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Rossella e Mauro

Ecco Rossella, tra le vigne cammina
rimembra il passato, quand’era ragazzina
ricorda Mauro in quel giorno d’autunno
apparso tra le fronde, esitante e taciturno.
Era arrivato dopo un lungo tragitto
un treno, un autobus, qualche kilometro a passo
sudato e stropicciato tremava ogni tanto
davanti a Rossella, sua musa d’amor.
Lei contadina, tra le viti la si mirava
sul corpo i colori della natura feconda
Mauro a guardarla vedeva sol arte
una donna dipinta dalle tinte dei campi.
Più volte la vide, più volte incantato
sotto il sole, la pioggia, la luce dell’alba
più volte si promise di avvicinare lo sguardo
con scuse maldestre, forse un regalo.
Ma cosa comprare a donna così bella
lui uomo povero ma ricco d’amore
pensò a gioielli, vestiti e saponi
ma più ci pensava, più fissava i suoi pantaloni:
sporchi, strappati, con macchie incrostate
del grasso e dell’olio delle macchine affumicate,
della fabbrica e dell’uomo ormai era schiavo
senza denaro per un semplice regalo.
In tasca due spicci, nella testa fantasticherie
ardeva al ricordo delle sue dolci linee
dei capelli raccolti, da un foulard nascosti
le guance rossastre e le labbra sgargianti.
Sognava la notte di tenerla vicina
di stringerla e baciarla con dolcezza infinita
e un giorno stanco delle sole illusioni
decise di partire per conquistarne l’amore.
Quante esitazioni, quanti dubbi l’assalirono
provava le parole, si sentiva ridicolo
ma un uomo cos’è se non agisce con coraggio?
Avrebbe pianto forse, ma senza rimpianto.
Dopo il lungo viaggio, ai piedi del piccolo colle
contò i passi in salita per darsi la forza
là la vedeva, tra l’uva e le foglie
assorta nel lavoro, già la sognava sua sposa.
Ansia, tremori, il cuore pulsante
come approcciarsi ancora non sapeva
vide ai suoi piedi un dente di leone
luminoso e fragrante come la sua bella.
Lo raccolse e pensò “questo sarà il mio dono
semplice e vivace come penso sia lei,
poiché volubile e arrogante non la potrei sopportar
e questo e nient’altro lei potrei donar”.
Riprese il cammino, Rossella a capo chino
ad un tratto si girò e lo sguardo con lui incrociò:
Mauro pietrificato, un fuoco al suo interno alimentato
lo sguardo imbambolato, in un riso ricambiato.
Così si avvicinò, il fiore le porse
lei lo colse sfiorandogli le dita
lo sistemò tra l’orecchio e la fronte
e sorrise compiaciuta di tale iniziativa.
Mauro estasiato dal suo gentile ricambio
trovò la forza per riuscire a parlar
e a lungo restarono su quel colle fecondo
dandosi l’addio per ritrovarsi un altro giorno.
Mauro e Rossella così si conobbero
tra le viti, l’uva e lo sporco del lavoro
gioiscono ancora per quell’incontro fatato
che dal coraggio per l’amore è stato dettato.

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