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Rinaldo Ambrosia - Smilla

           Corri fiocco di neve, corri artigliando il pavimento, con la tue orecchie che si aprono fendendo l'aria e le tue zampine che picchiettano il marmo. Ti arresti all'improvviso scivolando in avanti. Punti il muso verso la porta, muovi le tue narici umide, senti il rumore dell'ascensore che si ferma al piano, abbai.
            Vedi l'uomo che entra in casa, gli corri incontro guaiendo, scodinzoli saltellando, spingendo le sue gambe con le tue zampe anteriori. Sei felice, inizi una danza sul tappeto, ti arrotoli tutta poi ti fiondi, improvvisando finti agguati, contro le sue gambe. Spingi, saltelli, abbai, poi fuggi. E giù carichi nuovamente. Giochi, speri che ti accompagni fuori, in quel mondo ricco di tracce olfattive, di odori che brillano di più della tua vista monocromatica.
            Addenti il tuo collare e lo strascini sino ai suoi piedi, poi scodinzoli in attesa. Speri che capisca che soddisfi il tuo desiderio. Ma l'uomo, seguito dalla tua padrona, la tua madre adottiva, infila una porta e va a sedersi davanti a quello scatolone luminoso.
Sono ben strani gli uomini, Smilla.
            Rassegnata li segui.
            Salti sulla sedia e, mentre l'uomo ti accoglie sulle sue ginocchia, punti il muso verso la sua mano appoggiata a quella strana zampa di plastica unita da un filo; festosa gli lappi la mano mentre lui con garbo ti sposta il muso e picchietta con le dita su dei quadrati scuri.
            Salti a terra, ti sposti nell'altra camera, richiamata da un rumore improvviso. Trotterelli, ti infili in un angolo della camera e inizi a scavare un ipotetica buca in attesa della pioggia che verrà. Poi alzi il muso e ascolti attenta i suoni che ti circondano. Ritorni sulla sedia della tua padrona, allunghi le zampine e appoggi contro il musetto, ti abbandoni e socchiudi i tuoi occhi color ossidiana. Sogni. 
           Sei in un prato ricco di odori, corri tra l'erba, senti l'umidità della terra che sale alle tue narici, starnutisci. Corri, con la lingua che lambisce l'aria. Lontano, dove finisce il grigio del prato e inizia il grigio più scuro del bosco. Ti fermi, volti la tua testolina tutta scarmigliata in cerca della tua padrona. La vedi che ti sta seguendo. Rassicurata riprendi la tua corsa.
E allora Smilla nel sonno guaisci felice.
 
                                                                            Rinaldo Ambrosia
                                                                                                         

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