, troppo estroverso, troppo aperto e sincero, incapace di nascondere i propri sentimenti, che afferma le proprie convinzioni con eccessiva fermezza, che spreca soldi in regali, vacanze, attenzioni di ogni genere per moglie e figlio, invece di vivere come aveva fatto lei di privazioni pur di accumulare denaro, unica scelta  nella sua famiglia di concepire un giusto modo di vivere. Ad un certo  punto, dopo tutti questi anni di matrimonio, con quella santa di sua figlia, sapientemente addestrata a nascondere i sentimenti, a essere indifferente al pur minimo piacere della vita, a rifiutare qualsiasi  rapporto sociale al di fuori del lavoro ed in orario di lavoro, quest’uomo si è ribellato, ha posto delle condizioni a quella santa di sua figlia, che nel frattempo aveva riempito la casa di gatti , dopo avere scoperto che erano la sua vera passione, pretendendo che la moglie nel fine settimana, condividesse qualche svago con lui ed il figlio ormai adulto, che esprimesse qualche desiderio, che volesse andare a passeggio, fare una gita, vedere un film, andare a concerto: atteggiamento inammissibile e scandaloso che naturalmente sua figlia non aveva potuto accettare. A quel punto, questo genero screanzato conosce una donna della stessa età di sua figlia, scontenta del proprio matrimonio, che lei giudica ovviamente persona di facili costumi e decide di far cessare quel matrimonio e la sua povera figlia accetta di buon grado.
Anche Rosa racconta la sua storia, il suo dispiacere: la sua figlia maggiore dopo ventidue anni di matrimonio infelice,  vissuti con un uomo arido , egoista e dispotico, insensibile al dolore che lei prova per i molti tentativi di diventare madre, mai riusciti, decide di porre fine a questa unione che l’ha portata a cercare uno scopo di vivere, nel volontariato presso la Croce Rossa, nell’addestramento dei cani, nella passione per le auto, mezzi che la allontanano da casa, che la gratificano, che tuttavia non sono più sufficienti per  sopportare un legame che ormai non ha più nessuna ragione di esistere. Qui l’incontro con un uomo gentile, comprensivo, generoso pieno di entusiasmi e di passioni, nonostante i tentativi da parte di una moglie fredda come un iceberg, dedita solo al lavoro e alla cura dei gatti che hanno invaso la sua casa, che entra nella sua vita come un auto di formula uno, che l’avvolge di gentilezze, d’amore, di quell’amore respinto dall’iceberg, ma rimasto imprigionato e bisognoso di esprimersi. Rosa e Rosetta stanno parlando delle stesse persone,ancora non lo sanno, cosa potrà accadere se mai lo scopriranno?  Che succederà se le visite dei propri familiari si incroceranno? IL mondo pare sia veramente piccolo e colmo di situazioni Pirandelliane, si spera che i loro cuori ammalati reggano ad una eventuale scoperta di una realtà gestita ed affrontata da angolazioni diverse, scaturita da vissuti diametralmente opposti che affondano le loro radici  in mentalità retrograde ed inaccettabili  che, tuttavia hanno, pregiudicato l’esistenza di altri.
 
 
Anna Chiappero
 
 
 

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