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Oreste e il gatto celeste

Un giorno, in un paese lontano lontano, nacque un bimbo di nome Oreste.
La sua mamma e il suo papà non avevano niente e quel bimbo sembrò ai due un dolce dono inviato dal cielo. Aveva gli occhi azzurri come il mare limpido del mattino e i capelli neri come la brace che arde, le guance paffute si colorarono di rosa ed il bimbo, appena venuto al mondo, sorrise anziché piangere. La felicità fu grande e una settimana di festa accompagnò i primi giorni sulla terra del bambino.
Oreste era un bimbo allegro e crescendo fece amicizia con tutti gli abitanti del paese. Volevano tutti un gran bene a quella gentile creatura dall'animo sveglio e delicato e nessuno mancava mai di regalargli un pensiero, un giochino o anche solo un tozzo di pane da portare ai poveri genitori. Oreste sapeva che la sua famiglia sacrificava molti risparmi per farlo crescere e, un giorno, si recò al lago pensieroso.
I suoi occhi s'erano fatti torvi come il mare notturno e il sorriso non accompagnava più quel dolce viso d'angelo. Ad un tratto, però, apparve da dietro un cespuglio un gatto.
Disturbato dal rumore, Oreste si voltò verso l'animale e notò subito che qualcosa non andava.
"Ma tu sei azzurro!" - disse il bambino.
"Celeste, prego." - rispose il gatto.
"Ma... parli?!"
"Certo che sì! Sono giunto qui dal Mondo della Fantasia apposta per te, piccolo Oreste!"
"Per me? E come mai?"
"Ho il compito di aiutarti!"
I bambini, abituati a giocare con la propria fantasia, tendono ad accettare con più semplicità che qualcosa di straordinario avvenga intorno a loro e Oreste, dopo un sobbalzo iniziale, quasi non percepì più come strano il fatto che il gatto davanti a lui fosse celeste e parlasse, quindi continuò:"Come mai vuoi aiutarmi? E come sai che ho bisogno d'aiuto?"
"Eh, piccolo Oreste… lì, nel Mondo della Fantasia, sappiamo tutto di voi piccoli bambini. Vi osserviamo dalla nascita e, quando si presenta qualche problema, dobbiamo esser pronti ad aiutarvi!"
"Siete degli Angeli allora?"
"Diciamo di sì, dei semi-angeli. Aiutando voi bambini a ritrovare il sorriso possiamo diventare Angeli a tutti gli effetti, ad ognuno di noi corrisponde uno di voi..."
"Quindi anche io devo aiutarti a diventare un Angelo, giusto?"
"Sì."
"Che bello!"
Il bambino corse subito incontro al gatto celeste e cominciò a fargli delle domande sul Mondo della Fantasia. Il gatto non poteva svelargli i segreti del suo regno, ma brevemente descrisse il mondo da cui proveniva. Oreste immaginò quel luogo incantato come un castello immerso nel verde di una foresta magica, i fiori colorati, le creature parlanti, creature anche inesistenti, un universo costruito a misura di bambino in cui tutto può cambiare diventando più bello, più accogliente e più fantasioso del mondo reale. Oreste desiderava per sé e la sua famiglia un mondo così in cui vivere. Desiderava vedere i suoi genitori felici, senza preoccupazioni, desiderava potergli donare un fiore e vederli sorridere di un sorriso nuovo, spensierato, come il suo.
Il gatto ascoltò i desideri del piccolo e meditò una strategia per realizzarli fin dove avesse potuto. Con l'aiuto della sua magia, che colpì il nostro piccolo amico, fece crescere intorno alla casa del bimbo un immenso campo da coltivare. I semi e la terra si disposero freneticamente, quasi a non voler perdere un attimo, per poter fiorire e fruttare nei giorni successivi. Una mucca e delle galline si avvicinarono alla sua casa pronte ad offrire i propri doni, il latte e le uova, a quella famiglia tanto modesta quanto buona e gentile. Anche delle pecorelle offrirono la propria compagnia e la lana per scaldare gli inverni gelidi della famigliola ed un cane si mise a guardia della piccola casa.
Oreste rimase stupefatto dal miracolo e tanta era la gioia che non seppe come ringraziare il gatto che lo aveva aiutato. Sapeva che i suoi genitori avrebbero finalmente sorriso quando avrebbero visto tutto quello che era accaduto intorno alla loro casa e non vedeva l'ora che rincasassero dalla giornata lavorativa che sempre li stancava tanto.
Oh, come sarebbe stata bella quella sera, quanto sarebbero stati uniti e felici insieme! Ma, ad un tratto, Oreste si voltò verso il gatto e gli disse: "E adesso tu cosa farai? Sei diventato un Angelo?"
Il gatto rispose: "Grazie al tuo aiuto, piccolo Oreste, io diverrò un Angelo adesso."
"E te ne andrai per sempre?"
"Parte di me se ne andrà, ma rimarrò sempre accanto a te. Una volta Angelo potrò starti accanto ogni giorno e tu potrai parlare con me, anche se non mi vedrai. Io sarò lì ad ascoltarti."
Detto questo, il gatto fu circondato da una polvere stellata e per un attimo scomparve, poi la polvere si dileguò lasciando spazio ad un altissimo essere umano dagli occhi celesti e due grandi ali si aprirono dietro le sue spalle.
Oreste ne rimase incantato. L'Angelo baciò il piccolo sulla fronte e gli disse che era ormai pronto per tornare al Mondo della Fantasia e lo salutò promettendogli che non sarebbe mai andato via completamente.
Oreste lo salutò felice per averlo aiutato, ma dispiaciuto di non poter avere mai più vicino il suo amato gatto celeste, il suo angelo custode, e l’Angelo svanì.
In quel momento i genitori di Oreste rincasarono. Alla soglia della loro modesta dimora, ammirando tutto ciò che era accaduto in loro assenza, si sciolsero in lacrime, lacrime incredule di gioia e chiesero al piccolo cosa fosse successo, chi avrebbero dovuto ringraziare e Oreste disse loro che era stato un Angelo ad aiutarlo, un angelo che veniva dal Mondo della Fantasia. I tre si abbracciarono, si strinsero forte e Oreste fu contento di questo, ma nel suo cuore scendeva una lacrima per l'amico che non avrebbe mai più rivisto. "Sarà con me per sempre, ma non lo rivedrò più..." pensò.
Ad un tratto, esattamente come era già accaduto, ci fu un rumore proveniente da un cespuglio. Oreste si voltò di scatto, sentì un miagolio flebile, da cucciolo. Lasciò i genitori e si diresse verso il cespuglio e, con sua grande sorpresa, vi trovò un piccolo micio... color celeste! Lo riconobbe immediatamente e, con il cuore colmo di gioia, lo prese in braccio e corse verso i genitori gridando:"È lui!! È stato lui ad aiutarci!! Lui!! Il mio amico gatto celeste!"
I genitori sorrisero, non si chiesero perché il micio fosse celeste e nemmeno dubitarono un attimo delle parole del figlio. Con i cuori traboccanti di felicità, presero per mano il bimbo ed il suo gattino ed entrarono in casa, pronti a ricominciare una nuova vita.
E in quell'istante un sorriso, color celeste, si dipinse nel cielo terso della sera.
 
Alexis
29.07.2010
 

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