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Grazie (di Mafy mia figlia 15 anni e 4 mesi)

Senti le grida ancora prima di entrare. 
Sei già stufa, ancora prima di arrivare. 
Ovviamente sai a cosa andresti incontro, ma oggi è una bella giornata, e non permetterai a loro di rovinartela.
Quindi ti giri, decidi che oggi non ti importa di niente.
E inizi a correre. 
Corri finchè non ti manca il fiato, finchè le tue gambe non minacciano di cedere.
Corri e piangi. 
Piangi perchè non è giusto.
Piangi per gli altri.
Piangi per te stessa.
Corri lontano.
Ti fermi. Ti guardi intorno.
Non sai come ci sei arrivata, ma sei in una radura.
Non ci sono rumori.
Nessuna macchina in lontananza, nessun fastidioso volatile che canta, perfino il vento sembra che non muova le foglie. 
Tutta quella calma ti terrorizza.
Non ci sei abituata.
Ma poi ti accorgi che il sole illumina le cose in una maniera diversa.
Tutto sembra etereo.
E la pace, che prima ti ha spaventata, ti avvolge.
E ripensi ai motivi per cui stavi piangendo.
Ti sembrano problemi così piccoli e futili adesso.
Il tuo respiro, affannoso, rallenta.
Il cuore non batte più così forte.
Ti siedi nell'erba soffice e lasci riposare le tue gambe stanche.
Il silenzio, di cui avevi tanto bisogno in questi giorni, ti culla e minaccia di farti addormentare.
E' come se niente avesse più senso.
I tuoi occhi si aprono e si chiudono freneticamente, nel tentativo di farti restare sveglia.
La tua testa si avvicina sempre di più al terreno.
L'ultimo rimasuglio cosciente del tuo cervello ti urla che non puoi dormire. 
Non lo ascolti.
Appoggi la testa sul tappeto erboso.
I tuoi occhi stanno per chiudersi.
Non vedi l'ora di ritrovarti in terre inesistenti, esplorabili solo attraverso i sogni.
Ombre nere si avvolgono intorno alla tua visuale.
Ma, inaspettatamente, ti ricordi una frase.
La tua mente subito prende il sopravvento.
Non hai più sonno.
Ti alzi di scatto.
E ricominci a correre verso casa.
E correndo elabori quella frase.
Ti rendi conto che è impossibile che tutto vada come vuoi tu.
Ti rendi conto che scappare è inutile.
Perchè se è la pace ciò che cerchi non la potrai mai trovare se non dentro te stessa.
E inizi a ridere.
Corri e ridi. 
Nel frattempo, il cielo si è oscurato e presto comincia a piovere.
La pioggia ti bagna il viso e i vestiti.
In pochi minuti sei completamente zuppa.
Ma tu continui a ridere.
La gente che ti vede passare ti guarda storto.
Ma tu continui a ridere.
Quando arrivi in prossimità della porta da cui prima eri fuggita, non senti più grida, ma solo voci preoccupate. 
Sali i gradini e fai per aprirla.
Ma un bagliore improvviso rischiara il cielo.
Subito seguito da un tuono poderoso.
Sorridi.
Poi ti giri.
Guardi il cielo.
E sussurri: 
«Grazie».

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