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La fiaba di Allorà (children version)

  (post segnalato dalla redazione)
 
Si viveva felici in quel regno.
Proprio proprio proprio felici.
Meraviglie naturali ed architettoniche assortite e persone soddisfatte e...
e bambini coinvolti in mille e mille giochi da genitori dolcissimi e premurosi.
Tutto filava liscio e retto insomma e le attività da svolgere per mantenere splendido il mondo da sogno vissuto... sia quelle pratiche sia quelle morali... sembravano giustamente distribuite rispetto alle caratteristiche singole di ogni abitante.
Cioè il ciabattino faceva scarpe perché teneva nel cuore rendere comodi e protetti i piedi dei suoi compaesani e la fioraia vendeva fiori in quanto pari a loro di fresco profumava.
E fu così...
e fu così che un caro giorno ebbe modo di nascere Allorà figlia del re e della regina e discendente diretta di grandi avventurieri degni d'entrare nel mito.
Quelli... per intenderci... per cui era un divertimento catturare un drago ed ammaestrarlo in modo i nipoti potessero cavalcarlo.
Crebbe... di conseguenza... la piccola creatura come dire sulle ali dell'entusiasmo e divenne da grande una splendida dimostrazione di quanto il destino a volte sia più che predestinato.
Nel suo cuore regnava infatti l'onore dei giusti.
Nella sua mente una sorgente cristallina sgorgava puliti pensieri e la sua bellezza... la sua bellezza proprio non era paragonabile a nessun'altra.
Ed inoltre studiava ed apprendeva con golosità.
Aveva grande curiosità e rispetto verso il mondo animale e volle imparare a curare i germogli e le piante del giardino dimostrando enorme sensibilità.
Tutto meraviglioso ergo diremo ma disdetta nel mentre seguiva le sue faccende intanto cantava.
Cantava.
Cantava.
Cantava e tutto questo improvvisamente crollava.
Crollava sotto l'oppressione della sua voce da clava.
Cantava ed ogni vita malvolentieri la sopportava.
Cantava ed il buonumore nel meraviglioso palazzo che abitava correva... correva a nascondersi in cantina precipitandosi giù per la scala.
Cantava e la gente con cotone e cera le orecchie si tappava.
E gli animali rabbiosi dai lati della bocca emettevano bava.
Ed il re e la consorte s'interrogavano sul come rimediare o in alternativa sul nome del dottore che la doveva operare.
Aveva insomma un difetto Allorà.
Un difetto che lei non considerava.
Tanto in armonia si sentiva con quello che incontrava.
Tanto le piaceva il radioso la vita le passava che... che le sembrava molto naturale in ogni momento nel suo modo preferito la felicità dispiegare.
Tutto il possibile perciò a maggior ragione disturbava se non che il popolo a mormorare fitto incominciava e la tranquillità normale del reame sempre maggiormente sulle spine stazionava.
Quindi per rimediare e fare conoscere diverse forme di canto furono ingaggiati al caso ed alla bisogna e di conseguenza maestri giapponesi di canto zen e monaci chiamati dal Tibet muniti di corde vocali al lievito.
Specialisti erboristi guaritori e fattucchieri anche portarono le loro arti.
E venne pure il sovrano dei pesci magici bensì gli caddero presto le branchie ed udite udite perfino le streghe ed i maghi dovettero inchinarsi di fronte alla situazione in cui ella stava.
Di fronte a quanto la sua voce orribilmente ripugnava.
Allora di nuovo fu così... a causa di tutto questo intendiamo... che il re una sera... una sera disperato chiese aiuto al gatto con sotto un uomo il quale a sua volta l'indirizzò dalla donna con sopra l'uccellino la quale... la quale manco fosse niente presentò con sorriso gentile un sontuoso principe ed il suo inconfondibile squisito stile.
Vero! me sbadato sempre... sempre l'amore può dare una mano pensò allettato il sovrano.
Non so s'è mai servito per correggere un difetto villano quantunque considerato non costa niente proviamo proviamo proviamo e condusse dunque il giovane alla festa di corte con un suo bagaglio strano.
Non di meno sussultò subito vedendo un sorriso cancellare ogni titubanza allorché il principe udì quel canto disumano ch'ella nemmeno quella sera era riuscita a rendere meno strano.
Quella malefica malattia vocale che strisciava l'aria con l'incedere d'uragano.
Quella stessa pessima melodia che assai sorprendentemente risultava invece nelle sue orecchie complemento vincente al produrre suoni del suo violino fremente.
E fu con tale preambolo che veloce strumento ed archetto esibì lui dal contenitore in un momento.
Poi richiamò l'attenzione della principessa e non appena lei zittì si lanciò in una sviolinata stridente vergognosa e stonata per.... per in seguito avventurarsi su una nenia.
Una lunga stancante debilitante e tediosa nenia che tutti sbadigliava ed addormentava man mano sviluppava.
E lui suonava suonava suonava sperando lei con canto coinvolta l'accompagnasse e non si fermava non si fermava non si fermava e lo stupore disgustato dei presenti ancora svegli contemporaneamente montava montava montava e...
e non ti sposerò mai urlò sfinita ad un certo punto Allorà se... se quel coso nel mio regno porterai.
Dopo di che correndo pianse disperata fin sul grembo della mamma perché la difendesse da quel suono mostruoso che a suo avviso malissimo s'adattava al suo cantare voglioso.
Io ho un talento e lo dispiego a mio piacimento con sentimento ribattè  il principe offeso tuttavia... tuttavia siete bella madamigella.
Molto molto molto bella e graziosa ed il mio cuore già freme per voi.
Se mi concedete il permesso chiederò al sire la vostra mano.
Sì!
Sì!
Sì!
Non ho mai visto un principe migliore di voi rispose la principessa ma... ma come fare?
Come fare con le nostre incomprensioni musicali?
Come unire uno strumento ed una voce distanti mille anni non piccoli istanti?
Basta poco!
Basta poco urlò... urlò prepotentemente a questo punto il buffone di corte forse dagli ultimi avvenimenti contrariato e certamente esponendo scarsa riverenza.
Al che tutti lo guardarono interrogativi in modo da fargli aggiungere basta... basta rinunciare per solenne promessa matrimoniale.
Rinunciare a cosa?
Chiesero all'unisono di nuovo le orecchie di tutti.
A cantare ed a suonare rimpallò lui che tanto.... tanto nel regno ci sono lo stesso numerose altre attività appetitose da frequentare.
I respiri dei presenti rimasero al ciò sospesi sospesi sospesi finché io... io al mio amore una rinuncia dallo spirito nobile la posso dedicare si... si sentì dalla bocca dell'aristocratico levare.
Cosicché Allorà praticamente già in preda ad immensa gioia  promettendo non avrebbe mai più cantato emise un ultimo terribile acuto che spaventò addirittura il mare e... e dopo andò via tutta agitata che bisognava iniziare i preparativi.
Che si doveva sposare.
Il re... il re nel frattempo in compagnia del gatto con sotto un uomo e della donna con sopra l'uccellino si prese bonariamente a braccetto il giullare e gli disse tu... tu sei un gran furbone che sa approfittare della situazione eppure... eppure te ne prego tieniti bene a mente che sul serio una rinuncia personale può far riflettere positivamente un reame.
Anzi talvolta è giusto la chiave per riprendere sulla corretta via a camminare.
E questo in qualcuna delle tue canzoni d'intrattenimento lo dovresti spesso ricordare.
Difatti mostrando eccellente e distinta buona volontà tutti lo possono fare per risolvere una brutta situazione generale o personale ed infine... infine contento e finalmente dal disagio liberato prese la penna e mise il punto finale che racchiude ogni favola nella nella sua birba morale.
Ah!
Ovviamente...
ovviamente dopo vissero tutti felici e con intenti.
 

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