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Due poesie una mia e l'altra quasi

Il/finito ( campionando il leopardo Giacomo )
 
 
Mai avevo fatto caso a quel nuovo colle.
A quella siepe che opportunamente...
de il primo sguardo la discarica esclude.
Però restando in punta di piedi ed alzando gli occhi
interminabile lordura dà lei e disumani urli
e profondissima agitazione.
Allora...
io nella costernazione m'inoltro
dove il cuore si spaventa.
E come il refolo che sento muovere queste foglie
un infinito reclamo vado emettendo
e mi sovviene la fine
e le giornate morte di presente
e vive del lamento di lei.
Così.
Così fra quest'immane tristezza s'annega il senso mio...
che mantener la rotta m'è amarissimo in questa palude.
Che mantener la rotta m'è amarissimo in questa palude.
Che mantener la rotta m'è amarissimo...
In questa palude.

 

 
Come o coma... fa lo stesso
 
 
Come il sesso del papa
in teoria
vergine e puro...
brulica di strade chiuse e vicoli ciechi.
Come il gemello dell'anima
essere
retorico ed impossibile...
viaggia su treni fermi e carrozze vuote.
Come lo zio di dio
figura
improponibile ed atea
corre sul fiume che dal mare risale alla sorgente ed ha espressione deforme...
causa il continuo ricevere colpi di remo in faccia.
Così.
Così è la ventura mia.
Più in là del piuttosto di spaventare la convenzione e la bonaccia
lei
lei è meglio che taccia.
 

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