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Memorie di un vecchio avvocato

 

"Mi faccia capire, caro ragazzo, qualcuno le ha fatto il mio nome e l'ha indirizzata a me?
Certo che non mi ha trovato in casa... passo molto tempo qua, seduto al bar della piazza.. bastava chiedesse di me in piazza, e le avrebbero detto che la mattina, sempre, sono qui, seduto al tavolino vicino alla siepe, dove spira sempre un po' di aria a dar fiato ai miei polmoni pigri. Lo vede questo? Sì, un toscano... spento però, perché non posso più fumare... da parecchi anni oramai. Sa, ho un efisema. Così mi tengo in bocca questo mezzo toscano, lo succhio, me lo rigiro da un lato all'altro della bocca.


Ma si sieda, si sieda, non resti in piedi che mi mette soggezione. Anche quando venivano nel mio studio a parlare con me, i clienti, avevano sempre questa brutta abitudine di starsene in piedi, quasi sull'attenti. Allora mi alzavo io.. ma adesso, abbia pazienza, sono un poco pesante.. E poi se si siede le offro un caffettino o quel che vuole lei... Ecco bravo, si metta comodo che da qua non ci caccia nessuno.
Comunque l'hanno informata male, io non esercito più da un bel po'. Avvocato, sono sempre avvocato perché quello è un titolo che non può toglierti nessuno, manco il Padreterno, ma non sono più iscritto all'Ordine. Al massimo potrei ascoltarla e darle, gratis, un consiglio. Ma nulla di più... Come dice? .. È una questione delicata?... Ma certo, tutte le questioni che si hanno con la Giustizia sono delicate, anche perché spesso sono delle solenni seccature. Perdite enormi di tempo, soldi da pagare all'avvocato - uomo che si ama e si odia al contempo - aver a che fare spesso con Giudici, diciamocelo pure, inetti.
Guardi, la gran parte dei giudici non capisce nulla di animo umano né credo gli interessi conoscerlo. Applicare la legge non implica conoscenza del proprio simile, del suo carattere, delle sue pulsioni. Hanno un bel dire, loro, i giudici! Ma siamo noi, noi avvocati, che facciamo il lavoro sporco, che è quello di contenere il cliente, mettere a fuoco il problema in mezzo a una caterva di racconti emozionali che non c'entrano un bel nulla con il fatto legale, nudo e crudo quale esso è. Appena entra nel tuo studio, il cliente è un fiume in piena, che spesso ti racconta le cose in maniera affastellata, preso come è dal non dirti affatto la verità. Ma solo la versione che piace a lui... E io lo avvertivo sa... dicevo: non vuole dirmi la verità? Non vuole raccontarmi tutto? Liberissimo caro lei, però sappia che un avvocato, se non conosce tutto per filo e per segno, non può difendere bene. Non deve avere sorprese, l'avvocato. Altrimenti sbaglia e sbaglia tutto.
Noi siamo come una pistola carica , ma se ci fate mirare male e il colpo parte e va a vuoto, colpa vostra, se ci avete mentito.
Scusi, mi sono lasciato prendere dall'enfasi... adesso vede non è che seguo più tanto la Giustizia e in tribunale non ci ho più messo piede. Di tanto in tanto mi trovo con gente come me. Avvocati in pensione... si parla d'altro. Ho un nipote che ha seguito la mia strada, ma, cosa vuole, altra generazione... tutto con molto comodo, fatica non ne vogliono fare. Adesso, per esempio, per fare delle ricerche di giurisprudenza, ci sono... come si chiamano... le banche dati. Da quello che ho capito pigi un tasto del computer e via, decine e decine di sentenze da esaminare. Già messe in ordine. Io invece ero abituato a cercare nei repertori, libroni grossi come i volumi della Treccani con centinaia e centinaia di sentenze. Si cercava sfogliando sino a notte fonda, se il processo era imminente... e via a caffè per stare svegli... ma se trovavi la sentenza giusta che aveva trattato un caso simile al tuo!!!... Caspita che soddisfazione! .. Ti sentivi un leone!... Ecco qua, ho la causa vinta, ti dicevi... Adesso ci devi andare con meno sicumera, perché i giudici sono molto volubili. Tot capita tot sententiae, diceva.. lo sa chi lo diceva?... tante teste tante sentenze!... Ci-ce-ro-ne, lo diceva, quel bastardo di Cicerone.
Ma non hanno ancora portato il suo aperitivo? Come mai? Faccia un fischio al ragazzo del bar...
Pensi che una volta in pensione mi sono messo a cercare cosa dicessero i grandi scrittori di noi avvocati, a partire dal noto Manzoni.
Avevo fatto una raccolta delle pagine letterarie più incisive che ci riguardavano.
Quasi tutti i grandi scrittori hanno descritto avvocati, diciamolo pure... in maniera perfida ma molto efficace... Francois Mauriac, George Simenon,. Victor Hugo, tanto per citare un tris d'assi, ma poi c'è pure Voltaire, Goldoni... insomma siamo dei personaggi che offrono buono spunto... per altro anche tra i rivoluzionari troviamo avvocati... Marx, Roberspierre, ... Lo sa lei che la rivolta di Venezia contro gli Austriaci nel 1848 fu capitanata da un avvocato, armi in pugno? Daniele Manin, un grande! Mi scusi ancora una volta mi sono lasciato andare... come dice? che il mio discorso la interessa... Lo so potrei parlare a lungo di questo argomento... Voglio solo concludere con un aneddoto... ero giovane avvocatino e mi capitò la difesa d'ufficio di un tale, talmente povero da vivere in una fabbrica dismessa di mattoni... s'era tirato fuori un cantuccio da una stanza con una vecchia stufa a legna. Non un balordo, affatto... era stato operaio ai cantieri navali, ma la sua pensione non gli bastava più, i figli se ne erano disinteressati e lui s'era ritirato a vivere in questa vecchia struttura semicrollata alla periferia della città... era stato accusato di furto, ma davvero non c'entrava nulla... Per farla breve... riuscii a farlo assolvere, difendendolo con una foga tale da meritare un richiamo del giudice perché alzavo troppo la voce... Il poveretto, alla lettura della sentenza di assoluzione, si mise a piangere e mi disse: Dotòr grassie, con lu son nato da novo" .. che vorrebbe dire: Dottore grazie, con lei sono nato un'altra volta... Dopo, poiché voleva proprio mostrarmi la sua riconoscenza, si presentò nel mio studio con una grande cassetta di radicchio rosso trevigiano di prima scelta, quello che adesso al mercato arriva anche a sette euro al chilo, e nel mezzo dei ciuffi di radicchio troneggiava una superba soppressa di Casàda. Uno straordinario insaccato veneto, una prelibatezza. E questa è stata una delle mie prime parcelle " in natura"... ne seguirono altre... ma sono altre storie... Senta caro il mio giovane, s'è fatto davvero tardi... e l'ho trattenuta sin troppo... per quella sua faccenda posso sempre darle l'indirizzo di mio nipote, un bravo ragazzo. Ci vada, gli dica che la mando io, però per favore non gli racconti che mi sono lasciato andare con queste storie un po'... confidenziali... per lui sono solo fanfaluche... Aspetti un attimo, per favore... mi dia una mano a uscire da 'sta sedia e ad alzarmi... Ecco, bravo... così. E se ripassa per di qua, mi faccia sapere come è andata... ai vecchi avvocati piace sempre sapere " come è andata".
 

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