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La fiaba birichina

Naturalmente in quel regno c'era il re.
Amatissimo giusto e dall'aspetto nobile nobile nobile.
Esisteva la regina.
Bellissima onesta e caritatevole assai.
E c'erano vari principi e principesse.
Vocianti allegri e furbi allorché evidentemente ancora infanti ed un po' meno invadenti considerato risultavano garbati garbati garbati e sensibili sensibili sensibili i più maturi.
I sudditi tutti conducevano una vita agiata e felice dentro le proprie occupazioni ed il tempo libero ed il futuro pertanto non preoccupava giusto nessuno.
Infatti era considerato pari ad un bel giorno primaverile in cui il sole regala tepore ed i primi boccioli rallegrano il morale donando speranze classiche insite in gentile e gradevole approssimarsi di nuova stagione dal prospetto dolce e profumato.
Chiaramente di conseguenza la vita sociale era organizzata secondo criteri equi e propositi d'uguaglianza sincera fra gli individui e riguardo assoluto dei pareri e dei pensieri altrui.
Le scuole erano zeppe di bambini di ogni origine e razza e la mentalità generale cosmopolita non trovò giammai nessuna ragione condivisa per venire messa in discussione o accantonata in favore di lagnanze regionali o diritti di precedenza invocati dagli stanziali d'origine.
Nel mondo c'è posto per tutti stava il principio base insomma e qui in particolare per coloro che decidevano di fermarsi contribuendo attivamente ed illustrando le usanze e le particolarità e la cultura importata lasciando perdere il bisogno d'inalberare con arroganza dentro le case d'altri e badando bene a non giudicare le assodate abitudini tradizionali tipiche del posto natio superiori per definizione anzi... anzi provando piacere dal fatto mescolandole dall'insieme di molte s'ottengono risultati stupefacenti rispetto al proporne staticamente una.
Che in vero diventa opzione costei alla lunga estenuante ed alla quale normalmente i primi a sottrarsi furtivamente sono immancabilmente i paladini all'apparenza devoti totalmente.
Merito del re e delle sue politiche applicate tutto ciò domandate?
No no merito di qualcun altro rispondiamo.
Di chi chiedete?
E qui incontriamo Riam.
E chi è Riam direte?
Al che noi narreremo del fatto nel regno facesse presenza fissa pure un misterioso orso gigantesco feroce cattivo ed altamente spaventoso che... che non aveva mai fisicamente fatto niente a nessuno.
Che prestava esagerata attenzione al non rompere nulla mentre transitava per gli orti e le colture.
Ch'era persino vegetariano e non mangiava pesce.
Che se n'andava in giro a cibarsi di fragole more uva spina lamponi ribes e radici in assoluta tranquillità ma...
ma che appunto nel contempo incuteva vero terrore in quanto aveva una particolarità temuta assai da chi lo incontrava.
O da chi talvolta cercava appositamente.
Lui difatti qualora coglieva nell'intimo delle persone una latente
propensione minacciosa verso il soave funzionamento della vita  pubblica sopra descritta si... si fermava davanti a loro e le fissava fissava fissava diritto negli occhi.
E non si poteva sottrarsi da ciò.
Aveva anche la particolarità di paralizzare lì sul posto Riam.
E non si poteva tentare di chiuderli gli occhi.
Che lui non si sa in che maniera sapeva mantenerli aperti.
E con uno sguardo di tale portata piantato nelle pupille succedeva qualcosa d'appunto terribile ed assolutamente indesiderato nelle persone.
Di terribile terribile terribile e terribile ed indesiderato indesiderato indesiderato ed indesiderato.
Erano costrette spoglie a guardarsi dentro.
A scavare le loro propensioni.
A leggere le loro intenzioni.
A giudicare il loro spirito.
E nel contempo inoltre Riam attraverso il cuore parlava all'animo presente nei soggetti inquadrati.
Parlava parlava parlava.
"Tu vivi male in base ad un'invidia che non meriti.
Non ti manca nessuna delle tue prerogative personali.
Le hai tutte non preoccuparti e nemmeno Dio può togliertele.
Quelle degli altri sono loro non si può variare l'impossibile.
Comprendi ed accetta in merito è l'unica via.
Tu vivi pessimo in base ad opzioni allettanti che desideri però non ti servono.
Credi mai mai mai ti sentirai intimamente migliore possedendo averi materiali.
Manco il vantare l'essere padrone d'aria monti e mari sarà la soluzione.
I tuoi averi basilari sono interiori non dimenticarlo.
Quelli esterni massimo ti rendono soddisfatto non realizzato.
Una differenza abissale.
Tu vivi astioso perché non accetti il diverso da te bensì è dalle diversità che germoglia la gioia dell'esistere.
Sì anche la tua.
Dal viaggiare dal conoscere dall'apprendere occasionale.
Sai che noia a priori sapere tutto e ritrovarsi perennemente già informati?
Niente che varia o solletica l'umore.
Quindi almeno pari a quella d'un immortale di mille cinquecento anni deluso dall'essere nato non appena partorito.
Emozioni rifiutate avanti d'essere provate.
Una postura disastrosa".
E via di questo passo Riam.
Ossessivamente ossessivamente ossessivamente.
E teneva lì fermi quanto decideva lui.
Due minuti tre giorni o varie settimane indifferentemente.
E la gente non coinvolta capiva il motivo ovviamente.
E due occhi pregni di verità innegabile puntati diritti nei propri nonostante i principi personali dicano il contrario ed una voce interiore che narra le virtù mai saranno subalterne alle opinioni semplicemente dato sono doni divini e non scelte appositamente selezionate a piacere da umane infelici rimostranze sono... sono argomenti che valgono senz'altro enormemente in confronto ai singoli teoremi.
E dunque spaventano e terrorizzano terribilmente.
Terribilmente.
Terribilmente.
Terribilmente.
 

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